Harry Potter e la Pietra Filosofale, quelle accuse di blasfemia a causa di una location

I problemi della saga di Harry Potter con le istituzioni religiose sono abbastanza noti: qualche anno fa destarono un certo scalpore le dichiarazioni dell’allora papa Ratzinger sui libri scritti da J.K. Rowling, ma già un po’ di tempo prima l’uscita al cinema del primo film della serie fece storcere il naso a parte dell’ambiente ecclesiastico.

A differenza del caso di papa Benedetto XVI, però, in questo caso le motivazioni furono differenti e, se vogliamo, più concrete: il terreno di scontro fu infatti la scelta di una delle location che avrebbero dovuto ospitare il set di Harry Potter e la Pietra Filosofale.

Il regista Chris Columbus, infatti, voleva utilizzare la Cattedrale di Canterbury per girare alcune scene ambientate a Hogwarts, ma si vide negare il permesso dall’allora decano di Canterbury, contrario al fatto che un luogo simbolo della cristianità potesse contribuire alla diffusione di un’opera pagana.

La scelta si spostò allora sulla Cattedrale di Gloucester, il cui reverendo Nicholas Bury, grande fan del maghetto inglese, fu ben felice di ospitare la troupe: una scelta che scontentò però gran parte della comunità cristiana locale, i cui esponenti dichiararono tramite numerose lettere di protesta di essere intenzionati ad impedire l’accesso della crew al set, accusando la produzione di blasfemia. Risultato: il giorno del primo ciak un solo individuo si presentò sul luogo per portare avanti la protesta.

Tra contenti e scontenti, comunque, la saga con protagonisti Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson è ormai parte integrante della nostra cultura pop. La dimostrazione? A vent’anni dall’uscita, Harry Potter e la Pietra Filosofale ha superato il miliardo d’incasso al box office.

Fonte : Everyeye