Centocelle, troppi contagi di Covid 19 tra docenti e personale: chiusa da due settimane la scuola di via dei Sesami

Troppi contagi da Covid 19 tra docenti e personale amministrativo, la scuola chiude i battenti per oltre quindici giorni. Ė quanto accaduto all’istituto comprensivo di via dei Sesami 20, a Centocelle, frequentato da oltre mille studenti, dai 3 ai 14 anni, suddivisi tra due scuole medie, una primaria e una materna. Tutti a casa, a seguire le lezioni con la didattica a distanza. Doveva trattarsi di tre giorni, da giovedì 19 a lunedì 23 novembre, per permettere la sanificazione degli ambienti. Ma di comunicazione in comunicazione si è arrivati alla data dell’8 dicembre.

Una situazione che ha fatto infuriare il comitato di genitori che il 28 novembre scorso ha scritto una lettera indirizzata, tra gli altri, alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, all’ufficio scolastico regionale per il Lazio, alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, e al V municipio. Nel testo si legge: “Nelle circolari il dirigente non fornisce alcun riferimento normativo né amministrativo e non chiarisce né cita le ragioni del prolungamento della sospensione dell’attività didattica”. E ancora: “Non abbiamo notizia di disposizioni di chiusura della scuola da parte della Asl, cosa che impedisce tra l’altro ai genitori di usufruire del congedo Covid e pone quindi tutte le famiglie in gravissima difficoltà”.

Secondo quanto apprende Romatoday, infatti, oltre la necessità iniziale di sanificare le stanze, l’istituto sarebbe rimasto senza personale amministrativo e quindi impossibilitato a portare avanti le attività. Nell’ultima comunicazione in ordine di tempo, che porta la data del 1 dicembre, il dirigente scolastico Nicola Armignacca spiega: “Negli scorsi giorni, malgrado il rispetto di tutte le misure di prevenzione, si sono verificati contagi da Covid-19, che hanno riguardato diversi docenti, collaboratori e il personale amministrativo”, scrive spiegando di aver dovuto sanificare gli ambienti e sostituire l’attività in presenza con quella a distanza dal 19 al 4 dicembre. Poi aggiunge: “Queste giornate sono state utilizzate anche per reperire supplenti che possano sostituire temporaneamente il personale assente, così da consentire il ritorno alla didattica in presenza dalla settimana del 7 dicembre”.

La preoccupazione tra i genitori è alta. “Di volta in volta abbiamo scoperto che i giorni di didattica a distanza aumentavano”, racconta a Romatoday una madre. “Non abbiamo ricevuto comunicazioni chiare, soprattutto sui motivi che hanno portato a tale decisione. Inoltre, durante tutti questi giorni, mettersi in contatto con il dirigente scolastico è stato impossibile. Ormai è chiaro che la didattica a distanza non sostituisce quella in presenza, a maggior ragione se non è stato attuato un vero e proprio piano ma è semplicemente stato chiesto agli insegnanti di attivare le lezioni online. I nostri figli stanno studiando di meno e con lezioni che durano al massimo 40 minuti”.

Infine, ad aumentare le preoccupazioni dei genitori, sono le ricadute sulla vita quotidiana: “Lavoriamo quasi tutti e organizzarsi per stare a casa con i figli per così tanti giorni è davvero difficile. Inoltre la scuola non è stata chiusa dalla Asl e quindi non abbiamo potuto nemmeno chiedere il congedo per Covid. Capiamo le difficoltà della scuola ma non è possibile lasciare a casa mille bambini in questo modo”. La preoccupazione è alta: visti i numerosi rinvii, i genitori ne temono di nuovi. Per questo nella lettera chiedono la “riapertura immediata della scuola” e una maggiore trasparenza.

Contattata da Romatoday, l’assessora del V municipio alle Politiche scolastiche, Maria Elena Mammarella, ha commentato: “Sono vicina alle famiglie e comprendo il loro disappunto di genitori-lavoratori che si ritrovano a gestire un’emergenza nell’emergenza. Mi auguro che questa situazione si risolva quanto prima e che la scuola riprenda presto servizio”. Perché accada, però, bisognerà attendere almeno lunedì 7 dicembre. 

Fonte : Roma Today