Piemonte: a passeggio nella terra del riso nel mese dell’aratura

Le iniziative nella natura e in distanziamento nella campagna intorno a Santhià, alla scoperta di un cereale di altissima qualità

La zona delle risaie intorno a Santhià, in certi periodi dell’anno sembra un vero e proprio mare a quadretti. Il paesaggio è caratterizzato da tanti piccoli laghi delimitati da semplici argini, ma che, a uno sguardo più attento, rivela un sistema idraulico complesso e ingegnoso oltre che meticolosamente strutturato. Siamo nella risaia più grande d’Europa, dove un tempo Cavour fece realizzare, con mattoni e pietra naturale, un complesso sistema che avrebbe permesso l’irrigazione dei terreni e che è, tutt’oggi, è considerato un esempio importante dell’ingegneria idraulica italiana. Un progetto d’irrigazione colossale che pose le premesse per il futuro “triangolo d’oro del riso” che ha proprio Santhià al suo centro. 

Per esplorare questa bella regione bastano scarpe comode e il desiderio di esplorare.  Il percorso è gradevole e pianeggiante, quindi è adatto a tutti e non comporta particolare fatica. Chi lo desidera può seguire il tracciato della Via Francigena, l’antico sistema di strade e cammini che portava verso Roma i pellegrini e i viandanti provenienti dall’Europa settentrionale. Si cammina secondo il proprio passo e si respira il profumo della terra rivoltata di fresco dall’aratura, appena conclusa o ancora in corso tra ottobre e novembre. Un tempo erano i buoi e le persone che, con fatica e dedizione, eseguivano questo lavoro: oggi, con meno poesia lo fanno le macchine, come si vede dai giganteschi trattori, che entrano grossolanamente in questo quadro bucolico: alzano la terra, la fanno respirare, le consentono di nutrirsi per produrre successivamente i chicchi candidi e gustosi che fanno di questa regione uno dei maggiori produttori di riso dell’Europa intera. Il prodotto vercellese è apprezzato e acquistato persino dai giapponesi come prodotto perfetto per il loro sushi. 

Passeggiando ai bordi delle risaie gli appassionati di birdwatching possono avere la fortuna di imbattersi in splendidi esemplari di airone cenerino, di cavaliere d’Italia, ibis, cicogne, tarabuso e pittima reale. Binocolo a portata di mano, dunque, e sguardo all’erta! 

Quando poi ci si sente paghi di esplorazione o la temperatura comincia a scendere, ci si può fermare a visitare Santhià che, con i vicoli del centro storico, le chiese e il vicino castello di Vettignè, può offrire spunti per una sosta di riposo e per una pausa di gusto. 
 

Fonte : TgCom