Spegnere la webcam durante le (video)call aiuta a inquinare meno

Uno studio ha analizzato l’impatto climatico delle nostre attività online, cresciute a causa della pandemia. Tra i consigli: per salvare il pianeta meglio limitare l’uso dei video

(Foto: Pexels)

Oltre a evitare che qualcuno veda il vostro look in-pigiama-tutto-il-giorno, spegnere la webcam durante le videocall potrebbe aiutarvi a salvare il pianeta. A dirlo è uno studio che ha analizzato l’impronta climatica di alcune attività online cresciute durante l’anno della pandemia, dalle riunioni su Zoom allo streaming di Netflix. Attività virtuali certo, ma che hanno un impatto reale sull’ambiente (come le email inutili). E che, con qualche accortezza, possono essere meno inquinanti.

A fare i calcoli del peso delle attività quotidiane come l’uso di Tiktok o Facebook, lo streaming e le videochiamate sono stati i ricercatori della Purdue University, della Yale University e del Massachusetts Institute of Technology, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Resources, Conservation & Recycling.

I parametri presi in considerazione sono l’emissione di carbonio e l’uso di acqua e terra per ogni gigabyte di dati utilizzati su YouTube, Zoom, Facebook, Instagram, Twitter, TikTok e altre 12 piattaforme, nonché nei giochi online e nella navigazione sul web. Come previsto, più si usa il video maggiore è la ricaduta a livello ambientale, perché devono essere elaborati più dati e, di conseguenza, viene consumata più elettricità.

Un’ora di videoconferenza o di streaming, per esempio, corrisponde a un’emissione di anidride carbonica da 150 grammi fino a un chilo, richiede da due a 12 litri di acqua e può consumare una superficie di terra pari alle dimensioni di un iPad Mini. Ma ci sono piccoli accorgimenti per un uso più responsabile delle risorse: secondo i ricercatori, lasciare la videocamera spenta durante una call riduce l’impatto del 96 per centro. Scegliere di guardare una serie in streaming con definizione standard, anziché in hd, per gli esperti fa scendere l’impronta del 86 per cento.

Tutti piccoli gesti che potrebbero avere un grande impatto se si considera che alcuni paesi hanno segnalato un aumento del 20 per cento del traffico internet da marzo 2020, quando è iniziata la pandemia. Se il trend resta questo, alla fine del 2021 l’aumento dell’uso di internet da solo richiederebbe una foresta di circa 115mila chilometri quadrati (il doppio della superficie dell’Indiana) per assorbire il carbonio emesso, più di 300mila piscine olimpioniche di acqua e un uso della terra pari alle dimensioni di Los Angeles.

Fonte : Wired