Anche in Europa via libera al vaccino di Moderna contro il coronavirus

Per l’Agenzia europea dei medicinali si può procedere a un’approvazione alla commercializzazione per persone con età maggiore di 18 anni

(foto: Daniel Schludi/Unsplash)

L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha dato parere positivo sul vaccino contro il coronavirus realizzato dall’azienda farmaceutica Moderna. “Il vaccino Moderna è sicuro ed efficace. Come prossimo passo garantiremo l’autorizzazione alla commercializzazione nell’Ue“, ha annunciato la Commissione europea. Nel corso dei prossimi mesi in Italia saranno disponibili 10,6 milioni di dosi, che si andranno ad aggiungere all’altro vaccino attualmente già in circolazione, quello di Pfizer-BioNTech. Si tratta, come nel caso di Pfizer, di una raccomandazione per un’approvazione condizionata (sostanzialmente in emergenza), ma in questo caso per persone maggiori di 18 anni.

Dopo aver annunciato che il suo vaccino era efficace al 94,1% (e fino al 100% nel prevenire forme gravi), il 30 novembre scorso Moderna aveva presentato una richiesta per l’approvazione dell’uso in emergenza del suo vaccino sia alla Fda che all’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali. Questo vaccino, come quello Pfizer, si basa sull’rna messaggero, che ha il compito di codificare le informazioni genetiche che permettono alle nostre cellule (in particolare ai ribosomi) di produrre la proteina spike del coronavirus, quella che gli consente di attaccarsi alle cellule bersaglio. Una volta in circolo, questa proteina attiva e stimola il sistema immunitario, portando l’organismo a creare anticorpi neutralizzanti e cellule T.

Lo studio clinico presentato da Moderna ha coinvolto 30mila partecipanti divisi in due gruppi: il primo ha ricevuto la doppia dose mentre l’altro il placebo. I risultati finali hanno dimostrato che i casi di Covid-19 sono stati 185 nel gruppo del placebo e solamente 11 in quello che ha ricevuto la doppia dose del vaccino. Le reazioni avverse più comuni, invece, sono state dolore sul sito di iniezione (91,6%), affaticamento (68,5%), mal di testa (63,0%), dolore muscolare (59,6%), dolore articolare (44,8%) e brividi (43,4%), mentre gli effetti collaterali più gravi si sono verificati nello 0,2% -9,7% dei partecipanti, e sono stati più frequenti dopo la seconda dose.

Fonte : Wired