Final Score, la recensione del film con Dave Bautista su Prime Video

L’ex soldato delle forze speciali americane Michael Knox si trova in visita a Londra per trovare Danni, la figlia adolescente di un suo ex commilitone morto in battaglia e al quale era molto legato. L’uomo propone alla giovane amica di assistere alla partita di calcio tra la squadra del West Ham e quella della Dynamo FC, valida per le competizioni europee.
Giunti allo stadio i due si separano per pochi secondi e Michael scopre che un gruppo di terroristi ha preso possesso dell’intera struttura, con l’intento di far esplodere una bomba e uccidere così le migliaia di spettatori che stanno presenziando all’evento. A capo della banda di criminali vi è Arkady Belav, un tempo leader della rivoluzione nella natia Sokavia insieme al fratello Dimitri.

Calci e pugni

Dopo aver abbandonato il ring, Dave Bautista si è lanciato in una fortunata carriera davanti alla macchina da presa, lavorando sia in progetti di rilievo – basti pensare al ruolo in Blade Runner 2049 e nel prossimo, rinviato, Dune di Denis Villeneuve o allo spassoso Drax de I guardiani della galassia – che in action movie più o meno riusciti appartenenti al cinema di serie B.
Final Score, titolo del 2018 disponibile anche nel catalogo di Amazon Prime Video, è uno di questi e recupera toni e atmosfere tipiche del periodo ottantiano con un approccio moderno.
Il risultato è un film tanto semplice quanto divertente, capace nei cento minuti di visione di offrire un sano intrattenimento adrenalinico e una buona dose di ironia, quest’ultima affidata soprattutto al personaggio-spalla indiano che accompagna il protagonista nella sua pericolosa e improba missione.

Una partita contro il tempo

Come Jean-Claude Van Damme in A rischio della vita (1995) – lì era l’hockey e qui il calcio – il Nostro si trova a dover affrontare gli scagnozzi del villain con il solo ausilio delle proprie forze e, fondamentale vista la stazza di Bautista, dei propri muscoli. Le sparatorie così sono in quantità minore rispetto ai combattimenti corpo a corpo, non originalissimi a livello coreografico ma efficaci nell’impatto scenico.
Dove Final Score convince pienamente è nella sua anima guascona, che non si prende mai troppo sul serio anche nelle fasi apparentemente più drammatiche del racconto.
Con dei cattivi così sopra le righe, che non si fanno problemi a uccidere a sangue freddo pur di sottolineare la fermezza delle loro bellicose intenzioni, e sortite action improbabili ma godibilmente spettacolari, il mix è equilibrato e garantisce passaggi più leggeri all’interno della tesa narrazione.

Certo l’insieme nel suo assunto e poi effettivo svolgimento è ampiamente derivativo, in primis il legame con la ragazzina amica di famiglia, ma chi si approccia a un’operazione di questo tipo sa bene a cosa andrà incontro.
Il sottofondo agonistico, con le immagini della partita che si ibridano ad alcune spericolate fughe o rese dei conti del gargantuesco eroe, offre soluzioni più varie della media e la presenza nel cast di Pierce Brosnan in un ruolo minore aggiunge ulteriore pepe a un film che svolge il proprio compito con robusta consapevolezza.

Fonte : Everyeye