Queen, ecco com’era lavorare in studio con Freddie Mercury. Il produttore Reinhold Mack: “Lui era la musica!”

Reinhold Mack è un produttore molto famoso che ha lavorato con tantissimi grandi artisti, tra i quali anche i Queen. Con la leggendaria band ha realizzato quattro album, The Game, Flash Gordon, Hot Space e The Works; in seguito, ha lavorato anche con il solo Freddie Mercury per il disco Mr Bad Guy. In un’intervista per udiscovermusic.com, il produttore ha raccontato la sua esperienza con questi grandi musicisti e, in particolare, con il frontman.

Mack incontrò per la prima volta i Queen nel 1980, dopo che Gary Moore lo informò che la band si trovava a Monaco e che forse avrebbe avuto bisogno di lui. In realtà, la band aveva appena concluso un tour in Giappone e aveva in programma ancora altre due settimane di concerti prima di far ritorno in Gran Bretagna. Queste, almeno, furono le informazioni che Freddie Mercury gli fornì quando si incontrarono ai Musicland Studios: “All’improvviso aggiunse ‘Comunque, ho sentito parlare che hanno delle meravigliose birre all’aperto’ – ha raccontato Mack – era l’inizio dell’estate, c’era un bel tempo fuori così andammo alla Chinese Tower per un paio di birre”.

In questo modo i due posero le basi per un sodalizio artistico che durò per molto tempo. Dopo essersi conosciuti, Mack tornò agli Studios che Freddie e iniziarono a lavorare a una canzone che il frontman aveva già iniziato a comporre e che poi divenne Crazy Little Thing Called Love. Un paio di ore più tardi, arrivarono anche Roger Taylor e John Deacon e il produttore chiese loro di ascoltare la canzone: “Loro erano perplessi e pensavano che le impostazioni che avevo scelto per la registrazione fossero un po’ troppo basilari – ha raccontato Mack – così dissi loro ‘Perché non ascoltate il pezzo una sola volta, sono solo tre minuti della vostra vita, non ci vorrà molto. Se non vi piace, posso buttare il nastro e finisce qui’. Così si convinsero e la ascoltarono. Subito dopo dissero ‘Oh, è davvero un buon pezzo, dovremmo completarlo’. Fu così che il nostro lavoro insieme iniziò e, poche ore più tardi, questa incredibile canzone, Crazy Little Thing Called Love, era completata. Era un brano che Freddie aveva composto nel suo hotel a Monaco”.

Prima che un produttore, Mack è un musicista: i suoi genitori avevano un negozio di strumenti musicali e lui imparò a suonare il pianoforte e il clarinetto da bambino. Da ragazzo suonò anche in una band; poi capì che la sua strada sarebbe stata un’altra, quella del lavoro in studio di registrazione. Freddie Mercury si trovava molto bene con lui e, per questo motivo, dopo i vari album realizzati con i Queen, nel 1985 gli propose si lavorare al suo album di debutto come solista,   per l’appubnto.

Realizzare questo album fu un processo del tutto disorganizzato – ha raccontato il produttore – Freddie viveva vicino a me in quel periodo. Io ero solito passarlo a prenderlo per andare in studio e decidere cosa fare. Suonavamo un po’, a volte andavamo a fare shopping, poi magari registravamo qualcosa. Di solito lui elaborava delle buone idee in circa 15 o 30 minuti. Era sempre molto bravo a pensare a nuove idee anche se magari non era la canzone completa. A volte elaborava il motivo principale davvero velocemente. In seguito lo sviluppava e io poi mettevo insieme tutte le parti. Se riuscivamo a tirare fuori la colonna portante della canzone eravamo felici. Di solito lavoravamo fino alle sette di sera, poi andavamo a cena insieme”.  

Il lavoro per Mr Bad Guy fu lungo e i due amici si impegnarono molto per completare l’opera: Freddie Mercury compose tutte le undici tracce, suonò il pianoforte e il sintetizzatore, si occupò dell’arrangiamento e lavorò senza sosta insieme a Mack per ottenere il sound che voleva. Per registrare il disco, il produttore si avvalse della collaborazione di turnisti come il batterista Curt Cress, il chitarrista Paul Vincent Gunia, il bassista Stefan Wissnet e il chitarrista Fred Mandel.

Ancora oggi Reinhold Mack è molto orgoglioso del risultato ottenuto da quel duro lavoro: “Mi piace davvero tanto il brano Let’s Turn It On, ma in realtà amo tutti i brani dell’album – ha detto – le canzoni non vogliono rappresentare nient’altro se non Freddie. Molte persone si aspettavano che Freddie si sarebbe rivolto al pubblico, ma in lui non voleva questo. Lui voleva semplicemente realizzare le canzoni così come sono venute. Io non provai a partecipare al missaggio, perché il quel momento non penso che lui volesse nuove idee. Il lavoro era già favoloso così com’era e io non volevo apportare modifiche a mio piacimento, sarebbe stato come dipingere un naso su un ritratto di Rembrandt a opera finita”.

Al di là del lavoro, tra Mack e Freddie nacque un profondo legame e il cantante amava molto trascorrere del tempo con il produttore e con la sua famiglia: “Diventammo grandi amici e adesso so dove andavano a finire i miei soldi – ha scherzato il produttore – Freddie e mia moglie Ingrid andavano sempre a fare shopping insieme. Era incredibile. Avete presente tutti gli abiti che lui indossava nelle fotografie di quel periodo, come la giacca gialla che tutti ricordano? Sono tutti abiti che acquistò durante le giornate di shopping con mia moglie”. Nel 1982, durante la lavorazione per l’album dei Queen Hot Space, Mercury e Deacon fecero anche da padrini al terzo figlio di Mack e questo spiega molto del rapporto stretto che si era ormai creato tra di loro. “Freddie veniva alle feste di compleanno di tutti i miei figli – ha raccontato ancora – ma una festa in particolare fu davvero memorabile. Vi ricordate lo scandaloso outfit di Freddie nel video di It’s A Hard Life? Bene, lui si presentò alla festa di compleanno di mio figlio Julian indossando quell’abito. Io pensavo che non l’avrebbe mai fatto. Ma lui diceva ‘Ti faccio vedere io. Io posso fare tutto’”.

Con la sua personalità eccentrica, Freddie coinvolgeva tutti e si faceva amare: Mack lo descrive come una persona molto premurosa che adorava fare regali a tutti. Ai suoi figli faceva doni esagerati, come enormi orsi di peluche, mentre a lui una volta regalò una copia di un quadro di Dalì autografata dal famoso pittore.

Mack voleva molto bene a Freddie Mercury come amico e lo stimava moltissimo come artista. Il produttore ha lavorato con leggende della musica come i Rolling Stones e i Led Zeppelin, ma per lui il frontman dei Queen è stato il più grande in assoluto: “Freddie era la musica – ha sottolineato – lui era un genio. Tu magari avevi un’idea, ma lui ne aveva sempre una migliore. Riusciva sempre a perfezionare tutto ciò che lui stesso aveva realizzato, in molti modi diversi. Gli altri magari pensavano ‘Come ha potuto pensare a qualcosa di simile?’. Inoltre, era un pianista bravissimo. Sapeva suonare bene anche la chitarra, anche se lui diceva che non era vero. Lui componeva in questo modo: prendeva qualche appunto, ad esempio all’Hotel Hilton, magari scriveva solo ‘A, F, C’, poi nella riga successiva scriveva un accordo, poi continuava e magari riempiva dieci pagine in questo moto. Alla fine diceva ‘Ah, ecco una canzone’. Mi sembrava buona e potevo già intuirne la struttura, ma volevo ascoltare la melodia. E così lui se ne usciva con qualcosa di incredibile”.

Perdere Freddie per Mack e anche per la sua famiglia fu un duro colpo: “Ingrid e i nostri figli andavano spesso a trovarlo a Londra – ha raccontato – l’ultima volta che l’ho visto ero andato in Scozia e mi fermai a Londra per andare da lui. Non era in gran forma. La malattia non era ancora esplosa, ma la sua presenza si faceva sentire. Dopo quella volta ci sentimmo solo per telefono, perché lui non voleva che io o la mia famiglia lo andassimo a trovare ancora. Penso che avesse capito che stava morendo e voleva essere ricordato per com’era stato prima della malattia, cosa che io ammiro. Ed era stato pieno di vita, giocava a ping pong con noi, oppure si lamentava del cibo, o ancora ci raccontava delle cose che amava e di quelle che odiava. Aveva davvero una grande personalità. Era un uomo brillante – ha concluso – È stata davvero una grande perdita”. Il racconto di Reinhold Mack dimostra che Freddie, oltre che un artista immenso, era anche una persona incredibile che ha lasciato un’impronta indelebile in tutte le persone che ha conosciuto, così come in tutti i suoi fan che, ancora oggi e per sempre, potranno continuare a godere della sua musica immortale.

Fonte : Virgin Radio