Monumento naturale lago ex Snia, aperto il confronto tra i cittadini e Roma natura : “Una consulta per il regolamento di gestione”

Dopo una battaglia cittadina durata anni, culminata con l’istituzione del monumento naturale da parte della Regione Lazio, per il lago Bullicante e l’area verde dell’ex fabbrica Snia Viscosa si è aperta una nuova sfida: stilare un Regolamento di gestione che ne definirà le tutele, l’accessibilità e le funzioni nel futuro. Per fare in modo che il passaggio avvenga in continuità con il percorso partecipato che negli anni ha difeso e ha riconosciuto il valore del processo di rinaturalizzazione all’interno del vecchio sito industriale, fino a ottenere il riconoscimento del monumento naturale, il Forum territoriale Parco delle Energie ha tenuto ieri un’intera giornata di convegno (qui tutto il programma) al quale ha preso parte anche Roma Natura, l’ente regionale che gestisce tutti i parchi protetti della capitale.

In diretta streaming sulle pagine Facebook del Lago Bullicante e di Roma Natura si sono susseguiti gli interventi di esperti e cittadini che hanno restituito le conoscenze accumulate negli anni con la redazione di molteplici studi interdisciplinari e attraverso le pratiche sociali che ne hanno garantito la gestione. “Per rendere il monumento naturale operativo abbiamo bisogno di un regolamento che, una volta stilato, dovrà essere approvato definitivamente dalla Regione Lazio”, ha detto il presidente di Roma Natura, Maurizio Gubbiotti. “Stilare il regolamento è un compito dell’ente gestore ma in questo caso vogliamo unire le nostre competenze ai saperi che sono stati accumulati negli anni dai cittadini”. Lo strumento scelto è una consulta promossa dall’ente gestore e partecipata dai soggetti cittadini che si sono presi cura dell’area verde fino ad oggi, che avrà il compito di studiare e deliberare in merito al regolamento. 

Il convegno è stato quindi pensato per mettere su un tavolo tutti i saperi, le riflessioni e le proposte “del gruppo di studio interdisciplinare composto da botanici, etologi, forestali, architetti, artisti, storici, ecologi, ingegneri”, ha spiegato nel corso degli interventi introduttivi Alessandra Valentinelli, urbanista e tra gli esponenti del Forum, “ognuno dei quali ha aggiunto un pezzetto di competenza utile alla comprensione di come, in pochi anni, la natura abbia potuto ricolonizzare un’ex area industriale fino a costruire processi ecosistemici di qualità”. 

La sfida vinta dell’istituzione del monumento naturale non è, però, l’ultima tappa del percorso di tutela. Dal 2014 il Forum è al lavoro per  veder riconoscere le acque del lago come pubbliche e quindi arrivare all’acquisizione formale ai beni del Demanio dello Stato. “Questo si porta dietro una serie di tutele che impedirebbero ulteriormente un certo tipo di sviluppo”, come per esempio il divieto di costruire entro i 300 metri dal perimetro del lago, quindi anche nell’area privata. In secondo luogo, è stato esposto l’obiettivo, condiviso da Roma Natura nel corso del convegno, di allargare il perimetro del monumento naturale dal quale la Regione Lazio ha escluso l’area privata, oggi occupata dai ruderi dell’ex fabbrica. Un’area che con gli strumenti urbanistici vigenti (per esempio il Piano regolatore del 2008 e il Piano territoriale paesistico regionale, approvato nel 2019 e bocciato dalla Corte Costituzionale) può ancora essere investito da progetti di rigenerazione urbana che distruggerebbero “un pezzo essenziale del sistema ecologico del monumento naturale”.

Ad aggiornare in merito è stato l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Luca Montuori. “Il primo passaggio è la realizzazione di un progetto preliminare che dia avvio alle fasi di esproprio e che stabilisca l’interesse pubblico”. Montuori ha poi spiegato che sta chiudendo, “proprio in questi giorni, l’iter di esproprio dell’area avviato nel 2004”. Infine ha spiegato che “la demanializzazione non dovrebbe essere un problema”.

Le questioni burocratiche sono state però solo una piccola parte dei contributi esposti al tavolo ‘virtuale’ del convegno. Nel corso della giornata sono stati analizzati i caratteri storici e naturalistici dell’area, dalla qualità delle acque del lago a quella delle successioni e dei processi ecosistemici, dagli aspetti geologici alla storia della fabbrica che è ormai da “ricomporre” con la storia naturale del luogo, al valore della sua natura spontanea e selvatica. E ancora, protagoniste sono state anche le ‘energie sociali’ del monumento e le loro pratiche, dall’apiario all’archivio dell’ex fabbrica.

Ognuno degli interventi non ha mancato di tracciare idee per una possibile gestione futura, dall’approccio necessario alla tutela e al monitoraggio di un processo di rinaturalizzazione spontanea come quello del lago Bullicante fino al ruolo di possibili interventi architettonici su un patrimonio di archeologica industriale ormai “infrastruttura” di un sistema naturale come quello dell’ex Snia Viscosa. E ancora: sono state esplorate le potenzialità didattiche, educative, artistiche e sociali di un’area che è ormai diventata un tassello fondamentale della rete ecologica cittadina. 

Fonte : Roma Today