Coste marine: un prezioso patrimonio italiano. Ma le concessioni balneari?

Il 31 dicembre 2020 scadono le concessioni demaniali marittime per numerosi stabilimenti lungo le coste italiane, ma i concessionari godranno di una proroga fino al 2033, recentemente blindata dal Decreto Rilancio con il blocco di tutti i procedimenti amministrativi di messa a gara o di decadenza. A fronte della proroga al 2033 stabilita dall’Italia nella legge di Bilancio del 2018 e nel decreto Rilancio di maggio 2020, l’Unione europea apre una nuova infrazione contro l’Italia sulla questione delle concessioni balneari sostenendo che le autorizzazioni dovrebbero essere rilasciate per un periodo limitato e mediante una procedura di selezione aperta, pubblica e basata su criteri non discriminatori, trasparenti e oggettivi. Il governo italiano ha 60 giorni di tempo per chiarire la sua posizione. 

Le opinioni 

Federbalneari, Assobalneari e il sindacato Sib parlano di intervento inopportuno dell’Ue, e anzi di siluro di Bruxelles all’Italia.

Al contrario Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani, dichiara che la contestazione da parte di Bruxelles “è assolutamente dovuta, anzi arriva in ritardo”. Infatti la Corte di giustizia si era già espressa nel luglio 2016 sancendo che non sono possibili proroghe automatiche delle concessioni demaniali pubbliche in essere per attività turistico ricreative. 

I Radicali Italiani

“Nonostante questa sentenza così lapalissiana” ribadisce Massimiliano Iervolino “i vari Governi italiani hanno continuato a mantenere o rinnovare quelle norme statali che prevedono la proroga delle concessioni. Visto che nulla cambiava, il 23 marzo del 2017 come Radicali Italiani abbiamo deciso di depositare una nuova denuncia alla Commissione europea. A distanza di due anni e mezzo finalmente Bruxelles ha deciso di intervenire con il procedimento 2020_4118. Malgrado tutti sappiano come il diritto comunitario sia prevalente rispetto a quello interno, i partiti continuano a proporre, e approvare in sede parlamentare, proroghe per le concessioni.”

“La notizia dell’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia sulla questione delle concessioni balneari non può che farci dire: finalmente!”, concludono Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani. “Era un atto dovuto da tanto tempo, infatti è del 14 luglio del 2016 la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che vieta le proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime e lacuali in essere per attività turistico ricreative.

Fiba-Confesercenti

“La riforma complessiva del settore balneare non può più aspettare” afferma in un’intervista rilasciata a MondoBalneare.com Maurizio Rustignoli, presidente delle imprese balneari di Fiba-Confesercenti. “La procedura d’infrazione non diventi un alibi, ma serva da stimolo alla politica per dimostrare vicinanza al settore, tutelando gli attuali concessionari e aprendo il dibattito sul futuro del turismo balneare” aggiunge  Maurizio Rustignoli “Nell’immediato, si deve dare risposta alla Commissione lavorando a un documento che riassuma le caratteristiche peculiari della balneazione italiana e i principi, più volte richiamati, che dovranno dare definitiva certezza al settore”.

Gli investimenti nel settore

“La legalità conviene sempre: in un momento come questo è tanto più opportuna e necessaria l’iniziativa della Commissione Ue che sottolinea come la normativa italiana scoraggi gli investimenti in un settore fondamentale per l’economia già duramente colpito dalla pandemia di coronavirus e causi nel contempo una perdita di reddito potenzialmente significativa per le autorità locali italiane”. sottolineano i Radicali Italiani.

Un Mare di Opportunità

“Proprio per questo”, continuano, “abbiamo appena lanciato la campagna “Un mare di opportunità” per promuovere, anche tramite atti di disapplicazione della normativa da parte dei sindaci, la messa a gara delle concessioni balneari. Ora che l’Europa si è pronunciata chiediamo al governo e al parlamento di intervenire al più presto”, concludono. “Un Mare di Opportunità è la campagna che lanciamo oggi per ristabilire l’interesse pubblico su un prezioso patrimonio italiano: quello delle coste marine”, affermano Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani.

“Lo facciamo con un appello rivolto all’ANCI e ai sindaci delle località di mare di tutta Italia, gli unici che possono fermare questo enorme regalo di fine anno a pochi privilegiati. Proprio come recentemente ha fatto con coraggio il sindaco di Lecce Carlo Salvemini a cui va tutto il nostro sostegno” concludono.

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Fonte : Affari Italiani