“Salvi grazie al legame con il territorio e al sostegno del governo”: la libreria Odradek e il messaggio di speranza per il 2021

Numeri in negativo ma con una speranza di tranquillità che rimane aperta per il 2021. Anche quest’anno, come ogni anno da quando a salvarla dal rischio chiusura fu un crowdfunding, la libreria Odradek ha pubblicato il suo bilancio. Al termine di quest’anno difficile per quasi tutte le attività commerciali, Romatoday ha intervistato Davide Vender, che insieme alla moglie Katia Sardo, gestisce la libreria aperta ormai 22 anni fa in via dei Banchi Vecchi 57, nel cuore del centro storico. 

Partiamo da una premessa: perché rendere pubblico il bilancio?

Cinque anni fa, era il 28 maggio 2017, lanciammo un crowdfunding, il primo al mondo che non chiedeva di finanziare un progetto ma puntava a ripagare un debito di 20mila euro contratto con una banca. Eravamo in una brutta situazione e ci venne in mente questa idea: se davvero la libreria Odradek è importante per la sua comunità di riferimento deve essere la comunità a salvarla. Per capire il perché di quella scelta è necessaria una premessa: Odradek non ha mai ricevuto un soldo dalle istituzioni perché siamo pur sempre un’attività privata e crediamo che una realtà simile debba reggersi sul mercato. Da questa impostazione radicale è nato il crowdfunding. Fu un successo. Raccogliemmo i 20mila euro in due mesi grazie al sostegno di 250 donatori. Da allora, per rispetto di quanti hanno contribuito a mantenere aperta questa libreria, ogni anno pubblichiamo il nostro bilancio dettagliato.

Com’è il bilancio di un anno tanto difficile? 

Come dico spesso, calcolare il guadagno dei librai è molto semplice, perché incassiamo il 30 per cento. Nel 2020 abbiamo registrato un fatturato di 155mila euro, i profitti ammontano quindi a 46mila 500 euro. Se a questa cifra togli i 25mila euro di affitto e di spese rimane pochissimo. In sintesi ci autosfruttiamo e campiamo di impegno civile. Però sono soddisfatto, perché nonostante i due mesi di chiusura e una perdita di quasi 20mila euro rispetto al 2019, centinaia di persone sono venute a comprare libri da Odradek, affermando di farlo per contribuire a tenerci aperti. Si è creato un rapporto pazzesco tra la città e la libreria, e questo mi fa pensare che in 21 anni di attività qualcosa abbiamo combinato. Senza dimenticare che il centro storico di Roma, dove ci troviamo, con la pandemia è diventato un deserto, perché si è svuotato di turisti. Questo non significa che il settore non stia vivendo una grave crisi. A Roma, negli ultimi dieci anni, sono state chiuse circa 200 librerie. 

Nel bilancio riportato su Facebook scrive che la legge approvata all’inizio del 2020 per il sostegno alla lettura ha avuto degli effetti positivi sulle vostre vendite. In che modo?

Quella legge blocca gli sconti al 5 per cento anche per l’e-commerce. La gente non ha più un grande guadagno a comprare libri sulle piattaforme online, così la tendenza è stata quella di rivolgersi di più alle librerie. Inoltre Franceschini (ministro per il Beni e le Attività culturali, ndr) ha dato soldi alle biblioteche nazionali da spendere nelle librerie indipendenti. Quest’anno cinque biblioteche hanno acquistato da Odradek 15mila euro di libri e ci hanno dato una mano a non far abbassare troppo il fatturato. 

Odradek ha sempre organizzato numerose presentazioni di libri e mostre. Come siete sopravvissuti a un anno di distanziamento fisico e restrizioni?

Ci siamo inventati il ‘Salotto blu’ di Odradek. Un’iniziativa carina e leggera che ha riscontrato un discreto successo su Facebook. Nell’ultima sala della libreria abbiamo allestito un divano e una poltrona blu per ospitare autori e artisti che in pochi minuti si esibiscono con una performance o vengono intervistati in diretta streaming. Questo ci ha permesso di mantenere un legame con i lettori che frequentano Odradek e che a causa della pandemia non hanno più potuto assistere a presentazioni dal vivo. 

Gli eventi in streming possono essere potenzialmente visti e seguiti da chiunque, in qualunque parte del mondo. Avete trovato dei vantaggi in questa novità oppure non vedete l’ora di ricominciare a organizzare eventi dal vivo?

Non vediamo l’ora di ricominciare, su questo non ci piove. Le presentazioni di libri sono un momento molto importante per far conoscere gli autori e i loro libri e, devo aggiungere, anche per il fatturato. Le presentazioni, infatti, rappresentano un’entrata discreta per una libreria. 

Prima ha accennato al fatto che la pandemia ha svuotato il centro storico di Roma. Quali sono state le conseguenze per un libreria legata al territorio come la vostra? 

È vero, la libreria Odradek ha un rapporto epidermico con i lettori che la frequentano. Il centro storico, negli ultimi anni, si è trasformato in un grande luna park per turisti. Gli abitanti sono stati cacciati e i loro appartamenti sono stati trasformati in b&b. Così la pandemia ha trasformato il centro storico in un deserto. Però sta anche cambiando qualcosa. Nel rione Parione, dove ci troviamo, molti appartamenti stanno tornando in affitto a persone che hanno intenzione di risiedere e i canoni richiesti sono calati. In ogni caso, via dei Banchi Vecchi, dove si trova la libreria, non è una strada di passaggio e molti residenti sono rimasti. Per questo abbiamo mantenuto, negli anni, un legame con il territorio. Questo non ci ha salvato del tutto. Molti negozi hanno dovuto chiudere. Quest’anno non siamo nemmeno riusciti a realizzare il famoso calendario ‘Arti e mestieri’ che, ogni anno da ormai 13 anni, realizziamo insieme agli artigiani di via dei Banchi Vecchi. 

Cosa possono fare le amministrazioni locali per aiutare le librerie indipendenti?

Il primo municipio, durante le vacanze natalizie, ha organizzato l’iniziativa ‘il libro sospeso’, pensato per chi non ha la possibilità di acquistare libri. Siamo riusciti a vendere solo 6 o 7 libri in questo modo ma è stata comunque un’iniziativa importante in nostro sostegno. In generale, come già raccontato, non chiederemo mai nulla alle istituzioni. Preferiamo fare affidamento sulla nostra comunità. 

Cosa spera per il 2021?

Mi auguro che ci siano sempre più lettori perché i libri sono troppo importanti. So che c’è molto da leggere in rete ma non possiamo fare a meno dei libri.

Fonte : Roma Today