Perché i vaccini a mRna possono essere cambiati rapidamente in caso di mutazioni?

BioNTech afferma che se necessario sarebbe in grado di produrre un vaccino contro le nuove varianti in 6 settimane. La chiave è nella nuova tecnologia a mRna che consente di cambiare e sostituire velocemente la variante desiderata

(foto: Gerd Altmann via Pixabay)

Il dibattito sulle nuove varianti del coronavirus, una scoperta nel Regno Unito e l’altra in Sudafrica, rimane acceso. Gli scienziati ritengono improbabile che i vaccini possano perdere di efficacia a causa della presenza di queste modifiche. Ma per provarlo nella pratica i ricercatori sono già all’opera. Anche nell’ipotesi più sfortunata in cui si rilevasse un calo della risposta immunitaria, i vaccini a mRna, fra cui quello di Pfizer-BioNTech, in uso in Italia, e quello di Moderna, potrebbero essere adattati rapidamente. La casa farmaceutica BioNTech, infatti, ha già reso noto, in un articolo sul Financial Times, che grazie alla nuova tecnologia impiegata si potrebbe produrre un nuovo vaccino in breve tempo, anche in sei settimane. Ecco come e cosa sappiamo sui vaccini a mRna (o Rna messaggero).

In ogni caso non è tutto da rifare

Nella variante scoperta nel Regno Unito ci sono mutazioni multiple ma la maggior parte non riguardano le parti del virus che attivano la risposta immunitaria, come spiega il Ceo di BioNTech, Ugur Sahin. “Questo – sottolinea Sahin – ci fa ben sperare che la risposta basata sulle cellule T funzioni ancora, ma abbiamo bisogno di esperimenti [che sono già in corso, ndr] per quantificare quanto è ancora attiva”. Insomma, staremo a vedere. Ma anche qualora – se non adesso, magari più avanti – queste o altre mutazioni riducano l’efficacia del vaccino non sarebbe tutto da rifare. L’idea spiegata da BioNTech è che proprio l’uso dell’mRna semplifichi i cambiamenti dei vaccini.

I vaccini a mRna

In questi vaccini – nel caso del Sars-Cov-2 si tratta di quello delle aziende Pfizer-Biontech e Moderna – ci si serve di un frammento di codice, l’mRna (o Rna messaggero): questo tipo di rna è di fatto un messaggero e porta le informazioni necessarie durante la trascrizione dall’rna al punto in cui avviene la sintesi delle proteine.

L’mRna, dunque, rappresenta un elemento fondamentale per il passaggio dal codice genetico alla o alle proteine (le strutture fisiche) che corrispondono a quella parte di codice. Nel caso dei vaccini Pfizer-Biontech e Moderna il pezzetto di codice (mRna) necessario per produrre la proteina spike del virus viene trasportato e recapitato nella cellula. L’obiettivo è stimolare la risposta del sistema immunitario contro la spike, che è la parte con cui il virus aggancia le cellule e si diffonde nell’organismo. Nel vaccino a mRna, dunque, la persona riceve il codice per la produzione della proteina e non la proteina stessa (purificata) o il virus attenuato o inattivato. Fra i vantaggi di questo tipo di prodotto è segnalata una maggiore facilità, rispetto ai design di altri vaccini, nel cambiarlo nel caso di mutazioni.

Perché il cambio del vaccino è veloce

Le nuove varianti presentano qualche mutazione nella proteina spike. L’idea è che cambiando l’mRna portato nelle cellule, che serve alla produzione della spike, si riproduce la nuova struttura della proteina (con le mutazioni). “In linea teorica”, ha spiegato l’immunologa tedesca Özlem Türeci, “ciò che faremmo è cambiare l’inserto [del vaccino] e sostituire la variante del virus con un’altra variante senza toccare la piattaforma”. Si tratta di una modifica dell’Rna messaggero più veloce di quelle che si dovrebbero fare nei vaccini più tradizionali. La maggiore rapidità, come spiega su The Conversation lo scienziato Sanjay Mishra dell’università Vanderbilt, è legata al fatto che è più semplice produrre e sostituire l’mRna, la cui sintesi è chimica invece che biologica, rispetto al virus o alle proteine alla base di vaccini proteici o a virus attenuato o inattivato. Non è un caso, prosegue Mishra, che a distanza di pochi giorni dall’ottenimento e dalla disponibilità del codice genetico del Sars-Cov-2 era già pronto il campione di mRna per il primo test vaccinale.

La velocità dell’eventuale lancio del nuovo vaccino dipende poi dai tempi dell’autorizzazione della nuova formulazione, come ricordano Türeci e il Ceo di Biontech Sahin.

Fonte : Wired