Cara cala il 99…e la sua musica è energia pura in una bolla magica

Il primo ep dell’artista di Crema è una raccolta di sei brani tra cui tre inediti. Una occasione unica per entrare nel mondo di una delle cantanti più interessanti della sua generazione:

Ascoltatelo con l’attenzione che merita perché è un album ricco di sotto tracce, è il romanzo in musica di una ragazza di vent’anni che ha una sensibilità speciale per il mondo che circonda la sua vita. Si intitola 99 l’Ep d’esordio di Cara (all’anagrafe Anna Cacopardo) che con Le Feste di Pablo, brano al quale partecipa Fedez, ha superato i venti milioni di streaming. Ne abbiamo parlato al telefono.

Anna partiamo dalla storia dell’album.
Nasce con la prima traccia, Tevere, e dall’incontro quasi per caso col mio produttore D.Whale. Siamo entrati in connessione a livello umano e musicale ed è nato Mi Serve, che ha il featuring di Samuel Heron,che ha dato il via all’immaginario dell’Ep che è il mio mondo. Giocando con le sonorità abbiamo mescolato più universi e giocato con le parole e la musica senza porci limiti. Ogni traccia è un mondo a parte e io sono il filo conduttore.
Oggi Welcome in my Life è un invito o un monito a fare attenzione?
Entrambe le cose. E’ un po’ pericoloso, è un invito a non entrare completamente. Entrarci è complicato, a causa di una emotività e un carattere non facili. A volte neanche io ci entrerei nella mia vita!
Cosa c’è di peggio di una birra calda?
La ho usata come immagine perché esprima la sensazione della noia, rappresenta l’ultimo punto di salvezza, dopo quello c’è il non ritorno.
La tua Africa in giardino è la stessa di Celentano?
E’ il mio mondo interiore ed è solo mia. Ho un mondo cui tengo ed è quello dell’immaginazione che è in continuo mutamento. Ho scelto l’Africa per i colori e il senso costande di movimento.
Ti farebbe piacere se qualcuno scrivesse ti amo con lo spray sul muro di casa? Visto che non credi all’anima gemella...
Istintivamente gli tirerei la bottiglia di birra calda dalla finestra però credo che mi farebbe piacere. Ovviamente dipende dal tipo di legame che c’è col writer. Per quanto riguarda l’anima gemella credo che nessuno completa nessuno però la ricerca deve esserci comunque. L’importante è viaggiare sempre.
Che rapporto hai col tempo? Lentamente sembra pacato e in realtà è frenetico.
Vivo in un mondo mio e mi prendo i miei tempi e mi capita di essere spesso in ritardo. Sono legata al mio tempo e mi ci adatto. Mi ascolto molto e le mie riflessioni sono lunghe per cui il ritardo mi appartiene.
Raccontare il mondo che ci circonda ai tempi del covid (tutto sul coronavirus) è difficile?
E’ un processo naturale. Di qualunque natura sia uno stimolo va sempre accolto. In questo periodo ho sentito la mancanza di stimoli esterni ma ne ho trovato altri. Nel mio caso vivo in modo naturale prendendo tutto quello che mi arriva adosso. Il mondo porta un distacco ma dentro si generano una rabbia che trascina emozioni forti.
Niente di utile in questa borsa…cosa non manca mai nella tua?
Il mio quaderno, lo ho sempre con me. Faccio speso il tragitto Crema-Milano e dunque devo scrivere le mie idee. E poi il cellulare.
Essere una ragazza del 99 che effetto fa?
C’è tutto nel mio Ep. Nel mio caso sono a cavallo tra ingenuità e consapevolezza, devo limare alcune ingenuità in poco tempo e considerare quella consapevolezza che si forma dettata dall’età: ho vent’anni e in parte sono adulta. Per come vivo io mi accorgo che il bisogno di stare in silenzio nel mio mondo mi porta a consapevolezze che mi aiutano nel percorso che sto facendo.
Ci vai a guardare le stelle da sola?
Sempre. Giro spesso da sola accompagnata dalla musica. In certi luoghi non voglio andarci con qualcuno.
Oggi chi è lo scemo del villaggio?
A livello generale è quello che viene preso di mira perché è diverso e invece ha solo il coraggio di essere se stesso. Ha il coraggio di esprimersi. Nella mia canzone è una dedica…io ho una persona in testa ma non so se lo sappia.
Come vedi il futuro dei concerti?
Ci stiamo adattando, la situazione è imprevedibile e cambia quotidianamente. 99 stiamo riuscendo a promuoverlo anche se è difficile, ma ci proviamo a distanza e con altre dinamiche. Per i live penso che la musica debba continuare in sicurezza ma può fermarsi del tutto. Anche lo streaming per ora va bene, occorre adattarsi a dinamiche nuove. L’energia di un live è surreale, è una bolla magica: la musica è energia pura.

Fonte : Sky Tg24