In Ungheria Orban vuole cambiare la costituzione per vietare le adozioni lgbt+

Mentre il paese rientrava in lockdown a causa del Covid-19, il governo ultraconservatore di Viktor Orban ha presentato al parlamento emendamenti costituzionali che penalizzano ancora una volta le persone omosessuali

(foto: Pier Marco Tacca/Getty Images)

Martedì 10 novembre il governo ungherese ha proposto un pacchetto di riforme costituzionali al parlamento che contiene misure diverse, per introdurre il nuovo ordinamento giuridico securitario dello stato di guerra e una definizione più restrittiva del concetto di denaro pubblico in quanto “reddito, spesa e debito dello stato” (che, secondo alcuni, consentirebbe alle società e alle fondazioni vicine al governo di attingere liberamente ai fondi statali). Inoltre, nell’ottica della difesa dei “valori cristiani, diventerà più difficile per i partiti politici dell’opposizione unire le forze per modificare la costituzione. Fra tutti i controversi emendamenti presentati dalla ministra della Giustizia ungherese Judit Varga, tuttavia, ne spiccano due in particolare che stanno suscitando grande clamore, ed entrambi riguardano la comunità lgbt+.

Il primo di questi due emendamenti costituzionali recita: “L’Ungheria protegge il diritto dei bambini di auto-identificarsi con il sesso con cui sono nati e garantisce loro un’educazione secondo i valori basati sull’identità costituzionale e sulla cultura cristiana del nostro paese”. Il secondo aggiunge che, nelle relazioni genitori-figli, “la madre è una donna e il padre è un uomo”, garantendo in questo modo il diritto di adottare minori solo alle coppie sposate eterosessuali. 

Inoltre, secondo il nuovo pacchetto di riforme, le persone single per adottare dei figli dovranno ottenere un permesso ministeriale speciale (sulle cui condizioni non si sa ancora nulla di preciso). La costituzione ungherese prevede già la possibilità di sposarsi solo tra un uomo e una donna, non per le coppie dello stesso sesso. A maggio del 2020, poi, il parlamento ha approvato un disegno di legge che vieta qualsiasi tentativo di riconoscimento legale delle persone trans – un provvedimento che secondo molti attivisti ha spinto il paese “indietro fino al Medioevo”.

Questi ultimi emendamenti, quindi, non fanno altro che confermare ulteriormente l’approccio conservatore e anti-lgbt+ dei vertici dello stato ungherese. Non a caso, queste ultime riforme sono state proposte dal governo di estrema destra di Viktor Orban in un momento di estrema vulnerabilità per la società civile in Ungheria, dopo che l’assemblea aveva approvato l’estensione dello stato di emergenza nel paese a causa della pandemia di Covid-19. Da mercoledì 11 novembre, l’Ungheria è tornata a un regime di lockdown nazionale.

Fonte : Wired