“Questa storia non è più disponibile”: gli attori italiani spengono Instagram contro il Dpcm

Redazione 27 ottobre 2020 08:03

Il mondo della cultura rischia grosso. Uscito già a pezzi dal lockdown di marzo e aprile, la decisione di chiudere – per la seconda volta – cinema e teatri potrebbe dargli il colpo finale. Il nuovo Dpcm, entrato in vigore da ieri, lunedì 26 ottobre, non dà scampo ai lavoratori dello spettacolo, che adesso salgono sulle barricate.

Dpcm, la protesta dei lavoratori dello spettacolo: “La cultura è un bene primario come la salute”

Se durante la lunga quarantena di marzo e aprile gli artisti avevano trovato nei social nuovi palcoscenici, restando vicini al pubblico, stavolta il sipario rimane chiuso. La protesta parte dall’Unita (Unione Nazionale di interpreti dell’Audiovisivo, Teatro e Spettacoli) e gli attori italiani stanno aderendo in massa, ora dopo ora. “Questa storia non è più disponibile” si legge nell’ultimo post pubblicato da Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Claudia Gerini, Vittoria Puccini e molti altri che spengono Instagram in attesa di potersi esibire di nuovo nel loro habitat naturale. 

L’appello al presidente Conte: “Non siamo tempo libero. Siamo lavoro e molto di più”

Gli artisti italiani parlano per loro, ma soprattutto si fanno portavoci di tutti i tecnici e le maestranze che lavorano dietro le quinte e che da mesi non percepiscono stipendi né aiuti. Per questo hanno scritto una lettera indirizzata al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro della cultura Dario Franceschini e al presidente Mattarella: “Non siamo tempo libero. Siamo lavoro e molto di più. Non condividiamo le decisioni prese su cinema e teatri, non da oggi. Come intendete sostenere i lavoratori? Perché non ci ascoltate, rispondendo alla nostra richiesta di un incontro?”. L’ultimo disperato tentativo di recuperare una situazione ormai drammatica. O, forse, non l’ultimo.

Fonte : Today