La fronda M5s che spacca il governo Conte: al Senato mancano i numeri per il Mes

Quarantadue deputati e sedici senatori del M5s ribadiscono il loro no al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) e in una lettera inviata ai vertici del Movimento annunciano la presentazione di una risoluzione parlamentare che escluderà qualsiasi ipotesi di ratifica alla riforma del trattato così come è stata concepita. E se la risoluzione dovesse passare l’attuale maggioranza di governo potrebbe traballare.

Una grana non da poco per il Governo dopo il via libera dato dal ministro dell’economia all’Eurogruppo: ora l’esecutivo (che da ieri guida anche il G20) rischia di trovarsi senza una maggioranza parlamentare. Anzi, vista la posizione unitaria del centrodestra in opposizione alla riforma del Mes, è possibile che il 9 dicembre prossimo al Senato – dove i numeri della maggiornanza sono risicati – il Governo vada sotto proprio alla vigilia del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre.

Mes, che cosa è successo

Venerdì prossimo, 4 dicembre, è in programma una riunione congiunta dei gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle. All’ordine del giorno la posizione da sostenere sulla riforma del Mes in vista del voto sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Ieri il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi si era unito in una posiziona contraria alla ratifica del trattato internazionale già osteggiato da Lega e Fratelli d’Italia. Una posizione, quella azzurra, che ha compattato il centrodestra mentre nella maggioranza erano evidenti le tensioni della compagine pentastellata. Tensioni che si sono palesate oggi con una lettera firmata da una cinquantina di portavoce pentastellati che pur sottolineando di “non voler mettere a rischio la maggioranza” chiedono che nella risoluzione che sarò votata in Parlamento la riforma sia “subordinata” alla logica del pacchetto (Edis e Ngeu).

E nel “pacchetto” vi sarebbero anche il voto contrario al decreto sicurezza che verrà votato il 9 dicembre alla Camera. Spetterà a Vito Crimi evitare una spaccatura e trovare una mediazione tra i fronti, con il vicepresidente vicario del gruppo alla Camera Riccardo Ricciardi che avrebbe chiesto di procedere ad una votazione per far decidere la maggioranza. Crimi nei giorni scorsi, pur rimarcando che M5s dirà sempre no all’utilizzo dei fondi, ha sottolineato che sulla riforma non occorre alzare ora barricate Tra i dem c’è chi vorrebbe lasciar spazio al governo, affinché sia il premier Conte a dettare la linea. E limitarsi ad approvare semplicemente le comunicazioni del presidente del Consiglio. Ma il problema in ogni caso si porrebbe, perché i numeri al Senato restano ballerini, anche dopo l’alt alla riforma di Berlusconi. Sono pochi i senatori forzisti disposti a non seguire la direzione del Cavaliere (quattro o cinque i malpancisti tra le fila azzurre a palazzo Madama), da qui il rischio che sulla riforma del Mes non ci sia neanche una maggioranza numerica, oltre che politica

La riforma del Mes

Ma che cosa spinge la fronda del Movimento 5 stelle a votare contro? Secondo quanto denunciano nella missiva “Quasi la metà del parlamento vorrebbe accedere al Mes, rendendo de facto questo strumento più vicino al nostro paese”. “L’Europa del postcovid – continuano i parlamentari pentastellati – non può essere retta da strumenti pensati per assecondare politiche di austerità”.

Qui avevamo spiegato quali sono le riforme del Mes votate nel 2019 e approvate solo il 30 novembre dall’Eurogruppo: in sintesi vengono rafforzati e semplificati gli strumenti a disposizione prima del salvataggio di un Paese, ovvero le linee di credito precauzionali, utilizzabili nel caso di uno shock economico e per sfuggire alla speculazioni dei mercati finanziari. Inoltre era stato inserito un paracadute finanziario (backstop) al fondo salva-banche Srf per completare i ‘fallimenti ordinati’ delle banche in difficoltà. 

Fonte : Today