Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini rilanciano i minibot: “Sono una soluzione possibile”

L’ipotesi minibot rimane una delle soluzioni possibili per il governo italiano. A spiegarlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti: “Tutte le soluzioni nuove sono contestate, non dico che siano la Bibbia, ma sono una proposta per accelerare i pagamenti, una delle possibilità, una delle soluzioni: ma la strada maestra è quella della crescita”, dice proprio della possibilità di istituire i minibot. Secondo Giorgetti, potrebbe essere una “proposta per accelerare in qualche modo anche i rimborsi dei debiti della Pubblica amministrazione”. Ma sui minibot, dopo la contrarietà espressa dal presidente della Bce Mario Draghi, esprime perplessità anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: “Siamo in linea con Draghi, perché significa debito pubblico. Il problema è che noi non possiamo più realizzare debito pubblico, salvo che lo facciamo per investimenti nella logica degli eurobond, da concordare con gli altri Paesi”.

La questione minibot viene affrontata anche dal leader della Lega e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. Che risponde alle critiche mosse dal presidente di Confindustria: “A me piace quello che piace agli italiani”, afferma negando che i minibot siano una “moneta alternativa”. Lo attacca il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Sono gli italiani a essere preoccupati. Oggi è la volta dell’ennesimo litigio sui minibot che vuol dire usare i soldi del Monopoli, cioè, soldi finti per pagare i debiti dello Stato. Io credo che questo livello di confusione e di incertezza è uno dei più grandi pericoli che corre l’Italia e gli italiani penso che alla fine lo capiscono e difenderanno il buon governo dei Comuni”.

Cosa sono i minibot

È l’Ansa a spiegare cosa siano i minibot di cui si parla in questi giorni e che la Lega sta valutando come possibile soluzione. Si tratta di una sorta di surrogato di titolo di Stato, che però non viene assegnato in un’asta del tesoro con rendimento deciso dal mercato. È, invece, un titolo infruttifero e senza scadenza. Altra differenza con i titoli di Stato (che sono dematerializzati) è che i minibot dovrebbero circolare in formato cartaceo, imitando in qualche modo delle banconote in euro. E per questo motivo qualcuno ha definito questa eventuale operazione come un avvicinamento all’uscita dell’Italia dall’euro, soprattutto dopo che una mozione approvata in Parlamento li ha indicati come una soluzione possibile per pagare i debiti della pubblica amministrazione.

Banca d’Italia e Bce hanno però avvertito che ci sono dei rischi nel creare quella che viene considerata una moneta parallela. Per il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, i minibot “o sono valuta e quindi illegali oppure sono debito e dunque lo shock del debito sale”. La proposta dei minibot nasce da Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, secondo cui non si tratta di una moneta, ma di debito. “Non sono nuovi debiti”, assicura però spiegando che deriverebbero da debiti già esistenti. L’idea è quella di farli cartacei per evitare che vengano spesi, per esempio, online, spingendo così gli acquisti al dettaglio. Ma su cosa siano realmente i minibot, in realtà, di perplessità ne rimangono molte.