Wired Trends 2021, ecco cosa significherà la sostenibilità nel post-pandemia

Ripensare il modo di vivere la casa e la città, creare un nuovo mercato dell’energia e modificare il sistema finanziario per contenere le emissioni climalteranti. Nel secondo Wired Trends si è parlato di Green New Deal, di trasporti, di idrogeno e di azioni concrete contro il cambiamento climatico

“La pandemia ha momentaneamente messo in secondo piano la sostenibilità, ma le persone si sentono comunque parte del problema ambientale e vogliono impegnarsi per rimediare, partendo da ciò di tangibile che hanno vicino, come il riciclo e la riduzione di imballaggi e sprechi”. Con queste parole di Andrea Alemanno, senior client officer di Ipsos, è iniziato il secondo appuntamento di Trends 2021, la rassegna in sei incontri tutta dedicata alle tendenze in corso e a quelle che già si delineano per il prossimo anno. E che ospita, in quattro intense giornate, decine di relatori italiani e internazionali.

Dopo il primo appuntamento incentrato sulla trasformazione digitale, nel palinsesto organizzato da Wired Italia insieme a Ipsos si è esplorato il tema trasversale della sostenibilità. Un argomento che non è solo un trend, ma che significa rimette al centro una crisi ambientale e climatica che non va dimenticata nemmeno nei mesi in cui stiamo affrontando l’emergenza sanitaria.

Rispetto al pre-pandemia, in effetti qualcosa è cambiato. “Due anni fa un quinto degli italiani era attivo con coerenza nei confronti della sostenibilità, mentre il 50% era aperto al tema ma aveva comportamenti incoerenti e non particolarmente utili”, ha aggiunto Alemanno. Con l’effetto Greta Thunberg e l’arrivo del nuovo coronavirus, la situazione non può dirsi migliore: “Con la pandemia è aumentata leggermente la quota dei più attenti, dal 20% al 22%, ma in compenso sono diminuite le persone aperte e sono aumentati gli scettici, che vivono tante iniziative come un tentativo di truffa e imbroglio”. Peraltro, ci sono anche alcuni miti che le ricerche sfatano, come il ruolo dei giovani: purtroppo non sono così sostenibili, perché includono tanti scettici e diffidenti. Mentre può dirsi più positiva la situazione delle aziende, perché “in Italia la tendenza a investire in sostenibilità coinvolge 3 aziende su 4, e 9 su 10 ritengono il tema rilevante nello sviluppo di prodotti e nella comunicazione”, ha concluso Alemanno.

La sostenibilità è stata esplorata in tutti i suoi aspetti, per esempio da un punto di vista finanziario con l’economista politica Ann Pettifor, che ha esposto una tesi chiara e forte. “L’economia e la finanza sono fondate sul concetto di credito, e se ammettiamo che le persone possano creare e far circolare crediti nei modi più assurdi, allora questi arriveranno fino a consumatori e produttori, ossia coloro da cui derivano le emissioni climalteranti, ha detto dal palco digitale dell’evento. Ed ecco perché, parafrasando le sue parole, per controllare l’inquinamento occorre partire dal sistema finanziario, e in particolare dai meccanismi di creazione del credito.

Ma come può avvenire un simile cambiamento, se non dall’alto? “L’Europa ha già un proprio Green New Deal, è vero, ma non abbiamo ancora politici che vadano alla radice del problema, che è la creazione del credito”, ha chiarito Pettifor. Aggiungendo che finché le banche continuano a prestare soldi pure a chi opera sui combustibili fossili, e finché non si inserisce un sistema di controllo anche in questo senso, non si può riuscire davvero a contenere le emissioni. “L’Europa o gli Stati Uniti devono al più presto assumere il ruolo di leader di questo cambiamento, ma l’elemento chiave è capire quanto in fretta la politica prenderà coscienza del problema”. E forse è proprio questa l’ambizione finale del Green New Deal.

Passando dalla politica a ciò che è più vicino alla vita quotidiana delle persone in termini di sostenibilità, a Trends 2021 si è parlato anche di architettura, dalla dimensione della casa e dell’ufficio fino a quella delle città. “I luoghi devono essere sostenibili in termini di performance, di socialità e di rapporti che ci si possono costruire dentro, e il focus va posto non sulla città ma sulle persone che ci abitano”, ha detto Mario Cucinella, architetto e fondatore dello studio Mario Cucinella Architects. “Per troppo tempo si è pensato alla sostenibilità solo in termini di performance e consumi”. Una visione che fortunatamente pare oggi superata, perché la ricerca si orienta sempre più verso la costruzione di luoghi dove si possa vivere meglio con i vicini, in ambienti sani in termini di produttività e salute.

Sarebbe però riduttivo stringere la visuale a un solo edificio per volta. “Oggi è tempo di costruire case per tutti, perché ci sono milioni di famiglie senza casa ed è tempo di dare risposta a questa domanda sociale”, ha aggiunto Cucinella. Quello che è emerso come un paradosso, in particolare, è che si costruisce poco per ragioni economiche e burocratiche, nonostante il comparto edile italiano sia molto avanzato, con una filiera tra le più importanti d’Europa in termini di riusabilità, riciclabilità e sostenibilità. “Il settore edilizio si è innovato e trasformato, e infatti il nuovo costruito ha ottime caratteristiche. Il problema è il patrimonio esistente, e moltissimi edifici dovrebbero essere sostituiti, ha chiosato.

Una trasformazione delle città che sarebbe senz’altro auspicabile, ma che probabilmente non potrà essere innescata dall’effetto pandemia. “Le città non cambieranno nella forma, ma nel modo di viverle. Se guardiamo agli ultimi 10mila anni di storia, vediamo che l’impianto urbano non si è modificato più di tanto, nonostante le città abbiano già affrontato molte epidemie”, ha raccontato Carlo Ratti, direttore del Mit Senseable City Lab.

Destinata a restare, invece, è la nuova articolazione tra dove viviamo e dove lavoriamo, quella flessibilità che è stata apprezzata è che porterà probabilmente a superare il pendolarismo estremo tipico del Novecento. Ma non è solo una questione di trasporti. “La grande differenza tra oggi e qualche decennio fa è che l’infrastruttura non è più solo quella fisica, ma include pure una parte intangibile fatta di dati. Internet of things, smart city, industria 4.0 e smart home sono nomi diversi che rispecchiano uno stesso fenomeno, ossia la convergenza tra fisico e digitale e l’uso dei dati per estrarre conoscenza, ha concluso Ratti.

“Finalmente gli ambiti della sostenibilità e del digitale, da troppo tempo separati, si intrecciano”, ha aggiunto Giovanni Brianza, executive vice president strategy, corporate development & innovation di Edison. “Il loro connubio permette di rendere energeticamente efficienti gli edifici pubblici, di sfruttare i lampioni e i pali dell’illuminazione come infrastruttura diffusa all’interno delle città, e di far diventare la casa il baricentro della vita delle persone, in cui si deve trascorrere tempo di qualità.

In questo contesto, ma più generale in ottica di sostenibilità, è cruciale parlare di energia e di trasporti. “Oggi nella mobilità l’Italia parte da molto indietro”, ha ammesso Brianza, “perché il 95% delle auto è ancora a benzina o diesel”. Ma il trend è chiaro: “oltre all’elettrico, va incluso l’idrogeno, che farà parte del nostro futuro energetico”, ha detto.

Ma prima ancora, il 2021 e il 2022 sono anni chiave per il mercato dell’energia. “L’Italia lascerà a breve il mercato per aprire alle compagnie full digital”, ha ricordato Clara Poletti, componente del collegio Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente). Uno scenario in cui, naturalmente, cambierà nel profondo il modo in cui i cittadini privati ottengono l’energia per le loro case e le loro aziende, con un ruolo sempre più importante delle autorità che regolano la distribuzione e la concorrenza. E nel 2021 sarà già il turno delle piccole e medie imprese, che per prime sperimenteranno in concreto le nuove disposizioni europee di mercato.

Discutendo di futuro, energia e sostenibilità, non si possono non citare le fonti green. “Le energie alternative hanno reso i privati non solo consumatori di energia, ma anche produttori. Ciò è stato possibile realizzando una profonda digitalizzazione del sistema di fornitura, che permette monitoraggi dettagliati e rapidi, e consente di personalizzare la richiesta di energia in funzione delle esigenze familiari”, ha concluso Poletti.

Se da un lato il cammino delle rinnovabili è l’unico possibile in un’ottica di lungo termine, la strada da percorrere è ancora molta. “È bene tenere presente che gli accordi di Parigi sono solo una dichiarazione di intenti”, ha ammonito il climatologo Filippo Giorgi, che per ultimo ha calcato il palco virtuale dell’evento. “A oggi manca ancora un coordinamento internazionale per agire con risolutezza. Ci sono aspettative positive dopo il cambio di presidenza oltreoceano, in quanto Joe Biden ha comunicato che gli Stati Uniti parteciperanno nuovamente alle iniziative per la difesa del pianeta.

Ecco perché, come accade con ogni crisi, siamo di fronte a un’opportunità da non sprecare. La tanto auspicata ripartenza economica successiva all’emergenza sanitaria, infatti, potrebbe essere sfruttata per mettere in pratica nuove scelte in chiave di sostenibilità. “Ora molte più persone paiono essere diventate sensibili al problema della salute del nostro pianeta, ha proseguito Giorgi. “Il tema è evidenziato dagli esperti da almeno trent’anni, ma è arrivato al cuore della popolazione soprattutto con gli eventi comunicativi promossi da Greta Thunberg. Ora è necessario affrontare la transizione verso la sostenibilità per guardare con ottimismo al futuro del nostro pianeta”.

Durante il secondo evento di Trends 2021 si è parlato di molto altro, dalla riduzione delle emissioni durante il lockdown agli ecobonus, dalla cultura dell’energia a quella relativa all’uso consapevole dei dati, arrivando fino a spiegare perché credibilità, autenticità e rilevanza siano le caratteristiche più importanti che le aziende devono fare proprie nel diventare davvero sostenibili. Argomenti che saranno indubbiamente protagonisti nel corso del viaggio nell’anno che verrà, ma anche centrali nei prossimi eventi di Trends 2021, trasmessi in diretta su Wired.it e sui canali LinkedIn, YouTube e Facebook di Wired Italia.

Wired Trends 2021, il progetto di Wired Italia in collaborazione con Ipsos, è reso possibile anche grazie al supporto di alcuni partner: BlackRock, Edison, Generali Italia, Jonix, Open Fiber, Sky Italia.

Fonte : Wired