Parco Almagià tra commercio all’ingrosso e mezzi pesanti, i cittadini: “Vogliamo un’isola ambientale”

Transito di mezzi pesanti. Carico e scarico merci di attività commerciali all’ingrosso a tutte le ore e senza gli spazi adeguati in sede stradale. Traffico e doppie file. Mancato riconoscimento della fragilità del sottosuolo e relativa tutela. E infine la mancata raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade e dell’area verde. Sono queste le rivendicazioni alla base della mobilitazione di un gruppo di cittadini residenti nella zona del parco Almagià, tra Torpignattara e il Pigneto, che proprio per questo ha deciso di chiamarsi TorPigneto Almagià. Un gruppo di persone che ha inziato a riunirsi subito dopo il lockdown di primavera con il desiderio di migliorare la vivibilità del quartiere.

Il problema principale, raccontano, riguarda le attività di carico e di scarico delle merci delle numerose attività all’ingrosso che si trovano nel quadrante di strade attorno al parco Almagià: via Maggi, via Zenodossio, via Sensini, via Bertacchi, via Ruga, via Errera, via Bufalini. “In questa zona sono stipate tonnellate di merci con la conseguenza che strade che sono sempre servite per la circolazione locale si sono trasformate in una zona dedicata al commercio all’ingrosso”, spiegano. “Queste strade, però, non hanno appositi spazi con il risultato che il carico e lo scarico merci avviene a fianco dei portoni dove entrano ed escono i residenti. Stiamo parlando tir che a tutte le ore del giorno e della notte scaricano bancali alti tre metri che pesano tonnellate. Bancali trasportati a mano sulla sede stradale o su marciapiedi diventati ormai impraticabili, soprattutto per gli anziani”.

Questa situazione ha un effetto anche sulla circolazione: “Per tutta la giornata ci sono mezzi pesanti o macchine in doppia fila che rendono impraticabile la viabilità normale. Chi ha autorizzato queste attività commerciali non ha valutato il loro impatto sul territorio, anche in termini di inquinamento acustico e atmosferico”, spiegano.

Al centro dell’attenzione dei cittadini del gruppo Torpigneto Almagià c’è anche lo stato del sottosuolo. Diversi studi indicano che tutta la zona è interessata da cavità che in altre zone del municipio, come Villa De Sanctis, hanno creato problemi di stabilità tanto che è stato necessario intervenire. “Anche sotto il parco Almagià è stata rilevata la presenza di cave di pozzolana e di una cavità di rilevanza storico architettonica. Dopo che si è aperta una voragine, via Ruga è stata chiusa per i lavori di rifacimento delle fogne. Nel frattempo, ogni giorno, a decine di mezzi pesanti viene permesso di circolare su queste strade”.

Il problema dei rifiuti è in parte simile a quello vissuto in molte altre zone della città: cicilicamente la raccolta rallenta, i cassonetti si riempiono e i rifiuti si accumulano attorno ai cassonetti. “In queste strade a una raccolta problematica si aggiunge il fatto che il volume delle attività all’ingrosso intasa con più rapidità la raccolta dei rifiuti”.

Infine lo stato di pulizia del parco Almagià che spesso lascia a desiderare tanto che nelle scorse settimane i cittadini si sono armati più volte di scope e sacchi dell’immondizia per provvedere autonomamente alla pulizia.

Per migliorare la qualità della vita della zona i cittadini chiedono la realizzazione di un’isola ambientale con ingressi adeguati per l’accesso al parco, marciapiedi adatti alla circolazione dei pedoni e meno traffico.

Nelle scorse settimane è stata avviata un’interlocuzione con il V municipio. I cittadini hanno incontrato il presidente Giovanni Boccuzzi, che ha anche la delega al Commercio. “Abbiamo scritto al dipartimento Mobilità di predisporre insieme all’Agenzia per la mobilità uno studio sulla viabilità della zona finalizzato alla creazione di un’isola ambientale”, ha spiegato Boccuzzi. I tempi, però, ancora non si conoscono.

Intanto i cittadini hanno avviato una raccolta firme per chiedere al V municipio e alla polizia locale “di avviare controlli rigorosi sulle attività commerciali. Abbiamo già raccolto 350 firme e sabato 31 ottobre saremo al mercato contadino dell’oratorio di San Barnaba, in via Bufalini, per raccoglierne altre”.

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Sollecitato a riguardo Boccuzzi ha spiegato: “Il municipio ha chiesto alla polizia locale delle verifiche sulle attività commerciali e di valutare l’approvazione di una direttiva apposita per ridurre la fascia oraria in cui è possibile il carico e lo scarico delle merci”.

Fonte : Roma Today