Cinque film a sfondo biblico da vedere, da Ben-Hur a Noah

Da sempre, la tematica legata al divino ha ispirato moltissime opere d’arte, non solo cinematografiche, per una serie di svariati motivi tra cui l’enorme numero di chiavi di lettura al suo interno.
Allo stesso modo, figure di profeti quali Gesù sono state spessissimo oggetto di pellicole capaci di entrare nella storia del cinema.
Se infatti in passato vari film a sfondo biblico erano concepiti come veri e propri blockbuster, con il tempo l’interesse verso determinate tematiche è via via venuto meno, seppur la figura di Gesù sia sempre riuscita a modernizzarsi nel corso dei decenni, anche per la bravura di determinati creativi nel metterne in luce gli aspetti talvolta più contraddittori.
In questo speciale proveremo a elencare cinque film a sfondo biblico da non lasciarsi sfuggire, cercando di focalizzarci non solo sui classici del passato ma anche su produzioni più recenti.

Ben-Hur

Apriamo l’elenco con un classico tra i classici, Ben-Hur, vero e proprio film evento (arrivato nelle sale nel 1959) in grado di entrare di diritto nella storia del cinema e capace di aggiudicarsi ben 11 premi Oscar, un traguardo che ancora oggi, a distanza di oltre sessant’anni dalla sua uscita, solo poche opere sono state in grado di eguagliare.
Il film ci trasporta nella Giudea all’epoca di Gesù, mostrandoci la dura sorte toccata a Ben-Hur, un principe che, per una tragica fatalità, si ritrova a perdere tutto diventando uno schiavo.

Al protagonista vengono strappate via anche la madre e la sorella, particolare che lo porterà a più riprese a lottare contro tutto e tutti per scoprire il destino a loro riservato.
Il film, ammantato da una grande epicità, ha saputo mescolare abilmente alcuni tra i momenti più celebri del Messia, tra cui la nascita e la Via Crucis, con la storia di un principe desideroso di difendere gli affetti a lui più cari.
Famosissime poi le sequenze con il protagonista a bordo delle quadrighe, assurte a emblema del film stesso, capace di mescolare alle vicende narrate un elevato grado di spettacolarità, tanto da coinvolgere abilmente lo spettatore di oggi esattamente come al tempo della prima uscita in sala.

Brian di Nazareth

Nonostante molti film sulla vita di Gesù siano ovviamente ammantati da un’aura seriosa quanto solenne, non sono mancate le opere capaci di puntare anche sull’ironia più sfrenata.
I Monty Python, con Brian di Nazareth, mettono in scena una spassosissima avventura parallela alla vita di Gesù, mostrandoci le vicissitudini del protagonista, Brian appunto, che si ritroverà talvolta a essere scambiato proprio per il Messia.

L’opera riesce a giocare con la figura del divino senza ridicolizzarla, facendo satira su tutto ciò che la circonda.
Il film, che fin dal suo esordio ha suscitato moltissime polemiche (così come censure), ha subito un ritardo di svariati anni anche per quanto riguarda la distribuzione italiana.
La pellicola è comunque in grado di strappare sonore risate tanto ai credenti che non, attraverso un registro comico fresco e divertente capace di spaziare su più fronti diversi senza annoiare mai dall’inizio alla fine.

La passione di Cristo

Nel film evento girato da Mel Gibson ritorniamo invece a un clima molto più serioso, attraverso la messa in scena degli ultimi momenti della vita di Gesù.
Intriso di un profondo simbolismo, si prefigge l’obiettivo di avvicinarsi alle sacre scritture ponendoci di fronte tanto al tradimento per opera di Giuda quanto al calvario subito dal Messia prima di arrivare sulla croce.

La pellicola, molto violenta e brutale, fin dalla sua uscita ha letteralmente spaccato in due la critica cinematografica, seppur il film sia riuscito a superare indenne lo scorrere del tempo, risultando a conti fatti come un’opera godibile e di intrattenimento, nonostante una ricerca esasperata verso il sensazionalismo.
Molto buona anche la performance di Jim Caviezel, capace di far percepire agli spettatori l’enorme grado di sofferenza del protagonista, attraverso tutta una serie di sequenze dalla valenza a tratti splatter ma comunque funzionali nel provocare profonde reazioni emozionali negli spettatori.

Exodus – Dei e re

Ridley Scott firma uno dei più recenti adattamenti sulla vita di Mosè, portando su grande schermo le celeberrime dieci piaghe d’Egitto attraverso la sua personale visione autoriale.
L’opera, seppur non sia una delle pellicole migliori del regista britannico, riesce comunque ad avere al suo interno alcune trovate visive interessanti, capaci di farci comprendere quanto anche le storie più antiche del mondo possano essere rimaneggiate in un’ottica a tratti postmoderna per essere fruite anche dal pubblico contemporaneo.

Particolarmente interessante il modo in cui è stato raffigurato Dio all’interno del film, capace di risultare un’entità non così accomodante e talvolta addirittura imprevedibile (quanto infantile).
Lodevole anche l’intuizione dello stesso Scott di non mostrare mai totalmente l’intervento divino, lasciando in alcuni punti il ragionevole dubbio tra piaghe ultraterrene e semplici catastrofi naturali, seppur proseguendo nella narrazione sarà sempre più difficile credere che sia tutto frutto del semplice caso.

Noah

Chiudiamo questo elenco con un’altra celebre storia della Bibbia, cioè quella di Noè e della sua Arca. Il film, costruito avvicinandosi molto agli stilemi del fantasy, prova a unire determinati passaggi biblici (tra cui il sacrificio di Isacco) con il concetto legato al diluvio universale.
L’opera, che vede Noè diventare quasi un novello supereroe da cinecomic, risulta scorrevole per tutta la sua durata e capace di far leva su molte suggestioni contenutistiche ben riuscite.

Davvero d’impatto poi la sequenza in timelapse capace di mostrare agli spettatori la genesi del mondo, una scena ricca di pathos in cui non vedremo solo nascere gli esseri umani, ma tutte le specie viventi del creato.
Numerosi i temi trattati dalla pellicola, tra cui ovviamente quello legato al compiere la scelta giusta, fardello che Noè fin dall’inizio dovrà portare da solo sulle proprie spalle, talvolta arrivando addirittura a scontrarsi con i propri familiari.

Fonte : Everyeye