Giuliano Sangiorgi stabilisce il Contatto: “L’affetto di una nazione per i Negramaro”

La piccola grande rivoluzione della band salentina. Un disco di poesie e la certezza che dopo averlo ascoltato noi resteremo in piedi: non c’è dubbio. L’intervista

E’ come leggere i racconti dell’Altopiano di Mario Rigoni Stern o le poesie sugli alberi di Alberto Prandi. E’ come navigare lungo il Danubio con Claudio Magris come nostromo e come respirare il lago raccontato da Piero Chiara. Per Giuliano Sangiorgi è il mare col suo rumore bianco a generare pace e idee visionarie. E lì che nasce il Contatto dei Negramaro, un album lungamente atteso, un album rivoluzionario, sognante e per sognatori. Giuliano Sangiorgi, Ermanno Carlà, Andrea Mariano, Lele Spedicato, Danilo Tasco e Andrea De Rocco lo hanno presentato giovedì 12 ottobre, a poche ore dall’uscita, con un live in streaming che, come ha sottolineato Giuliano faticando a mascherare l’emozione, ha dimostrato “l’affetto di una nazione”.

I Negramaro presentano Contatto, il loro nuovo disco di inediti

Giuliano, un lavoro che è un abbraccio all’umanità.
Le scene le vivi quando le scrivi e raramente quando le canti. Ma a volte capita. Noi resteremo in piedi è una preghiera umana. Sono tutte canzoni sociali ma intime. Questa, che apre l’album, ha un qualcosa di scespiriano, il mio dilemma è: essere un uomo o un cantante. Le canzoni sono il mio posto dove dire le cose, soprattutto quando leggi le cose disumane, quando leggi di un genitore che al figlio fa indossare la maglietta rossa per ritrovarlo se cade in mare. C’è chi lancia insulti e io non rispondo ogni volta, stiamo dando troppo spazio agli insulti.
Bisogna ignorare gli hater.
Sai, una volta c’era il bar e la sua chiacchiera e non le davi troppo peso. La questione è che i giovani sono già pronti al futuro ma l’ostacolo siamo noi con la paura di invecchiare, noi cui va sempre tutto bene. Sai che ti dico? Che per essere contemporanei bisogna scegliere. Tutti vogliamo una voce mediatica e non funziona così.
Alla fine come risolvi il quesito del Grande Bardo?
Scelgo di essere un cantante e non uomo e a chi insulta dico: scrivi una canzone se sei capace. A me dei commenti non frega niente, basta italiani gangster.
Le farfalle, simbolo della cover, sono sensibilità ma vivono un giorno.
Più che al giorno pensavamo al butterfly effect, ai piccoli gesti che muovono ondate rivoluzionarie. Sono il primo a dire che sono canzonette e mentre Andrea Mariano sostiene che è il lavoro della maturità io dico, da padre che torna bambino, che è il disco dell’immaturità. Non devo dire la verità a tutti i costi, la civiltà è compromessa tra varie verità. Noi inviamo piccole prese di coscienza, se le facciamo arrivare più chiare non c’è ombra di dubbio che arrivano. Contatto non cambierà la vita ma con le suo piccole cose farà il suo. La cover è un progetto 3D di Amin Farah in arte Theblacklab, un artista iraniano di 23 anni, sono umanoidi che non hanno genere e che si fondono in una farfalla. Quello della farfalla è un tema abusato, ammetto che ho temuto qualcosa di simile alla farfallina di Belen e invece ci ha mandato in poche ore quello che avevamo in testa. La terra di nessuno è il solo brano nato in Covid-time (tutto sul coronavirus), lo ho scritto guardando dalla finestra e pensando alle immagini di un pianeta deserto. Adamo ed Eva sono l’Anna e Marco di Lucio Dalla, che per me è la bibbia. Sono il simbolo di quel mondo che piace a me, che dalla periferia parte e va in America e non smette mai di sognare l’America.

Negramaro, tra i brani del nuovo album “Non è vero niente” con Madame

Quali sono le rovine degli altri sulle quali staremo in piedi?
Fai il cantante e canta: questo è vivere sulle rovine degli altri, è la denuncia di una società che si erge a commentatrice a raffica e gode delle rovine degli altri. Pensa a quelli che dicono: aiutateli a casa loro, non qui, mentre quelli scappano dalla morte e spesso trovano morte da noi. La ruota deve girare, chi è all’ombra non deve starci sempre, come non è detto che chi è al sole debba starci per sempre.
Quale è il cambiamento al quale più fatichi ad abituarti?
Maggio scorso c’era freddissimo e mi sono un po’ arrabbiato, amo la primavera perché è la stagione di passaggio. Mi piace sognare la primavera che accompagna all’estate e l’autunno che ci porta in un inverno caldo e avvolgente. Non possiamo abituarci alla sofferenza della terra, la conditio naturalis dovrebbe essere il benessere, la terra è resa grande da qulla macchina naturale che è l’uomo. Questo cambiamento va fermato, se necessario si indietreggia per fare stare bene il pianeta.
Perché Madame in Non è vero Niente?
Appena ho ascoltato Schiccherie ho chiamato in Sugar dicendo che volevamo lei per un featuring. E Caterina Caselli mi disse che aveva appena firmato il contratto con Sugar e io non lo sapevo. Noi siamo attenti a non strafare quando tutti fanno featuring che fanno solo bene agli streaming e lasciano poca amicizia vera. I nostri si sono realizzati solo quando accadevano naturalmente. Pensa che ho featuring registrati da anni perché sono nati mentre si cucinava a casa mia al mare e non hanno tempo. In studio germoglia la magia. Madame non appartiene ad alcun genere e aveva 17 anni quando abbiamo registrato. Fra 100 anni sarà ancora qui.

Provando un atto di dolore. La frase è: non è mai per sempre tutto quello in cui si crede, che se non crollasse mai non c’è dubbio senza fede, ho bisogno di peccare per capire ancora che si può sbagliare e sbagliare fino in fondo, fino in fondo per sentire dentro un atto di dolore. Al dolore occorre andare fino in fondo anche se appartiene a un estraneo e riportarlo su stessi. Bisogna immedesimarsi nei dolori.
Cosa è cambiato da “Ruberò per te la luna” a rubare una stella?
Che la Stella la ho in casa. Anche se ti confesso che mia figlia si sente vicina alla luna e si blocca a guardarla per ore.
Quali sono le strade da non prendere nemmeno per sbaglio?
Quella della diffidenza, è la cosa che può uccidere l’umanità e la vita in famiglia, e in questi momenti la vivi spesso. Ritroviamo la fiducia nel prossimo.
Quale è uno sbaglio che ripeteresti fino all’infinito per andare fino in fondo?
Scrivere canzoni.
Vorresti svegliarti con un’altra faccia e un altro nome?
Si, mi sono molto antipatico. La mia famiglia si arrabbia con me perché ho poca autostima. Mi capita di dare ragione a chi mi trova antipatico. Vorrei svegliarmi un giorno con la faccia di mio padre.
Nei mille altrove che hai in testa in quale vorresti andare realmente?
Sempre al mare. Il mare è bello ovunque. Credevo che mai avrei scritto del mare pensando a come è profondo il mare di Lucio Dalla. Mi fermo a guardarlo e nel bene o nel male c’è sempre una alternativa e mi mette pace.

Se rimani giuro che io cambio la canzone…quale cambieresti?
Cambierei tutto di me ma non è una gran bella verità perché intanto resto io…ecco fermerei la musica in riva al mare, il rumore non me lo fa sentire. Il mare per me è silenzio.
Temi che possa arrivare in questo momento la fine del mondo?
No. Il brano è tutt’altro, è concentrato nell’abbraccio che ci salverà. Saremo salvi quando potremo abbracciarci.
Concerti, promozione…come stabilirete il Contatto?
Abbiamo costruito un evento in streaming per i fan ed è stato bellissimo. Inventeremo forme di sopravvivenza aspettando palazzetti e stadi, se ci fossero ancora problemi cercheremo soluzioni nello streaming. Cerchiamo di fare quello che può permettere a tutti di lavorare. Non è solo una questione di soldi ma la voglia di sentirsi vivi e attivi.

Fonte : Sky Tg24