La polizia di Philadelphia ha ucciso un afroamericano

Nella città della Pennsylvania sono ripresi gli scontri tra i manifestanti di Black Lives Matter e le forze dell’ordine dopo che due agenti hanno sparato a Walter Wallace Jr., 27 anni, nel pomeriggio di lunedì 26 ottobre

(foto: Getty Images)

Nel pomeriggio di lunedì 26 ottobre, la polizia di Philadelphia (in Pennsylvania) ha colpito a morte con delle armi da fuoco Walter Wallace Jr., un uomo afroamericano di 27 anni che secondo gli agenti stava avanzando verso di loro armato di coltello. La sparatoria è avvenuta intorno alle ore 16 locali, quando la polizia ha risposto a una segnalazione di un uomo in circolazione per strada con un’arma da taglio. 

Un video successivamente messo in circolazione sui social network, mostra l’uomo in questione – poi identificato come Wallace Jr. – mentre cerca di avvicinarsi alle forze dell’ordine e viene colpito da circa una dozzina di spari. Fratello, l’hanno appena ucciso davanti a me”, si sente esclamare un uomo nella registrazione fatta col cellulare. Non dovete usare così tanti colpi. Il padre dell’uomo ucciso Walter Wallace Sr. ha riferito al quotidiano Philadelphia Inquirer che suo figlio stava lottando con problemi di salute mentale ed era in cura. “Perché non hanno usato un taser?” si è chiesto Wallace Sr. “Sua madre stava cercando di disinnescare la situazione”, dicendo alla polizia che Wallace Jr. era suo figlio. La sparatoria, infatti, è avvenuta nei pressi dell’abitazione della famiglia Wallace.

Il sergente Eric Gripp, portavoce del dipartimento di polizia locale, ha dichiarato all’Inquirer che gli agenti avevano ordinato a Wallace Jr. di lasciare cadere il coltello ma l’uomo “stava andando verso gli agenti”. Dopo che gli ufficiali hanno sparato “diverse volte”, uno di loro ha portato l’uomo al Penn Presbyterian Medical Center, dove tuttavia non c’è stato più niente da fare. Inoltre, Gripp ha detto anche che gli investigatori stanno esaminando i filmati di quanto accaduto, dato che entrambi gli agenti coinvolti indossavano le cosiddette body camera. Il sindaco di Philadelphia Jim Kenney, dopo aver visto il video sui social, ha detto che “questo tragico incidente” solleva “domande difficili a cui è necessario rispondere”. 

La ripresa delle proteste contro la brutalità della polizia

Nel giro di poche ore dalla sparatoria, centinaia di persone si sono radunate al Malcolm X Park inneggiando al movimento Black Lives Matter e hanno marciato verso la stazione di polizia, fra la 55° Strada e Pine Street, scandendo lo slogan: “Dite il suo nome: Walter Wallace”. Quindi, i manifestanti si sono scontrati violentemente con gli agenti in scudi antisommossa schierati davanti alla centrale di polizia. Gli agenti hanno fatto un ampio uso di manganelli: una giovane testimone ha raccontato all’Inquirer che le forze dell’ordine “hanno iniziato a respingere con forza la folla e picchiare chiunque non volesse indietreggiare”.

Nel corso della notte fra il 26 e il 27 ottobre almeno un’auto della polizia è stata incendiata e un veicolo di news televisive è stato vandalizzato, quattro agenti sono finiti in ospedale dopo essere stati colpiti da dei mattoni e un altro ufficiale di polizia è stato investito da un camion, riporta l’Inquirer. I manifestanti si sono trasferiti poi nel distretto commerciale della 52° Strada, causando notevoli danni alle proprietà tra Market e Spruce Street. Un gruppo ha anche marciato nella University City, il campus universitario.

Il corridoio della 52° Strada era stato già teatro di disordini tra il 31 maggio e l’inizio di giugno scorso, con lo scoppio delle proteste a livello nazionale per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte della polizia di Minneapolis. Anche all’epoca, i manifestanti si scontrarono con gli ufficiali di Philadelphia, incendiando alcuni veicoli della polizia mentre la polizia rispondeva con proiettili di gomma e gas lacrimogeni nelle strade residenziali. Da allora, il dipartimento di polizia della città ha vietato l’uso di gas lacrimogeni ai propri agenti.

Fonte : Wired