Vaccini in ritardo, il caso Pfizer mette a rischio l’immunizzazione

Redazione 16 gennaio 2021 11:55

Circa 100mila dosi in meno in arrivo la prossima settimana, e presumibilmente nelle settimane a venire. È questo l’impatto sull’Italia della decisione di Pfizer, comunicata ieri, di tagliare del 29-30% la fornitura di vaccini contro il Covid. Una riduzione inaspettata, che preoccupa il commissario Arcuri, anche perché proprio in questi giorni partiranno i primi richiami, ossia la somministrazione della seconda dose a coloro che hanno per primi ricevuto il vaccino, che vanno eseguiti secondo la stessa Pfizer a 21 giorni dalla prima dose.

Il V-Day è stato il 27 dicembre, quindi domani saranno tre settimane esatte. A quanto si apprende, le dosi di vaccino attese da lunedì sarebbero state circa 530-540mila, più quindi delle 470mila delle scorse settimane perché nel frattempo c’è stato l’acquisto a livello Ue di una partita aggiuntiva. Con il taglio annunciato si dovrebbe scendere a 430-440mila dosi settimanali. Non sara’ un problema per i primi giorni: il 27 dicembre, data di un avvio piu’ che altro simbolico, i vaccinati erano stati 7.420, e il primo gennaio in totale erano 49.506, con circa 10mila vaccinazioni al giorno in media. Poi pero’ la campagna aveva preso quota, salendo a 35-40mila vaccinati al giorno, poi fino a 91mila. A partire dalla settimana del 28 gennaio saranno oltre mezzo milione gli italiani da “ri-vaccinare”, ossia a cui somministrare la seconda dose, e si porrà il problema di come fare.

Come spiega l’agenzia Agi l’indicazione per le Regioni era quella di “mettere da parte” il 30% delle dosi consegnate proprio per assicurarsi la possibilita’ di fare i richiami senza intoppi, ma non tutte le Regioni si sono attenute, con la Campania ad esempio che ha somministrato gia’ il 97% delle dosi disponibili, e altre Regioni come Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Toscana oltre l’80%.

Inevitabile rimandare la vaccinazione degli over 80. Esclusa a priori la possibilità, ventilata anche in altri Paesi europei, di eseguire il richiamo con il vaccino Moderna. Mai testato negli studi clinici inoltre posticipare la somministrazione della seconda dose oltre i 21 giorni canonici. Intanto regna l’incertezza: la casa farmaceutica ha annunciato che il taglio delle dosi durerà 3-4 settimane ma non c’è una nuova tabella di marcia su cui poter ripianificare i tempi della campagna. 

Fonte : Today