Cosa ci si aspetta che faccia Joe Biden da presidente

Joe Biden sarà l’anti-Trump, almeno nelle intenzioni. Ma oltre allo stop del muro col Messico, il rientro degli Usa nell’Oms e una politica ambientale degna di questo nome, cosa ci dovremmo aspettare dal nuovo presidente degli Stati Uniti?

(foto: Tom Brenner/Getty Images)

Joe Biden entrerà ufficialmente in funzione come presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2021. Tuttavia abbiamo già un’idea abbastanza chiara sulle politiche che intende adottare. Ovviamente bisognerà aspettare di vedere come la situazione in campo sanitario ed economico evolverà in questi mesi. Come pure bisognerà capire se tutte le riforme e azioni che intende fare saranno effettivamente possibili. In ogni caso queste sono alcune delle cose che verosimilmente accadranno durante la nuova amministrazione Biden. Suddivise per argomenti.

Covid-19 e salute

Nessuno sa con certezza come sarà la situazione quando l’amministrazione Biden si insedierà ufficialmente. Ma sicuramente la gestione pandemica sarà uno dei punti cardine su cui agire, anche perché coinvolge diversi ambiti importanti (ne abbiamo parlato anche su Wired).

Joe Biden ha dimostrato pubblicamente e ostentatamente la sua attenzione nei confronti della prevenzione al contagio. Se Donald Trump ha dichiarato di voler accelerare l’ottenimento di un vaccino, l’atteggiamento di Biden sembra essere più pragmaticamente rivolto soprattutto al contenimento dell’epidemia.

Il sostegno alla ricerca di un vaccino anti Covid-19 resterà un punto fondamentale, ma nell’immediatezza si punterà sui test gratuiti per tutti. Questo implicherà innanzitutto l’assunzione di ulteriore personale sanitario (si stima circa 100mila persone). Il programma prevede inoltre di istituire nuovi centri per i test rapidi creando una rete capillare e il miglioramento dell’efficacia ed efficienza degli stessi test.

Sul cambiamento climatico

Il riscaldamento globale è un altro di quegli ambiti in cui le azioni statunitensi hanno ripercussioni mondiali molto rilevanti. La politica di Trump è stata segnata da scetticismo se non aperta ostilità nei confronti delle misure verdi. Il ritiro dagli accordi sul clima di Parigi è forse l’atto più eclatante in tal senso.

Joe Biden ha annunciato di voler ripartire proprio dal ripristino dell’inclusione statunitense nell’accordo di riduzione delle emissioni. Uno degli obiettivi principali dei firmatari era ridurre i gas serra fino al 28%, rispetto ai livelli del 2005, entro il 2025. Il proposito del nuovo governo americano sarà rivolto al raggiungimento di un’economia a zero emissioni entro il 2050.

Per fare questo, sono previsti investimenti federali notevoli: 2mila miliardi di dollari in quattro anni per promuovere le energie rinnovabili e l’efficientamento energetico. Riguarderà sia le industrie sia i privati. Un punto interessante previsto nel Green New Deal è anche il miglioramento della costruzione degli edifici e infrastrutture per resistere ai disastri ambientali sempre più devastanti.

In campo energetico-ambientale, Biden punta anche sul nucleare. Vuole investire nell’innovazione delle centrali, in contrapposizione ad altre soluzioni energetiche con emissioni maggiori. Questo implicherebbe un sistema di smaltimento delle scorie più sicuro. Una delle sfide maggiori di questo ambito, a detta dello stesso Biden.

Tema lavoro ed economia

L’investimento da 2mila miliardi di dollari nell’economia verde segna una direzione importante, ma a quanto pare la tendenza bideniana sarà anche marcatamente a sinistra nei confronti dei lavoratori, almeno per gli standard americani.

In un’economia dove il lavoro ha poche tutele rispetto alla gran parte d’Europa, Joe Biden ha promesso di dare un ruolo più rilevante ai sindacati. A dare un aiuto ulteriore ai lavoratori, soprattutto a quelli più giovani, ci sarà un aumento del salario minimo federale. Si conta di passare dagli 11,50 dollari attuali ai 15 dollari l’ora. Le misure fiscali previste sono inerenti anche alle conseguenze economiche del coronavirus. Almeno nelle intenzioni, Biden ha dichiarato di voler facilitare prestiti alle piccole imprese coinvolte dalla crisi e sostegni diretti alle famiglie.

Un punto molto caro all’ala sinistra dei democratici è la questione del debito di studio. Per pagare i costi della formazione universitaria, le famiglie americane si indebitano enormemente. In teoria poi il debito dovrebbe essere ripagato negli anni dal lavoro derivante dall’alta formazione universitaria, ma ormai ciò non è più garantito come un tempo.

E il peso sull’economia è significativo: circa 1.600 miliardi di dollari sulle spalle di 44 milioni di americani. Una cifra in aumento, che il governo Biden mira ad allentare con contributi specifici di circa 10mila dollari a studente. Un finanziamento proveniente dall’aumento delle tasse ai contribuenti più abbienti.

Per aiutare l’economia interna, sono previsti circa 400 miliardi di dollari di appalti, per garantire le industrie americane. Sono previsti ulteriori 300 miliardi di investimento nella ricerca e sviluppo. In particolare: veicoli elettrici, 5G, intelligenza artificiale e materiali innovativi più leggeri.

In politica estera

In politica estera, Joe Biden dovrà lavorare molto per un’inversione di rotta rispetto all’amministrazione Trump. Biden si propone di appianare i molti attriti provocati da Trump a livello internazionale, soprattutto con gli alleati storici. L’intenzione è quindi di rafforzare il multilateralismo, l’adesione alla Nato e i rapporti con i paesi europei.

I rapporti con la Cina saranno forse quelli più complessi. Non è ancora chiaro come Biden vorrà rapportarsi con una superpotenza economica retta da un sistema autoritario. Ha già annunciato però di voler lavorare insieme agli alleati per affrontare i rapporti commerciali con la Cina. I dazi imposti da Trump sui prodotti e materie prime cinesi probabilmente rimarranno.

Più volte il nuovo presidente eletto americano ha ribadito la sua avversione per le dittature. Perciò anche la Corea del Nord rappresenta una questione spinosa. Sicuramente ci sarà un atteggiamento di maggiore prudenza con Kim Jong Un rispetto all’era Trump. “Non c’è dubbio che l’era delle lettere d’amore sarà finita”, ha dichiarato a Reuters un collaboratore di Joe Biden.

La nuova amministrazione cercherà di ripristinare l’accordo sul nucleare con l’Iran voluto da Barack Obama: un testo che gli Stati Uniti di Trump avevano stracciato e che invece per Biden è importante avere per evitare lo sviluppo nucleare iraniano a fini bellici.

Il disimpegno militare di Trump sembra sia finito, Biden vuole infatti ristabilire le basi Nato. Desidera anche un maggiore controllo militare in Medio Oriente, per fronteggiare la minaccia dell’Isis e del regime siriano. Joe Biden ha però precisato che non vuole continuare le guerre infinite dei suoi predecessori.

Altra questione importante: Israele e Palestina. Biden ha dichiarato di opporsi agli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Nel contempo considera però Israele un solido alleato da sostenere anche economicamente. Joe Biden ha anche dichiarato di non voler trasferire nuovamente l’ambasciata americana a Tel Aviv. Nonostante sia stato contrario alla decisione di Donald Trump di spostarla a Gerusalemme.

Problemi razziali, giustizia e immigrazione

L’antica e irrisolta questione razziale negli Stati Uniti è emersa particolarmente nell’ultimo anno. Le proteste e le manifestazioni hanno evidenziato anche un’altra questione: la violenza della polizia, soprattutto nei confronti dei neri.

Biden non sembra voler appoggiare le istanze dei più radicali, cioè a un ripensamento dei finanziamenti alla polizia. Piuttosto vorrebbe rafforzare programmi di polizia di prossimità, con un investimento di 300 milioni di dollari.

Nel contempo, vorrebbe ridurre molto le incarcerazioni. Questo sarebbe accompagnato da un affiancamento a pene alternative. Siccome anche la gestione delle carceri rappresenta notevoli interessi economici, si pensa a un investimento di circa 20 miliardi di dollari. Joe Biden vorrebbe anche abolire il sistema privatistico di gestione delle carceri e il mandatory minimum.

Si continuerà a percorrere la strada della depenalizzazione dei reati legati alla marijuana, cancellando anche le precedenti condanne. Biden vorrebbe anche compiere una decisione epocale per il sistema giudiziario americano: l’abolizione della pena di morte anche negli stati dov’è ancora in vigore.

Altro tema caldo al centro di innumerevoli critiche all’amministrazione Trump, è la gestione degli immigrati. In special modo, Joe Biden promette di eliminare la pratica della separazione dei bambini dai genitori immigrati dal Messico.

Biden intende anche ripristinare il cosiddetto Daca. Si tratta in sostanza di permettere a centinaia di migliaia di persone entrate illegalmente come minori nel paese, di proseguire a lavorare e studiare negli Stati Uniti. Sono soprannominati dreamer. L’amministrazione Trump li ha resi illegali a tutti gli effetti, avviando un intenso programma di espulsione.

E poi c’è il famoso muro di Trump, quello che il Messico avrebbe dovuto pagare. Inutile dire che Biden ne sospenderà la costruzione: e ci mancherebbe.

Fonte : Wired