Perché Halloween cade il 31 ottobre

È considerata la festa commerciale e pagana per eccellenza. Invece ha origini cristiane e ancor più antiche, sia nel nome sia nella data in cui viene da sempre celebrata

(Foto: Wikipedia)

Tremate, tremate le streghe son tornate! Ma anche i fantasmi, i demoni, i vampiri, i folletti e altre creature magiche e mostruose. È quello che accade, almeno nel nostro immaginario, il 31 ottobre, quando – in modo perlopiù commerciale – si festeggia Halloween. Ma perché proprio oggi? La spiegazione si trova nelle radici profonde di questa celebrazione, che lungi dall’essere solo un rituale pagano o un’americanata superficiale: sublima piuttosto alcune tradizioni che hanno origine nel Cristianesimo più antico e, addirittura, nelle culture europee precedenti.

Il raccolto e il passaggio fra l’estate e l’autunno venivano onorati dalla notte dei tempi in tutta Europa. In particolare nelle terre abitate dai Celti e ancor maggiormente in Irlanda, questi due momenti erano molto sentiti al punto che uno dei giorni più importanti dell’anno era proprio il Samhain, in gaelico fine dell’estate: ricorreva il 1° novembre, ma le celebrazioni, complesse e propiziatorie, iniziavano già la notte del 31. Non è un caso, dunque, che l’avvento della religione cristiana abbia sovrapposto alcune ritualità a queste date: lo stesso termine Halloween deriverebbe dall’espressione All Hallows’’Eve, equivalente ad All Saints’ Eve, ovvero la vigilia di Ognissanti. Il 31 ottobre, appunto.

Nei calendari cristiani dei primi secoli quella del 31 ottobre era una festa sacra che andava a formare un trittico insieme a Ognissanti e alla Commemorazione di tutti i defunti del 2 novembre. Nel corso del tempo le istituzioni religiose abbandonarono il primo giorno di questa triade, ma molti dei pastori anglicani che andarono a colonizzare il Nord America a partire dal ’600 ancora celebravano il 31, e questo spiega come mai Halloween sia rimasto così radicato negli Stati Uniti. Lì gli aspetti folkloristici dei travestimenti e delle decorazioni per spaventare gli spiriti, così come una serie di dolci e piatti tipici a partire dai frutti di stagione (zucche e mele fra tutti), furono in qualche modo esasperati per la necessità di costruire una nuova identità nazionale, che attinse proprio dalle tradizioni più antiche e altrove perdute.

In ogni caso, la coincidenza di date fra le festività celtiche e quelle cristiane ribadisce l’evoluzione tematica della festa stessa: celebrando il passaggio dalla fecondità dell’estate al riposo dell’autunno si onorava anche un momento liminare in cui gli opposti si toccavano, e quindi anche la fertilità e la sterilità, la vita e la morte, da cui la credenza che proprio nella notte del 31 ottobre gli spiriti vaganti trovasse un varco attraverso il quale tornare a farsi sentire, subito richiuso dalle celebrazioni ufficiali dedicate a santi e defunti.

Fonte : Wired