“Al centro commerciale ho visto più di duecento ragazzi, chiederò di spostare lì le classi”

Redazione 10 gennaio 2021 18:49

“Nell’ultima apertura del fine settimana al centro commerciale di Santa Caterina, in un’ora, ho contato 200 ragazzi in età scolare da 0 a 14 anni. Ho intenzione di chiedere al responsabile del centro se mi autorizza ad aprire delle classi nell’area supermercato o negli spaziosi corridoi”. Una provocazione lanciata via social, quella del preside dell’istituto ‘Eleonora Duse’ di Bari, Gerardo Marchitelli, che accoglie 1.680 alunni di infanzia, elementari e medie in cinque diversi plessi.

Le classi d’altra parte riaprono a singhiozzo. Secondo ‘Tuttoscuola’ da domani restano in Dad più di 3,6 milioni di alunni, pari al 43% sul totale dei circa 8,5 milioni di allievi della scuola italiana. In Puglia le lezioni degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, si svolgeranno fino al 15 gennaio in Ddi, Didattica digitale integrata. 

Cosa succederà da lunedì 18 gennaio dipenderà – secondo quanto riferito dal governatore Emiliano – dalle valutazioni della cabina di regia del ministero della Salute rispetto all’effettivo livello di pericolo.

Per Marchitelli si tratta di una sconfitta, senza se e senza ma. 

“Il divario tra chi sta bene e chi ha bisogno si è allargato a dismisura – scrive – ma i primi sono classi agiate e la soluzione ce l’hanno a portata di mano, i secondi non hanno valore. Nella ‘das’, specificamente nella ‘didattica a scelta’, i primi sono adeguatamente guidati, i secondi non ci sono. Sono fermi solo i bambini per ‘un nonno in più”. Con didattica a scelta, probabilmente, il dirigente si riferisce all’ordinanza della Regione Puglia che ha disposto la didattica digitale integrata per tutti fino al 15 gennaio, con la possibilità di richiedere la frequenza in presenza per gli alunni del primo ciclo.

“Non capirò mai la differenza tra un centro commerciale e la scuola – continua Marchitelli – o meglio la comprendo, ma cerchiamo di essere onesti. Per l’economia bisogna circolare, per l’istruzione si può anche stare a casa, non c’è guadagno. Quali sono i dati, da settimane? A scuole chiuse, i contagi non calano: l’economia crea 20 mila nuovi casi al giorno e chissà quanti nonni in meno, ma non importa, è necessario”. “Sono arrabbiato – conclude il dirigente – voglio il ristoro formativo anche per i bambini che non hanno potuto usufruire di un idoneo apprendimento”.

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Fonte : Today