Covid, Cartabellotta: “Impennata di contagi tra operatori sanitari, 18mila i casi nell’ultimo mese”

“Abbiamo assistito a un’accelerazione importante del numero dei nuovi casi settimanali, siamo passati da 17mila della prima settimana di ottobre a quasi 200mila casi nell’ultima settimana. E soprattutto è saltato un po’ in tutta Italia il sistema di testing and tracing. Abbiamo mediamente un caso positivo ogni 4 testati, quindi quasi un 27% di media nazionale, con Regioni che superano anche il 50%. Sono cresciuti inoltre pazienti in terapia intensiva: la gravità dei pazienti ricoverati si va spostando verso la terapia intensiva, e parallelamente anche i decessi Dopo un periodo di sostanziale stabilità del numero degli operatori sanitari contagiati, nelle ultime settimane abbiamo avuto unimpennata che portano a circa 18mila i casi degli operatori contagiati nell’ultimo mese, evocando preoccupazioni importanti rispetto allinsorgenza di epidemie ospedaliere”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, in audizione in commissione Affari sociali alla Camera, sull’evoluzione della seconda ondata dell’epidemia di Covid-19.

“Nell’ultimo mese abbiamo visto un’espansione progressiva esponenziale del bacino dei casi attualmente positivi, passati da poco più di 62mila a 573mila. Con andamento simmetrico sono cresciuti anche i pazienti ricoverati con sintomi in aree mediche, che sono passati da 3800 agli oltre 37600 e anche i soggetti in terapia intensiva in poco più di un mese sono passati da 337 a oltre 2840”, ha detto Nino Cartabellotta, presentando il monitoraggio settimanale indipendente effettuato dalla Fondazione.

“Nelle ultime settimane si sta verificando anche un ritardo nella notifica delle nuove diagnosi. Nell’ultima settimana che va dal 26 ottobre al 1° novembre il 23% dei casi viene notificato entro 2 giorni, il 56% tra 3 e 5 giorni, il 21% dopo 6 o più giorni. E settimana dopo settimana, per l’enorme quantità dei casi, il ritardo aumenta sempre di più. C’è poi un ritardo complessivo del sistema di monitoraggio”.

“Una non strategia di inseguimento dei numeri del giorno – avverte Cartabellotta – con dpcm che si sono rincorsi con cadenza settimanale introducendo misure troppo blande rispetto alla velocità di crescita della curva dei contagi, temiamo finisca per spingere verso una decisione di lockdown totale”.

Le richieste della Fondazione Gimbe

Nino Cartabellotta ha chiesto al ministero della Salute di fornire il numero di contagi per Comune, i dettagli per Province e Comuni (isolamento domiciliare, ospedalizzati con sintomi, terapie intensive, guariti, deceduti, tamponi, casi testati, e i flussi relativi all’evoluzione clinica dei soggetti positivi.

“Se non torniamo a una situazione di tracciabilità dei contagi saremo sempre costretti a rincorrere. Bisogna quindi potenziare questo sistema. Se a metà luglio era possibile fare attività efficace e avrebbe permesso di spegnere le fiammelle, ora che l’incendio e’ divampato e’ impossibile farlo e bisogna prima abbattere la curva epidemiologica”.

“Speriamo di farlo in queste settimane con le misure prese dal governo ma dobbiamo considerare che gli effetti non si vedono in maniera così rapida e così netta”, ha aggiunto.

“L’epidemia la stiamo guardando dallo specchietto retrovisore e non con il binocolo, come invece dovremmo fare” – rimarca – Il sistema è in ritardo per la catena eccessivamente lunga, rispetto al ritmo di crescita della curva, della trasmissione dei dati. Troppi i passaggi istituzionali e tecnici: ci portano a inseguire il virus che è in fase di crescita esponenziale. Serve meno burocrazia e un alleggerimento della scelta degli indicatori, perché per quanto diano un quadro preciso oggi rallentano la capacità di risposta. Dai primi di settembre con il crescere dei dati”, aggiunge Cartabellotta, che sollecita un approccio ‘open data’ da parte del ministero.

Fonte : Fanpage