“Peggiore del Covid è il dopo Covid”: l’odissea dei malati cronici da coronavirus

Veronica Altimari – RomaToday 30 ottobre 2020 11:49

Romatoday ha raccolto le testimonianze di chi, a distanza di mesi dalla negativizzazione del virus, fa ancora i conti con sintomi gravi della malattia. Come Carolina Cirella, 43 anni, fisioterapista e mamma di due figli, che il virus l’ha combattuto fino a tampone negativo del 27 aprile scorso. Eppure nulla sembra essere tornato come prima: “Faccio ormai un decimo di quello che facevo prima, tra casa e lavoro – racconta -. Ho provato anche a far rientro al lavoro ma la fatica era troppa ed ho dovuto rinunciare. Io amo il mio lavoro, come amo star dietro ai miei figli, ma al momento non ce la faccio per le crisi respiratorie e questo malessere che sembra non passare mai”.

Stefania Gardoni si è ritrovata con una menopausa precoce a soli 50 anni. Una delle prime pazienti ricoverate all’istituto Lazzaro Spallanzani lo scorso 7 marzo, ancora oggi vive una “vita a metà”. “Noi, pazienti della prima ora, siamo stati i più sfortunati perché abbiamo dovuto subire terapie sperimentali che, sono convita, oggi ci causa molti effetti collaterali – dice Stefania -. La perdita dei capelli è quella che mi ha fatto più impressione, venivano via ciocche come se fossi sottoposta a chemioterapia”.

“Stiamo conoscendo la cronicizzazione di una malattia che, in ambito medico, conosciamo come acuta – spiega Massimo Andreoni, direttore UOC Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata -. I sintomi sono davvero molto variegati ed è per questo che stiamo richiamando i pazienti per raccogliere i dati e studiare la simatologia”.

Una situazione che riguarda moltissime persone in tutta Italia, tanto che per condividere le proprie esperienze sono nati dei gruppi su Fecebook, come “Noi che il covid lo abbiamo sconfitto” con i quali si raccontano e provano a darsi conforto l’uno con l’altro in attesa che la medicina possa dargli delle risposte. 

Fonte : Today