Maradona come San Gennaro. Ha una religione in suo onore

Non potrà mai sparire l’Anima di Maradona, perché come ogni Santo che si rispetti anche lui ha una religione in suo onore, trattato alla stregua di una divinità ha significato moltissimo non solo per il calcio, ma ha segnato moralmente e socialmente la storia di intere città, come Napoli.

Il “Dio del calcio” nato il 30 ottobre 1960, vede in questo giorno iniziare l’Era Maradoniana con l’”anno 0”, oggi staremmo nel 60 D.D. (Despues de Diego, Dopo Diego). L’Iglesia Maradoniana (Chiesa di Maradona) è sorta nel 2001, e vanta più di 820.000 iscritti in 600 città, perlopiù in Argentina. Diego stesso ebbe a commentare: “Ai fondatori di questo movimento e ai tifosi coinvolti, vi ringrazio di cuore per tenermi così presente nella vostra mente e nel vostro cuore. Grazie.”

L’iniziativa è così seria e di ispirazione cristiana che ci sono tutti i sacramenti e i comandamenti. Ad esempio il battesimo avviene giurando sull’autobiografia Yo soy El Diego, oppure la Pasqua si celebra il 22 giugno, giorno in cui nel 1986 si giocò la partita Argentina – Inghilterra con il famoso goal della “Mano de Dios”. Non mancano nemmeno le preghiere:

“Diego nostro che sei nei campi, sia santificato il tuo sinistro. Venga a noi il tuo calcio, siano esaltati i tuoi gol, come in cielo così in terra. Dacci oggi la nostra dose quotidiana di magia, perdona gli inglesi, come noi perdoniamo la camorra napoletana. Non ci indurre in fuorigioco e liberaci da Havelange e Pelé, Diego”.

Maradona ha incantato chiunque, il suo non era gioco ma arte, talento puro raffinato in un’essenza di finissima magia, capace di stupire atleti, professionisti, colleghi, compagni di squadra, tifosi e semplici passanti. Una filigrana unica e ineguagliabile, controversa, irriverente, anarchica, dispettosa e giocosa.

Il lato ombra e le polemiche che come personaggio s’è portato dietro, sono comparate esattamente alla sua luce, come in ogni equilibrio dell’Universo. Nessuno si è mai sentito all’altezza del Pibe de Oro, nemmeno altri campioni del calibro di Micheal Platini, che una volta ebbe a dire: “Diego era capace di cose che nessuno avrebbe potuto eguagliare. Le cose che io potrei fare con un pallone, lui potrebbe farle con un’arancia.”

 

Fonte : Affari Italiani