Impianti sportivi municipali, monta la protesta: “Dobbiamo pagare i canoni anche per i mesi di chiusura”

Il Comune di Roma doveva essere il primo in Italia ad approvare il taglio dei canoni a carico dei concessionari dei centri sportivi municipali. Il risultato, festeggiato a giugno dall’assemblea capitolina, non è però stato centrato. E per chi gestisce le palestre scolastiche, il futuro appare tutt’altro che rassicurante.

Il de profundis

“La maggioranza monocolore 5 stelle non ha approvato la copertura che avrebbe consentito la cancellazione dei canoni di locazione, nel periodo del lockdown da marzo a dicembre, delle palestre scolastiche” ha denunciato il portavoce regionale dei Verdi Nando Bonessio “per le associazioni sportive dilettantistiche è stato recitato il de profundis”.

Coperture economiche e bilancio

“La condanna a morte” evocata dall’esponente dei Verdi, è dovuta alla mancata approvazione delle cosiddette spese minori nella variazione di bilancio che, il 30 novembre, è stata approvata dal Campidoglio. La protesta del mondo sportivo di base è stata conseguente. “Ancora oggi non sappiamo se questi canoni, da marzo a dicembre, saranno coperti, come voleva un’apposita delibera votata in Aula Giulio Cesare lo scorso giugno, oppure no” ha obiettato Claudio Ortale, il portavoce dell’osservatorio dei centri sportivi municipali. 

Il passo falso

La delibera cui si fa riferimento, in effetti, era quella che aveva fatto dichiarare al presidente di commissione Angelo Diario che Roma era la prima grande città ad approvare il taglio dei canoni delle realtà che hanno in concessione gli impianti sportivi municipali. “Stanno protestando le ASD? Hanno ragione, perchè in effetti tutte le amministrazioni municipali hanno commesso un errore -ha riconosciuto Diario, interpellato da Romatoday – pur avendo individuato le risorse per coprire il costo di questi canoni, hanno commesso un errore sul piano tecnico che ha portato alla loro bocciatura da parte della Ragioneria”. C’è la soluzione? Per il consigliere pentastellato la risposta è affermativa.

La promessa e l’incertezza

“L’Assessore Lemmetti ha spiegato come uscirne. I Municipi dovranno prevedere una forma di ristoro per le associazioni sportive dilettantistiche che andrà a compensare il pagamento dei canoni”. E se gli enti di prossimità dovessero scoprire di non avere queste risorse in bilancio? “Nel caso i municipi non ce la dovessero fare, io mi sono impegnato a far riconoscere, nel fondo della promozione sportiva di Roma Capitale per l’anno 2021, un contributo per il ristoro dei canoni previsti nel 2020”. Insomma la soluzione c’è. Ma finchè le misure descritte non saranno messe nero su bianco, lo sport di base a Roma vivrà nell’incertezza. Una condizione che, dal lockdown ad oggi, sta pericolosamente accompagnando un settore importante per il benessere fisico di migliaia di romani.
 

Fonte : Roma Today