The Third Day, la recensione del terzo e del quarto episodio della serie tv con Jude Law

Leggi la recensione del tezo e del quarto episodio di The Third Day. Il gran finale, episodi 5 e 6, andrà in onda su Sky Atlantic lunedì 2 novembre alle 21.15 (la serie è disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV) – ** ATTENZIONE: SPOILER **

The Third Day, cos’è successo nel terzo episodio

Sam si risveglia in compagnia di Larry e del predicatore, che sta invocando il Signore nella speranza che Osea abbia il “Padre” di cui ha bisogno. E’ legato a una sedia, ed è ancora sotto acido, dunque non distingue tra allucinazione e realtà. Sono presenti anche le due ragazzine bionde e il vecchio vestito di bianco. Si ritrova coinvolto in un disgustoso rituale, con Larry che vorrebbe farlo fuori, e col predicatore e il vecchio che invece decidono di graziarlo.

Viene “parcheggiato” in cantina, insieme a Mimir, ancora sbronzo. Da lui scopre di trovarsi nella “casa grande” e di essere stato battezzato con vino e sangue in nome di Esus. Long story short, il figlio maggiore di Charrington fuggì dall’isola e dal suo destino, passando la palla al fratello (il vecchio vestito di bianco) e lasciando Osea senza un “vero Padre.” Ora tocca dunque a lui, il legittimo erede, finalmente tra loro, farsi carico di quest’onore e di quest’onere. Dunque suo nonno non era lì per la guerra: è nato lì. Larry, però, non è d’accordo – il suo arrivo non ha fatto altro che dividere in due fazioni la comunità –, e lo trascina via, in un edificio abbandonato, per affogarlo. Sam però riesce a liberarsi e a fuggire. Decide di lasciare l’isola via mare, ma rimane impantanato nella sabbia bagnata. Si risveglia sulla spiaggia, circondato da granchi. Il passaggio è aperto. 

The Third Day, le foto degli episodi 3 e 4 della serie tv con Jude Law

Il villaggio è deserto, dormono ancora tutti. Prova a salire in macchina, ma c’è un pescatore che potrebbe dare l’allarme. Si avventura a piedi lungo il passaggio, ma viene sopraffatto dalla marea, e viene salvato appena in tempo da Jess, che lo riporta sull’isola…e che è piuttosto arrabbiata, perché ha trovato 40.000 sterline in contanti! Sam è stupito, non ne sa niente: ha avuto un altro episodio psicotico forse? Il laccio al suo polso sembrerebbe testimoniare in suo favore, così l’altra – che in fondo vuole solo tornare a casa dalle sue figlie, dunque lo capisce – decide di aiutarlo a scappare. Su sua richiesta gli spiega anche che i grilli in certe culture simboleggiano l’arrivo di piogge torrenziali, allagamenti o morte. A certe cose, specialmente se si è cresciuti in gruppi religiosi che sono quasi delle sette (come è stato per lei), si crede e basta, senza farsi domande.

Finalmente arrivano i Martin: bisogna mettere insieme un piano. Sam, però, vuole sapere perché Larry lo vuole morto. Mr. Martin gli spiega ciò che lui in realtà sa già, cioè che è il nuovo “Padre dell’isola.” Il problema è che gli isolani sono coinvolti con la sparizione di Nathan… Non si poteva andare da un uomo adulto con una propria vita a dirgli certe cose sperando di convincerlo razionalmente, così qualcuno tra loro pensò bene di “saltare una generazione” e far rapire suo figlio per portarlo in quel luogo. In cambio Goltan, fervente credente, si sarebbe potuto trasferire lì con la sua famiglia. Nathan dunque è morto per errore. Nota di non poco conto: ad avere questa “geniale” idea fu lo stesso Mr. Martin.

Sam è comprensibilmente furibondo, ma non cede alla rabbia. Vuole solo andarsene da quel posto e lasciarsi alle spalle tutte quelle stron*ate. Mrs. Martin sembra veramente pentita, addirittura si offre di accompagnarlo personalmente in spiaggia, per imbarcarsi. Lui, però, lungo la strada vede nuovamente il ragazzino riccio…suo figlio…. Lo segue, e si ritrova presso la chiesa in mezzo al bosco, un luogo impregnato di cristianesimo e tradizioni pagane. Sull’altare trova il cadavere di Epona, che ha uno squarcio al petto.

The Third Day, il cast e i personaggi della serie tv. FOTO

Sopraggiunge Mrs. Martin, che gli punta contro il fucile e gli intima di allontanarsi. Gli spiega che la ragazza si è sacrificata, offrendosi agli dei, per redimere i loro peccati. A quanto pare il sacrificio ha funzionato, perché lui è ancora lì. Solo che, ora è chiaro anche a lei, tutto questo è sbagliato: lui e il “finto Padre” devono morire, affinché il “vero Padre” possa sorgere. E il nuovo “vero Padre” sarà Nathan…che dunque è ancora vivo… Il corpo ritrovato nel ruscello non è mai stato il suo, bensì quello del figlio di Jason. Ora è tutto chiaro. Dopo essere riuscito nuovamente a sfuggire dalle grinfie della proprietaria del pub, più invasata del previsto, Sam va alla ricerca di suo figlio. Riceve una telefonata da Aday, ma fa solo in tempo a dirgli che si trova sull’isola di Osea. La linea cade, e un grillo gli salta addosso. Scoppia un temporale, gli si rompe il telefono…è solo… Si reca presso la “casa grande,” ma viene raggiunto da Jason, che gli dice di prendere la barca di Tomo e di chiamare la polizia una volta al sicuro. A Nathan ci penserà lui.

Insieme a Jess raggiunge la barca e getta in acqua Tomo, in realtà in combutta con Mrs. Martin. La bassa marea li fa incagliare in prossimità del molo di fronte alla “casa grande.” Stranamente, tutti gli abitanti si stanno riunendo proprio lì, in quel tratto di spiaggia. La barca incagliata, però, è solo l’ultimo dei suoi problemi: Jess, infatti, sta aiutando gli isolani. Ricattata dal marito – che a quanto pare “conosce questa gente” – si è trovata costretta a fare il loro gioco per poter rivedere le figlie, cioè le due ragazzine bionde in compagnia del vecchio vestito di bianco.

Il ritorno sull’isola è scontato. Ci sono anche Jason (seppur in manette), Larry e i Martin: è stata tutta una messinscena per confonderlo e obbligarlo a restare. Il “finto Padre” si spara in testa: finalmente, per la gioia degli autoctoni (quantomeno di alcuni), Osea ha una nuova, legittima guida. Ora Sam potrà riabbracciare Nathan, che lo aspetta presso la “casa grande,” presa d’assalto dai grilli. L’oscurità sta arrivando, ma finalmente il mondo tornerà in equilibrio. Forse. 

The Third Day, cos’è successo nel quarto episodio

The Third Day, la trama della serie tv con Jude Law in onda su Sky

Il quarto episodio di The Third Day, il primo del ciclo “Inverno,” si apre con Helen e le sue due figlie – l’adolescente Ellie e la più giovane Talulah – in macchina lungo la strada per Osea, dove passeranno qualche giorno. L’occasione è il compleanno di Ellie, a quanto pare appassionata di archeologia, quantomeno secondo sua madre. Peccato che fuori faccia un freddo cane! Helen però non vuole sentire lamentele. Soprattutto, non vuole vedere smartphone o tablet in giro.

Attraversato il passaggio, le tre giungono finalmente sull’isola. L’atmosfera è piuttosto inquietante, ma Helen è elettrizzata. Le sue figlie invece vorrebbero andarsene. Il villaggio sembra in rovina: ovunque per strada ci sono oggetti abbandonati e sacchi della spazzatura, e sulle facciate delle case, poi, sono stati disegnati dei simboli piuttosto strani. Simboli antichi e messaggi poco ospitali, come “OUT” (ndr, via) e “DIE” (ndr, muori). I segni del festival, ormai giunto a termine da svariate settimane, sono ancora visibili: tendoni sfilacciati dal vento, tavoli rovesciati, e un disordine generale. Lungo la strada le tre vedono un uomo e una donna caricare l’auto di bagagli: se ne stanno andando, in lacrime. Helen è ancora stranamente entusiasta. Quando però arriva al cottage prenotato online ha una brutta sorpresa: Alan, il proprietario, le dice che è dispiaciuto, ma non potrà ospitarle. Lei insiste, inutilmente. La situazione peggiora quando si mette in mezzo la madre dell’uomo, che le fa una domanda alquanto fuori luogo: “Il padre è bianco?” chiede riferendosi a Ellie e Talulah, rimaste in macchina.

The Third Day, le foto della serie tv con Jude Law in onda su Sky

Ricompostasi, Helen torna in macchina: cercheranno un’altra sistemazione, e se non la troveranno entro due ore, poi il passaggio si chiuderà, torneranno a casa. Intanto andranno all’avventura! La tappa successiva è il Seabird Hotel, anch’esso “sfigurato” all’ingresso da un disegno sulla parete. Dentro ci sono due uomini (il già visto biondo, che ha in mano un piede di porco, e un tizio col cappello da cowboy) che parlottano con un vecchio, il proprietario, un certo Janny, che si rifiuta di fare qualcosa e che ha un taglio in testa (un “piccolo incidente domestico”). Helen glielo medica e gli chiede ospitalità, ma lui, tra un bicchiere e l’altro, le risponde che proprio non può darle una stanza. Anzi, le suggerisce di andarsene, per il suo bene.

Intanto Ellie si mette a seguire una ragazzina bionda che ha in mano degli oggetti e che ha perso qualcosa per strada: un bisturi… Dall’edificio di fronte esce un’altra ragazzina bionda, più grande, ma ecco arrivare Larry, che si mette a fare domande alla giovane straniera, e che poi le mostra un ciondolo a forma di pesce, un reperto dei tempi dei sassoni. Quando Helen si accorge di cosa sta accadendo, come una furia va a recuperare la figlia. Larry ribatte, ma il Cowboy interrompe la discussione prima che degeneri.

Alla fine Helen trova un posto, un complesso turistico con dei bungalow appena costruiti, ma bisogna andarci a piedi, la strada è ancora sbarrata. In realtà non c’è nessun complesso: c’è solo un cantiere! Lu deve assolutamente andare in bagno, così le tre si intrufolano in una casetta in costruzione. Mentre la sorellina e la mamma sono impegnate, Ellie girovaga per le stanze…e in una trova una pecora morta legata a una sedia, con in testa una sorta di coroncina di spine, col ventre aperto, e con un bambolotto in grembo! Intanto Helen scopre una sorta di sala operatoria, con tanto di strumenti pronti all’uso e due lettini, di cui uno ginecologico. C’è anche una specie di altare, con una bottiglia di vino e della carne cruda…

Il terzo episodio di The Third Day, dunque l’ultimo del ciclo “Summer” (ndr, estate) fa ciò che ogni buon episodio conclusivo dovrebbe fare: mette a posto tutti tasselli del puzzle (tutti quelli a disposizione fino a quel momento, quantomeno), e fa luce sulle zone d’ombra. Il rischio “spiegone” è sempre dietro l’angolo, ma in questo caso è evitato grazie alla bravura del cast e, soprattutto, grazie all’estremo bisogno dello spettatore di avere delle risposte. E le risposte effettivamente arrivano, per quanto inserite in un contesto generale decisamente assurdo. Non dimentichiamo, però, che questo è solo il primo finale, o, meglio ancora, il finale di metà strada. Ma andiamo con ordine.

Scopriamo dunque che Sam è l’erede diretto di Charrington, e che suo figlio è ancora vivo e si trova lì. Ora sono chiare molte cose: lo strano legame del personaggio di Jude Law con l’isola; l’atroce sofferenza di Jason, costretto a sacrificare il proprio bambino per portare a termine un piano nato male; il motivo per cui Epona si trovava proprio lì, vicino a quel ruscello, quel giorno; il motivo per cui Jess si trova a Osea e, soprattutto, il motivo per cui è dalla parte degli isolani. Certo, rimangono ancora alcune (molte!) domande senza risposta – per esempio, chi diavolo è il marito di Jess, e qual è il suo reale legame con quella comunità? –, ma avremo modo di saperne di più nel nuovo ciclo, “Winter” (ndr, inverno).

Veramente ottima la performance di Jude Law, presente praticamente in ogni scena, e molto bello il finale, il momento dello svelamento, quando Sam si rende conto che tutti, Jess compresa, gli hanno mentito, e che tutta quella messinscena è servita a unico scopo: convincerlo (più o meno) volontariamente a restare. Perché alla fine è proprio questo che succede: per riabbracciare suo figlio, Sam sceglie di rimanere, dunque accetta di diventare il nuovo “Padre dell’isola.” Per adesso, quantomeno.

Il quarto episodio – dunque il primo del ciclo conclusivo – vede l’ingresso in scena di tre nuovi personaggi: Helen (Naomie Harris) e le figlie Ellie (Nico Parker) e Talulah (Charlotte Gairdner-Mihell). Inizialmente non capiamo – non possiamo capire, non ancora – chi siano e cosa ci facciano lì veramente. La gitarella di famiglia in occasione del compleanno di Ellie è una scusa che regge poco, sia perché la stessa ragazzina sa bene che non è così – è convinta che sia per colpa sua, per qualcosa che è successo a scuola –, sia perché una telefonata della nonna rivela la bugia della madre, che ha mentito dicendo che il gruppo di preghiera per quella sera è stato cancellato.

In merito al fatto che Helen, Ellie e Talulah sono in realtà la famiglia di Sam…beh, che dire? Forse ci si poteva arrivare, qualche indizio ci è stato dato – la madre di Alan che chiede se il padre delle ragazzine sia bianco, Talulah che dice che sono rimaste senza soldi, il fatto che vivano a Londra, la stessa Helen che dice che l’ultimo anno è stato difficile –, ma tutto sommato la rivelazione finale arriva piuttosto inaspettata. Ecco dunque spiegato il motivo per cui Sam chiama la moglie Cas (forse il secondo nome, o forse un soprannome?): gli autori non potevano bruciarsi un colpo di scena così importante. Ma ecco spiegato anche il motivo per cui il personaggio di Naomie Harris (un’interpretazione veramente notevole) diventa una furia quando vede Ellie parlare con Larry, con uno sconosciuto: dopo il trauma del rapimento e della morte di Nathan, Helen – che, a differenza del marito, cede spesso alla rabbia – ha il terrore che alle figlie possa capitare qualcosa del genere.

Attendiamo con fervore gli ultimi due episodi, e poi finalmente tutto sarà chiaro (forse), ma intanto possiamo dire con certezza che The Third Day è uno dei titoli più interessanti e meglio riusciti della seconda metà del 2020, grazie a una trama avvincente e suggestiva e grazie a un cast di altissimo livello.

Note sparse

  • Sam racconta le circostanze in cui avvenne il rapimento di Nathan. Lui e il figlio erano a una fiera, dunque si trovavano in un posto piuttosto affollato. Sam si distrasse per qualche minuto per rispondere a una telefonata, e lasciò andare la mano di Nathan. Pochi minuti che cambiarono per sempre la sua vita.
  • Casomai non si fosse capito, la “casa grande,” la Big House, altro non è che la villa di famiglia dei Charrington, nonché il luogo designato per il “Padre dell’isola.”
  • Sempre più interessanti i coniugi Martin, che a una prima occhiata sembrano quasi le persone più “normali” dell’isola, ma che poi, invece, si rivelano invasati tanto quanto gli altri. Dei personaggi di Paddy Considine e Emily Watson colpisce molto l’affiatamento: a dispetto dei modi rudi e sgarbati con cui lei tratta lui, c’è da dire che questi due sono “partners in crime” sia metaforicamente che letteralmente. Mr. Martin è calmo, pacato, prova sempre a non ferire o mettere sul chi va là l’interlocutore, mentre Mrs. Martin è diretta, senza mezzi termini. Entrambi, però, seppur con modalità differenti, quando hanno a che fare con degli stranieri mentono. Chiaro?
  • Tra i vari disegni relativi ai numerosi “Padri dell’isola” che Sam vede nella chiesa in mezzo al bosco ce n’è anche uno che mostra un personaggio di bianco vestito col suo volto. Come direbbero gli americani: WHAT THE F*UCK?!
  • A un certo punto, nel terzo episodio Sam confessa che suo figlio Nathan non era un angioletto, anzi, era un ragazzino piuttosto impegnativo che si divertiva a torturare gli insetti, e che Cas era preoccupata. Nel quarto, Janny, che non sa di avere di fronte proprio la moglie di Sam, si lascia sfuggire che “Il ragazzino è un po’ intrattabile…”
  • A Osea accade sempre ciò che deve accadere. Ed è subito “Profezia che si auto-avvera.”
  • Sam effettivamente soffre di episodi psicotici durante i quali perde coscienza, al punto da non avere memorie di quei momenti. La sua “locura” è confermata anche dalla giovane Lu nel quarto episodio, quando la bambina parla del padre e lo definisce “psycho,” cioè fuori di testa. Non solo: Ellie ha il timore di essere come suo padre in quel frangente…cos’è dunque successo veramente a scuola? Perché Lu dice che sua sorella “got all psycho,” cioè è andata fuori di zucca?
  • Che Helen nascondesse qualcosa era chiaro, anche perché, vi chiediamo e ci chiediamo, chi non se la sarebbe data a gambe levate dopo tutte quelle scritte decisamente ostili, dopo la nicchia votiva con la Madonna incinta appesa in croce (con tanto di pozza di sangue ai piedi), e, SOPRATTUTTO, dopo aver trovato una pecora morta addobbata in quel modo??!
  • Larry regala a Ellie il suo pendente a forma di pesce, che è uguale a quello visto al collo di Mr. Martin in più occasioni. Che abbia visto in quella ragazzina una potenziale credente? Ellie, in fondo, a differenza della sorella e della madre non è lontana dalla religione, dunque è già aperta alla fede.
  • Nico Parker, l’interprete di Ellie, è la figlia di Thandie Newton e Ol Parker.

Fonte : Sky Tg24