A Tivoli vietato fare l’elemosina: tra maggioranza e opposizione scoppia la polemica

Vietato fare l’elemosina a Tivoli con “modalità moleste”. Questo l’atto approvato a Palazzo San Bernardino da Siena che ha dato vita ad un acceso dibattito social fra il Sindaco della Città dell’Arte Giuseppe Proietti ed il Partito Democratico. 

“Ennesima decisione scellerata e disumana del Sindaco Proietti e della sua Maggioranza – accusano i Dem tiburtini -. È dal 1999 che l’elemosina non è più un reato, ma a Proietti questo non interessa; e non è interessato nemmeno alla situazione di povertà che vivono queste persone. L’importante per lui è negare qualunque situazione emergenziale in cui il comune è chiamato a dare una risposta, perché, evidentemente, non è in grado di darla. Ma la votazione di oggi va oltre ogni lotta politica, partitica e amministrativa, perché fare la guerra ai poveri è veramente disumano, caro Sindaco, e per lei che è forte con i deboli e debole con i forti, abbiamo una sola parola: vergogna”. 

A rilanciare il j’accuse Marco Vincenzi, attuale capogruppo in Regione Lazio ed ex Sindaco della Superba per due mandati: “Il Sindaco di una città dovrebbe essere il Sindaco di tutti in questo caso non è il mio. Oggi nel Consiglio Comunale di Tivoli il Sindaco con la sua maggioranza ha approvato l’introduzione del divieto di elemosina. Vietare l’elemosina, punendola con una sanzione amministrativa fino a 500 euro, è un atto di crudeltà inaccettabile. Mi vergogno del Sindaco di Tivoli che si vanta spesso di essere un elettore di centro sinistra. Il Sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti, che annovera una carriera ultradecennale di alto dirigente del Mibact, si è reso protagonista di una decisione disumana. Faccio un appello affinchè le donne e gli uomini che hanno a cuore i valori profondi della solidarietà si ribellino con tutte le iniziative previste dalla nostra legislazione affinchè questa norma del Comune di Tivoli sia cancellata”. 

Attacchi a cui ha replicato lo stesso Sindaco di Tivoli, sempre attraverso i social network: “Non è vero, come dalle proprie pagine Facebook urlano il Partito democratico regionale e quello tiburtino, che il sindaco di Tivoli e l’amministrazione comunale, approvando il nuovo regolamento di polizia urbana, vietino l’elemosina. Il Partito democratico di Tivoli e il consigliere regionale Marco Vincenzi dicono cose non vere. Con il regolamento approvato ieri (23 ottobre ndr) in Consiglio comunale è, invece, vietato raccogliere elemosine che causano disturbo ai passanti, ciò significa, per i meno attenti, che la fattispecie rilevante è unicamente l’elemosina effettuata con modalità moleste, ciò in piena conformità a quanto previsto dall’art. 669 bis del codice penale.

Tale norma è stata introdotta dal “decreto sicurezza” del 2018 convertito dalla legge 1.12.2018 n.132 (e lasciato in vigore nel decreto legge n.130 del 21 ottobre 2020 con cui l’attuale Governo Pd ha modificato altri aspetti dei decreti sicurezza) – spiega ancora Giuseppe Proietti – . Questa condotta penalmente rilevante, correttamente e doverosamente recepita dal regolamento della polizia urbana, consiste nell’elemosina effettuata con modalità che nulla hanno a che vedere con la carità ma che, piuttosto, s’identificano con l’accattonaggio vessatorio, quell’attività che il dizionario italiano definisce “chiedere elemosina in forma molesta” e che, lo ripetiamo ancora una volta, il nostro vigente codice penale ritiene reato. Solo e unicamente in tale forma, con il regolamento approvato ieri, lo vietiamo a Tivoli.

Il Pd cita parzialmente – o forse non comprende – l’articolo del regolamento appena approvato: e cioè che è vietato chiedere elemosina causando disturbo. L’articolo 5, comma 1, lettera “n” del regolamento di polizia urbana del Comune di Tivoli dispone testualmente che a tutela del pubblico decoro è vietato “raccogliere questue ed elemosine per qualsiasi motivo causando disturbo ai passanti”, di fatto riprendendo alla lettera quanto già disposto dal precedente regolamento comunale approvato nel marzo del 2010. È necessario, evidentemente, chiarire che i legislatori hanno inteso colpire quel tipo di elemosina molesta proprio nel significato che il Consiglio comunale di Tivoli ha voluto limitare nell’interesse generale della cittadinanza, approvando tale divieto nel regolamento di polizia urbana. È evidente quindi che anche il Pd nazionale ha manifestato attenzione a questo tipo di problemi: attenzione co la quale, invece, il Pd di Tivoli non è in sintonia.  

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Il Pd di Tivoli prima di dire cose non vere, dovrebbe informarsi sulle leggi e non diffondere ai cittadini false informazioni ed evidenti erroneità – conclude il Sindaco del Comune della provincia nord est della Capitale -. Questa è un’amministrazione che vuole contrastare modi di elemosinare tracotanti e petulanti e guarda ai bisogni veri delle fasce più deboli, come ha dimostrato sempre, come ha mostrato nella prima fase della pandemia e come dovrà fare ancora purtroppo nel suo riacutizzarsi. Prevenire la povertà e il disagio con azioni sociali e di sostegno piuttosto che vederli riversarsi in strada, dove viene calpestata la dignità dell’essere umano: sono queste le sfide che una nobile forza politica deve saper raccoglie”. 
 

Fonte : Roma Today