In migliaia ad accogliere il leader islamico rientrato dall’auto-esilio saudita

Una folla all’aeroporto internazionale di Jakarta ha salutato il rientro in patria di Rizieq Shihab. Egli era fuggito nel 2017, sul suo capo pendeva l’accusa di pornografia per aver intrecciato una relazione extra-coniugale. Prima di isolarsi in quarantena come prevedono le norme anti-Covid-19 ha annunciato – senza spiegarla – una “rivoluzione morale”.

Jakarta (AsiaNews) – L’arrivo a sorpresa ieri all’aeroporto internazionale Soekarno-Hatta di Cengkareng (Jakarta) di Rizieq Shihab, famigerato leader di primo piano dell’Islamic Defender Front (Fpi), ha sollevato più di un problema e molte perplessità. A partire dalla presenza di migliaia di suoi fedelissimi e simpatizzanti, accorsi ad accoglierlo al suo sbarco al terminal 3 dello scalo della capitale indonesiana, al termine di un esilio auto-imposto in Arabia Saudita. Un muro umano che ha impedito ad altri passeggeri di raggiungere l’aeroporto e varcare gli accessi che portano ai voli in partenza per l’estero.

A dispetto delle restrizioni imposte per la pandemia di Covid-19, che hanno determinato fra gli altri un calo deciso del volume di traffico in una metropoli in altri tempi affollata e inquinata, i sostenitori di Shihab hanno dato vita a lunghe code per le strade che collegano allo scalo. Nella calca che si è creata, alcuni simpatizzanti hanno inoltre danneggiato i servizi pubblici dell’aeroporto per il troppo entusiasmo e la gioia nel veder tornare il loro capo. 

Per cercare di contenere l’onda, garantire l’ordine pubblico e impedire ulteriori atti vandalici, le autorità hanno stanziato – seppur con qualche ritardo – poliziotti e reparti della sicurezza. Appena sceso dall’aereo, Shihab si è diretto nella sua abitazione a Petamburan, nel sotto-distretto di Petamburan, a West Jakarta. Anche qui, ad accoglierlo vi erano moltissimi sostenitori che hanno intonato slogan e canti in omaggio al leader radicale islamico. 

Prima di entrare, egli si è intrattenuto per qualche minuto con la folla alla quale ha annunciato l’intenzione di promuovere la cosiddetta “rivoluzione morale”. Il capo Fpi non ha voluto chiarire i termini del progetto, la definizione e la portata complessiva, rimandando l’appuntamento al termine della quarantena in conformità alle disposizione sanitarie in vigore per il nuovo coronavirus.

Rizieq Shihab, paladino della “guerra” del fronte radicale contro l’ex governatore cristiano di Jakarta Ahok, ha vissuto gli ultimi tre anni e mezzo in Arabia Saudita, per un esilio auto-imposto in seguito ad accuse di pornografia. Egli avrebbe intrecciato una relazione extra-coniugale con una donna e le loro conversazioni telefoniche diventate di dominio pubblico, senza il loro “consenso”. 

Nel periodo trascorso nel regno wahhabita, egli ha attaccato a più riprese le autorità indonesiane che gli avrebbero impedito il rientro a casa. Tuttavia, in patria la sua assenza è stata usata come arma di propaganda politica, in particolare dallo sfidante alle presidenziali 2019 e generale (in pensione) dell’esercito Prabowo Subianto. L’alto militare ha più volte accusato il capo di Stato Joko “Jokowi” Widodo di bloccare il rientro di Shihab, diventato in campagna elettorale un “espediente di marketing” per attirare il consenso dell’ala radicale ed estremista del Paese in vista del voto.

Una mossa che non è però servita per far vincere le elezioni a Subianto. Ora si attende la fine della quarantena, per capire quali saranno piani e programmi del leader Fpi.

Fonte : Asia