Blink-182, Mark Hoppus parla della pandemia e degli effetti negativi sulla musica: “Mi manca la magia dei live”

La pandemia ha colpito duramente il settore della musica dal vivo e tantissimi concerti sono stati cancellati o rimandati. A sentire la mancanza degli show non sono solo i fan, ma anche gli artisti, come ad esempio Mark Hoppus, bassista e cantante dei Blink-182.

Il musicista ha rilasciato un’intervista con Hanuman Welch per Apple Music durante la quale ha spiegato che è molto triste perché in questo periodo non può vivere le emozioni provate durante i concerti. A mancargli non è solo “il senso di comunità” che si genera durante un evento dal vivo, ma anche tutti quegli aspetti legati al viaggiare di città in città per suonare di fronte al proprio pubblico.

Mi manca tutto dei tour – ha dichiarato – mi manca esibirmi. Mi manca viaggiare. Mi mancano i volti sorridenti delle persone che cantano le canzoni insieme a me mentre suono. Mi manca andare in giro con Travis e Matt, il nostro staff, il nostro tour manager e il mio manager… mi manca vedere le persone nei vari posti dove ci rechiamo, mi manca la stanchezza e il via vai sugli aerei e sui bus, mi manca visitare nuove città e tutte queste cose”.

In seguito Mark Hoppus ha parlato degli effetti della pandemia e del lockdown sul rapporto tra musicisti e fan: “Se c’è qualcosa che la quarantena ha davvero rubato a tutti quanti, è il senso di comunità – ha detto – sia esso andare a un concerto, oppure semplicemente riunirsi in uno spazio per vivere qualcosa come un gruppo unito. Non abbiamo più tutto questo. Entriamo su Zoom e puoi vedere chiunque in faccia, ma non sei davvero insieme a loro. Penso di riuscire ancora a comunicare con le persone come ho sempre fatto, ma non mi sembra di essere pienamente in connessione con loro. Perché durante uno show accade qualcosa di magico, laddove alcune persone fanno musica e la musica stessa definisce le loro vite in un certo modo. Quando sperimenti tutto questo insieme agli altri, molte persone piangono durante i live. Quando finiamo un lungo tour, io vado a casa e poi piango per il rilascio emotivo di tutto ciò che ho provato durante l’intero viaggio. Le persone si riuniscono e ridono, sorridono, trascorrono una bella serata insieme e si scatenano – ha proseguito – e in quella serata speciale esci con i tuoi amici e metti su il cd della band che andrai a vedere e inizi a cantare le canzoni durante il tragitto verso il luogo del concerto. Poi arrivi lì, il sipario si apre e la band arriva sul palco, c’è l’attesa, poi le luci si accendono”.

Tutto questo ci è stato rubato. – ha concluso – Non abbiamo nulla di tutte queste cose adesso. Non c’è nulla che possiamo fare durante la quarantena per simulare quello spirito di squadra, quel senso di unità e quella condivisione di un’esperienza speciale. Non vedo l’ora che tutto questo accada di nuovo”. Impossibile dare torto al musicista dei Blink-182; la speranza di Mark Hoppus che il mondo dei live possa ripartire presto accomuna tutti gli amanti della musica.

Fonte : Virgin Radio