Strangolò la moglie e andò alla partita: 30 anni a Marcello Tilloca

Strangolò la moglie e andò a vedere giocare suo figlio. Marcello Tilloca, l’uomo che il 23 dicembre 2018 ha ucciso la moglie Michela Fiori, è stato condannato a 30 anni di carcere nel processo con rito abbreviato al Tribunale di Sassari. Il delitto andò in scena nell’appartamento della donna, ormai separata dal marito, ad Alghero. Tilocca ha atteso la sentenza in carcere, collegato in videoconferenza. La prima sentenza, con rito abbreviato, era arrivata a ottobre dell’anno scorso.

I fatti sono avvenuti l’antivigilia di Natale, nell’appartamento di via Vittorio Veneto, ad Alghero, dove la donna è stata ritrovata priva di vita. La vittima era distesa sul letto matrimoniale con le coperte rimboccate e una stringa stretta intorno al collo. Dopo averla strangolata Tilloca era andato a vedere la partita di uno dei due figli e poi a pranzo con la sorella. Solo più tardi, dopo aver consultato il suo legale, ha deciso di consegnarsi alle autorità.

Prima di morire Michela aveva chiesto aiuto a un centro antiviolenza. Avendo deciso di interrompere il matrimonio, la donna temeva la reazione dell’ex, soprattutto dopo la denuncia, sporta contro di lui per estorsione. Tilloca, dedito al gioco, non aveva un lavoro fisso e aveva tentato di estorcere dei soldi alla moglie simulando il furto del cellulare di suo figlio. All’epoca dei fatti le persone vicine a Michela dichiararono che per il marito “lei era un bancomat”. Il delitto lasciò senza fiato la comunità di Alghero, dove Michela, che lavorava come collaboratrice di una cooperativa, era molto stimata e benvoluta.

“Se mi dovesse succedere qualcosa, i miei figli devono stare con mia mamma“, aveva detto prima di morire. I ragazzi, che all’epoca avevano 11 e 13 anni, sono statiaffidati alla nonna materna, proprio come aveva chiesto la donna.

Fonte : Fanpage