Venezia da scoprire: l’arte delle perle di vetro è Patrimonio Unesco

Nel territorio veneziano, l’arte delle perle di vetro è diffusa da secoli vita e ancor oggi, in molte famiglie, c’è una perlera, un perler, un’impiraressa (che si dedica ad infilare le conterie, ovvero le perline, in mazzi e creare manufatti), un molatore o un maestro del vetro. I loro gesti, i ricordi, il linguaggio particolare, spesso legati al cucito e alla cucina, i luoghi dedicati all’arte delle perle di vetro impregnano la quotidianità di tutta la società veneziana. Le perle di vetro, fragili, colorate, dai molteplici disegni e fogge, che occhieggiano nelle vetrine di botteghe e laboratori, sono una delle peculiarità che rendono unica Venezia e ne lasciano nel visitatore un ricordo indelebile. Se ne possono ripercorrere le tracce anche in luoghi dedicati, come ad esempio Calle delle Conterie (ovvero le minuscole perline a semenza), oppure scoprirne i segreti in laboratori che – su prenotazione- aprono le porte ai visitatori. A Venezia, si possono ad esempio visitare su appuntamento, i laboratori di Salvatore e Antonella Sito (S.U.V. Venetian Beads), Pierluigi e Maria Cristina Biancardi (Biancardi snc), Alessandra Gardin (Kirumakata), Luna Darin, Moulaye Niang (Muranero), Stefano e Daniele Attombri (Attombri), Marisa Convento (Bottega Cini). A Murano quelli di Alessandro Moretti (Costantini Glassbeads), Muriel Balensi, Renata Ferrari (La Perla Veneziana). Il sestiere veneziano storicamente legato alle infilatrici, e ancor oggi ben radicato nella memoria collettiva della città, è Castello.

Diverse lavorazioni – L’arte delle perle di vetro – diffusa oltre che a Venezia, anche nel suo territorio, sia isole che terraferma – è strettamente legata alla ricchezza delle conoscenze e alla padronanza di una materia, il vetro, e di un elemento, il fuoco. Riunisce saperi condivisi e tecniche, rinvia a procedimenti e a strumenti artigianali particolari e include diverse fasi di lavorazione. A ricevere il riconoscimento UNESCO non sono le perle in sé, ma l’intera filiera che conduce alla loro produzione.  Diverse sono le lavorazioni: perle a “lume” (avvolgimento di vetro fuso alla fiamma intorno a un bastoncino di metallo), perle da “canna” (taglio e molatura di canne di vetro forate), infilatura delle conterie, minuscole perline di vetro, realizzazione in fornace di canne di vetro.

Un riconoscimento al saper fare – L’iscrizione nella lista Unesco è un riconoscimento a tante donne e uomini, veri e propri maestri dell’arte delle perle di vetro, che, nonostante le difficoltà e i tanti sacrifici, continuano ad impegnarsi per poter tramandare alle future generazioni la conoscenza di una delle arti veneziane. Non si tratta di semplici oggetti: ciascuna perla, unica per realizzazione, racconta una storia, un momento, un vissuto di chi, con maestria, l’ha creata. La candidatura UNESCO era stata depositata da Italia e Francia, con l’Italia capofila, e proposta per la parte Italiana dalla Comunità dei perleri veneziani rappresentati dal Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle perle di vetro veneziane e per la parte francese dalla Comunità dei perlai francesi, rappresentati dall’Association des Perliers d’art de France.

Per maggiori informazioni: www.arteperlevetro.org 

Fonte : TgCom