Alle Lofoten o in Patagonia, chiese e cappelle invernali più instagrammate

CAMPANILE DI RESIA, Curon Venosta, Alto Adige – Solitario e inquietante, il campanile che svetta dalle acque ghiacciate del lago di Resia è il simbolo iconico e misterioso del vecchio paese sommerso dalla creazione di una diga negli anni Cinquanta. La leggenda vuole che in certe notti si senta ancora l’eco delle campane della torre, anche se sono state rimosse da molto tempo.   

SAN GIOVANNI, VAL DI FUNES – La cappella di S. Giovanni in Ranui, in Val di Funes, è stata edificata nel 1744. Dominata dall’imponente gruppo dolomitico delle Odle, la graziosa chiesetta è uno dei simboli più celebri e fotografati delle Dolomiti.   

FLAKSTAD, KIRKE, LOFOTEN, Norvegia – Questa graziosa chiesa parrocchiale si trova nell’arcipelago delle Lofoten, in Norvegia. La sua costruzione risale al 1780 e ricalca lo stile degli edifici dell’arcipelago, con struttura in legno e colorazione rossa. Può ospitare circa 300 fedeli e segue il rito luterano.  

CHIESA RUSSA ORTODOSSA, NINILCHIK, Alaska – Un borgo rurale nelle gelide terre dell’Alaska, situato per la precisione nella Penisola di Kenai: qui gli abitanti appartengono quasi interamente alla popolazione nativa aleut. La loro graziosa chiesa in legno bianco, edificata secondo i canoni russo-ortodossi, è diventata iconica e super fotografata. 

SAN CARLOS DE BARILOCHE, Patagonia, Argentina – Trasferendoci agli antipodi del globo, scopriamo una grande città (circa 100mila abitanti) affacciata sulle sponde del lago glaciale Nahuel Huapi e circondata dalla catena montuosa delle Ande. Bariloche ha un curioso stile architettonico che si ispira agli edifici della Svizzera alpina e ospita perfino per numerosi negozi che vendono cioccolato.  

CHIESETTA NELLA NEVE, FINLANDIA – Sembra uscita da una fiaba questa graziosa chiesetta ai limitari di un boschetto, coperto di bianco. 

SUI FIORDI NORVEGESI – Questa piccola costruzione abbarbicata a una piattaforma di roccia nel mezzo di un fiordo norvegese ha un tratto quasi eroico, in mezzo al nulla e in una natura ostile. Il  suo fascino, nei colori del tramonto, ha però una potenza irresistibile, al quale l’obiettivo del fotografo non può resistere. 

CATTEDRALE ARTICA, Tromso, Norvegia –  Il suo nome è già un programma: in lingua norvegese si chiama Ishavskatedralen, che significa “Cattedrale del Mar Artico”: in senso strett è una chiesa, non una cattedrale dato che non è sede vescovile: è stata costruita nel 1965 in stile moderno, prevalentemente in cemento, su progetto dell’architetto norvegese  Jan Inge Hovig. 

STAVKIRKE, Norvegia – Ancora una tradizione curiosa, tipicamente norvegese: sono le Stavkirke, ovvero le chiese interamente costruite in legno, senza utilizzo di altri materiali. Derivano dalla cultura vichinga, popolo di abili costruttori navali e quindi maestri nell’uso del legno. Le Stavkirke un tempo erano diffuse in tutta l’Europa settentrionale, ma la maggior parte non ha resistito al trascorrere dei secoli: quelle originali e di epoca medievale sono appena 28, quasi tutte in Norvegia.  Alcune hanno dimensioni imponenti e sono finemente intagliate. 

CHIESA DEL SALVATORE SUL SANGUE VERSATO, San Pietroburgo – La chiesa è stata sconsacrata negli anni del regime sovietico e trasformata in museo, ma è uno degli edifici simbolo e tra i più fotografati di San Pietroburgo. La sua edificazione fu completata nel 1907, in uno stile è molto diverso da quello degli altri edifici cittadini e conserva molti elementi dell’architettura russa medievale.   

CHIESA DI SAN SEBASTIANO, RAMSAU, Germania –   Una graziosa cappella per una pittoresca località bavarese: l’insieme architettonico e naturalistico, tra il verde dei prati e l’azzurro del fiume, compone una vera cartolina.  Questa chiesetta parrocchiale è oggetto di frequenti pellegrinaggi devozionali, ma è molto apprezzata dai turisti.  

HALLSTATT, Austria – Uno dei più celebri villaggi di montagna austriaci, super fotografato e ammirato in tutte le stagioni: Hallstatt, con le sue casette cinquecentesche, le imponenti montagne e le acque limpide del lago, sembra uscito da un racconto di fate e creature magiche. Non resta che ammirarlo.  

Fonte : TgCom