5 serie super divertenti per iniziare il 2021 con una sana risata

Il genio comico di una delle più grandi regine della comicità, Tina Fey, Alec Baldwin in un inedito quanto azzeccatissimo ruolo da boss cinico, l’aura dello show Saturday Night Live, di cui facevano parte molti del team artistico della serie: un mix che garantisce risate a non finire per questa sitcom ambientata nel mondo delle produzioni televisive. Prodotta nel 2006 e andata avanti per sette stagioni 30 Rock è una brillante parodia del mondo dello spettacolo, in particolare di quello televisivo. Tutto gira attorno a Liz Lemon, capo sceneggiatore di uno show che ha per protagonista una star “impegnativa”. Attorno a lei, tantissimi personaggi bizzarri e disfunzionali, e alcuni cameo epici, come quello della svampita figlia del direttore ossessionata dagli unicorni. Serie pluripremiata ma non altrettanto baciata dalla fortuna per quanto riguarda gli ascolti, è lo show da recuperare assolutamente se non l’avete mai visto e volete ridere a crepapelle. Il canale della musica Mtv per anni ha inserito della propria programmazione buone serie, anime di culto giapponesi e produzioni originali. Una di queste era Daria, cartone animato spin-off di Beavis and Butt-head che fece il suo debutto sull’emittente nel 1997 per attestarsi come uno dei migliori prodotti di animazione scodellati dalla televisione americana. Daria era ambientata nel tipico liceo statunitense popolato di cheerleader e sportivi, di nerd e di secchioni. Protagonista era Daria, teenager outsider dalle esilaranti battute ciniche che cerca di sopravvivere alla vita nel liceo. A rendere le cose più difficili è la vicinanza della sorella minore, Quinn, un concentrato di vacuità biondo e ossessionato dalla moda che nega continuamente di essere imparentata con la protagonista. A rendere i suoi patimenti più sopportabili, invece, c’è Jane, la classica “tipa” alternativa e punk dalla mente popolata di guizzi artistici. Un vero e proprio di corso di sopravvivenza alle scuole superiori da morire dal ridere.   Il 2020 è stato l’anno che ha svelato a quei datori di lavoro che ancora non lo ammettevano una grande verità: lo smart working è efficace quanto il lavoro in ufficio. In particolare, le attività dei tre protagonisti di questa sensazionale comedy, ovvero quello di dispensare consulenze informatiche a impiegati dalla scarsissimo estro tecnologico, potevano essere eseguite tranquillamente da casa piuttosto che nello scantinato di una grande azienda come quello dove sono relegati il massiccio e imbranato Roy, il logorroico e squinternato Moss e Jen, manager che non sa assolutamente nulla di computer e tuttavia messa a capo del dipartimento IT della fantomatica Reynholm industries.  Se vi è capitato di vedere in lingua originale in bellissimo ultimo film della Pixar, Soul, probabilmente avete riconosciuto la bizzarra caratteristica voce di Richard Ayoade (Moss) e vi è venuta voglia di rivedere It Crowd, se non l’avevate ancora fatto. Nel caso apparteniate a quella parte di spettatori che ne ignoravano l’esistenza, sappiate che non potete perdervi alcuni dei personaggi più assurdi e sgangherati della storia della televisione, come l’arrogante e incapace boss Denholm o il misterioso Richmond, il vampiro che vive nella stanza dei server.   Serie recente – è stata prodotta un paio di anni fa – è uno dei più grandi successi comici della Corea del Sud. I protagonisti sono tre ragazzi, ognuno che coltiva aspirazioni nel mondo dello spettacolo: chi sogna di essere un grande attore, chi di diventare un regista cinematografico, chi di attestarsi come sceneggiatore. I tre si sono trasferiti a Seoul convinti di poter sfondare ma si sono ridotti a cercare di sbarcare il lunario come gestori di un ostello nella zona più “giovane” della capitale, Itaewon. peccato che le cose, anche da quel punto di vista, vadano loro piuttosto male, tanto che l’ostello sta per chiuder per fallimento. La situazione si fa ancora più complicata quando i tre rinvengono un infante abbandonato e finiscono per “adottare” sia lui che la sua giovane madre single. Welcome to Waikiki pullula di battute nonsense, di situazioni assurde e di citazioni cinematografiche (non dimenticherete mai la sua versione di Harley Quinn…): Rivolta a un pubblico young adult è l’ideale se vi siete inoltrati in questo 2021 con tanti sogni per la vostra carriera e avete bisogno di qualcuno che vi metta un po’ di ottimismo.   Se siete in cerca di una serie comica che vi tenga compagnia a lungo inoltrandosi nel 2021 ben oltre il semplice binge-watching del weekend, la risposta è la longeva Shameless di Paul Abbott. Abbott, uno dei migliori autori televisivi britannici in circolazione nonché il produttore della versione americana dello show, si è vagamente ispirato alla propria vita per descrivere le disavventure della popolosa famiglia dei Gallagher. Distribuite su undici stagioni, le puntate di Shameless si concentrano man mano su ciascuno dei membri dell’affollato, disastrato, e sempre sull’orlo della bancarotta, nucleo familiare generato da Frank, padre alcolizzato, perennemente disoccupato e totalmente irresponsabile di una squadra i figli che hanno perso anche la madre, fuggita per la disperazione. Tutte le responsabilità di un padre e di una madre gravano su Fiona, intelligente, scaltra ed esasperata figlia maggiore che cerca di sbarcare il lunario e contemporaneamente occuparsi dei fratelli combinaguai. Shameless è una esilarante quanto spietata critica della società britannica odierna: pervasa da un amaro cinismo, è anche una delle produzioni più divertenti mai apparse sul piccolo schermo, nonché lo show che lanciò lo scozzese James McAvoy, futura star di Hollywood. Ideale se ammettete di avere un’indole lamentosa e avete bisogno di qualcuno che vi mostri quanto può essere dura la vita degli altri.  

Fonte : Wired