Aids, Iss: infezioni in calo nel 2019 ma cresce il numero dei contagi tra i giovani

In Italia l’anno scorso sono state riportate 2.531 nuove diagnosi di infezione da HIV. Questo dato è contenuto nel report diffuso dal Centro Operativo AIDS dell’ISS in vista della Giornata mondiale contro l’Aids

In vista della Giornata mondiale contro l’Aids, che si svolge ogni anno il primo dicembre, il Centro Operativo AIDS dell’ISS ha pubblicato i dati relativi alla malattia nel 2019. Secondo il report del Coa in Italia l’anno scorso sono state riportate 2.531 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 4,2 nuovi casi per 100.000 residenti. In generale, dal 2012, le nuove diagnosi nella Penisola sono in progressivo calo (soprattutto nell’ultimo biennio), con un’incidenza che è lievemente inferiore a quella delle altre Nazioni dell’Unione Europea. Ma il numero più frequente di nuove diagnosi, come riporta il Coa, si registra nella fascia d’età 25-29 anni; l’età mediana invece è 39 anni per le femmine e 40 anni per i maschi. 

Cambia la modalità di trasmissione

Aids, nel 2019 sono stati diagnosticati 136mila nuovi casi in Europa

Il report evidenzia anche un cambiamento della modalità di trasmissione della malattia rispetto agli scorsi anni: “Nel 2019 per la prima volta la quota di nuove diagnosi HIV riferibili a maschi che fanno sesso con maschi (MSM) ha raggiunto quella attribuibile a rapporti eterosessuali (42%), che invece è stata da sempre la modalità più frequente”. Nel 2019, inoltre, più della metà delle persone con una nuova diagnosi di HIV (il 60%) è stata diagnosticata in fase avanzata di malattia e ignorava di essere Hiv positiva già da molto tempo. Nello specifico “2/3 dei maschi eterosessuali e oltre la metà delle femmine con nuova diagnosi HIV sono stati diagnosticati in fase avanzata di malattia”, si legge nel comunicato. 

Il report redatto dal Centro Operativo AIDS dell’ISS evidenzia dunque un aumento dal 2017 della quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV, a fronte di una diminuzione della percentuale di persone con nuova diagnosi di AIDS che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS. 

“Un terzo delle persone con nuova diagnosi HIV nel 2019 scopre di essere HIV positivo a causa della presenza di sintomi o patologie correlate

con HIV”, precisa il Coa. È in calo, inoltre, dal 2016, il numero di nuove diagnosi di infezione da HIV tra gli stranieri. 

Numero di decessi è rimasto stabile

Secondo gli ultimi numeri del Coa, inoltre, il numero di decessi in persone con Aids negli ultimi anni è rimasto stabile intorno a 500 casi per anno. Quanto alle nuove diagnosi, le persone che nel 2019 hanno scoperto di essere HIV positive erano maschi nell’80% dei casi. In particolare, l’età mediana era di 40 anni per i maschi e di 39 anni per le femmine. Mentre l’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di età compresa tra i 25 e i 29 anni (10,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e tra i 30 e i 39 (9,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti). “In queste fasce di età l’incidenza nei maschi era 4 volte superiore a quelle delle femmine. Nel 2019, la maggior parte delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti da preservativo, che costituivano l’84,5% di tutte le segnalazioni”, precisa il report, che indica anche quali sono state le Regioni che negli ultimi due anni hanno registrato il maggior numero di diagnosi: Lombardia, Lazio, Toscana.

Fonte : Sky Tg24