La sonda cinese Chang’e-5 è atterrata sulla Luna

Lanciata in orbita il 23 novembre dalla base di Wenchang, nell’isola di Hainan, la sonda è atterrata nell’Oceanus Procellarum, o “Oceano delle Tempeste”, rispettando i programmi dell’agenzia spaziale cinese (CNSA). Raccoglierà campioni di rocce lunari: l’ultima volta, una missione simile si era svolta nel 1976, grazie al lavoro del programma Luna 24 dell’ex Unione Sovietica

Chang’e-5, la sonda cinese lanciata in orbita il 23 novembre con l’obiettivo di raccogliere e permettere di analizzare campioni di rocce lunari, è atterrata sulla Luna. E così, dopo 44 anni dall’ultima volta, un veicolo si è posato di nuovo sull’unico satellite naturale della Terra: il lander della missione cinese adesso si prepara ad una settimana intensa, durante la quale dovrà perforare e scavare il suolo lunare per raccogliere una serie di campioni, metterli da parte e ripartire per tornare sul nostro pianeta a metà dicembre.

Le missioni precedenti

Cina, lanciata la missione Chang’e-5: raccoglierà le rocce lunari

Fino all’impresa di Chang’e-5, le ultime rocce lunari erano state portate sulla Terra nel 1976, grazie al lavoro della missione Luna 24 dell’ex Unione Sovietica. Si trattava di una missione robotica, allo stesso modo di quella cinese attuale. Prima di quel momento, invece, i campioni del suolo lunare erano stati raccolti dagli astronauti. In particolare, era successo nel corso della storica missione Apollo 11 della Nasa, la prima in assoluto a portare l’uomo sulla Luna, e poi anche nel corso delle missioni Apollo 12, 14, 15, 16 e 17. Il totale di campioni portati sulla Terra si attestava in un peso di oltre 382 Kg di rocce lunari.

Il momento dell’allunaggio

Lanciata dalla base di Wenchang, nell’isola di Hainan, grazie alla propulsione del razzo Lunga Marcia 5, la missione condotta dall’agenzia spaziale cinese (CNSA) ha tra i propri obiettivi quello di rendere la Cina il terzo Paese al mondo a poter raccogliere rocce lunari, dopo le imprese di Stati Uniti e dell’ex Unione Sovietica. Come hanno spiegato gli astrofisici, l’allunaggio è avvenuto secondo i piani, con la sonda atterrata nell’Oceanus Procellarum, conosciuto anche come “Oceano delle Tempeste”, un’area della Luna non ancora esplorata dalle altre missioni lunari. Una volta posatosi al suolo, il lander cinese ha aperto i pannelli solari e attivato le antenne per comunicare con la Terra. Gli esperti sperano che nel corso della missione si possano raccogliere due chilogrammi di materiali, prelevati scavando fino ad una profondità di circa due metri.

Il piano di consegna dei campioni

Stando alle previsioni della Cnsa, se tutto procederà come previsto, il lander di Chang’e-5 dovrebbe lasciare il suolo lunare giovedì, per poi tornare in orbita intorno alla Luna, grazie all’ausilio della sua piattaforma di atterraggio come rampa di lancio. Il veicolo, in seguito, dovrebbe agganciarsi al modulo orbitale sabato, momento importante nel quale verranno trasferiti i campioni di suolo lunare. Il rientro sul nostro pianeta, secondo la tabella di marcia, è previsto il 17 dicembre in un’area interna della Mongolia. Tra le difficoltà maggiori che gli esperti hanno ipotizzato, la traiettoria del lancio che non potrà essere calcolata con precisione se non dopo l’atterraggio, anche in base al punto preciso nel quale si sarà posizionato il veicolo. Quello attuale, tra l’altro, è stato il terzo allunaggio di una missione cinese. Il primo si era verificato nel 2013 con la missione Chang’e-3, mentre il secondo nel 2019, con la missione Chang’e-4, primo veicolo spaziale in assoluto a posarsi nell’area nascosta della Luna.

Fonte : Sky Tg24