Centinaia di estremisti trumpiani hanno invaso il Campidoglio

Ci sono almeno quattro morti, una dozzina di feriti e una cinquantina di arresti dopo l’assalto al Campidoglio Usa da parte dei sostenitori armati esortati dal presidente uscente Donald Trump (che ora potrebbe essere rimosso)

Quello che sta succedendo negli Stati Uniti a Capitol Hill, il Campidoglio di Washington D.C., non si vedeva dal 1814 (e allora furono le truppe inglesi ad attaccare e a dare fuoco alla capitale, non i nordamericani). Mercoledì 6 gennaio, poco dopo le 13 ore locali, una folla di sostenitori armati di Donald Trump ha preso d’assalto la sede della democrazia statunitense, mentre il Congresso procedeva alla certificazione ufficiale dell’elezione di Joe Biden a nuovo presidente. Dopo diverse ore, le forze dell’ordine sono riuscite a mettere di nuovo in sicurezza l’edificio ma, secondo il bilancio provvisorio degli scontri, quattro persone sono morte, una dozzina sono rimaste ferite e più di una cinquantina sono state arrestate. Una delle vittime, una donna, è stata uccisa durante uno scontro a fuoco con la polizia all’interno del Campidoglio.

In vista dei rally organizzati dai supporter del Maga (Make America Great Again, lo slogan elettorale di Trump), le autorità di Washington temevano potesse verificarsi un’esplosione di violenza simile e avevano cercato di organizzarsi, innanzitutto vietando di presentarsi armati alle manifestazioni e chiedendo ai residenti di “stare alla larga dal centro” della capitale.

(foto: Win McNamee/Getty Images)

Eppure il peggio è diventato realtà: riuniti per protestare contro i risultati del 3 novembre, i manifestanti hanno violato uno degli edifici più inviolabili della democrazia degli Stati Uniti, costringendo Camera e Senato a interrompere i lavori di validazione dei voti del Collegio elettorale (ora ripresi) e a evacuare Capitol Hill. Una volta entrati in questo luogo storico, molti manifestanti hanno iniziato a vandalizzarlo, mentre si scattavano foto e video (anche in streaming su Twitch).

Come sottolinea la rete Cnn, tuttavia, la rivolta che ha messo sotto attacco il Campidoglio è stata accolta con molta meno decisione dalle forze di polizia rispetto a molte delle proteste di Black Lives Matter che hanno attraversato il paese a seguito dell’omicidio di George Floyd per mano degli agenti di polizia di Minneapolis l’anno scorso. Alcuni agenti sono stati perfino visti scattarsi dei selfie con i manifestanti pro-Trump.

Adesso, la Commissione giudiziaria della Camera Usa ha chiesto al vicepresidente Mike Pence di invocare il 25° emendamento per rimuovere il presidente uscente Trump dalla Casa Bianca, a due settimane dall’insediamento dell’eletto Biden. Lo ha twittato il deputato democratico David Cicilline: la lettera di richiesta a Pence è stata firmata anche da altri 18 parlamentari.

Il presidente Trump “ha confermato di non essere mentalmente sano e ancora incapace di accettare i risultati delle elezioni del 2020. Per il bene della democrazia” – hanno scritto i deputati al vicepresidente – “vi esortiamo con forza a invocare il 25° emendamento e iniziare il processo di rimozione del presidente Trump: ha dimostrato più volte di non essere adatto a proteggere la nostra democrazia e a svolgere i suoi compiti”. Dalla sua sconfitta elettorale, il tycoon ha continuato a esortare (con accuse infondate di brogli) i suoi sostenitori a combattere contro il conteggio dei voti che conferma la vittoria di Biden, venendo per la prima volta sospeso da Twitter.

Fonte : Wired