Coronavirus, protesta dell’Usb all’ospedale San Giovanni: “Denunciamo le carenze della sanità”

“Tamponi di massa subito. Assunzioni e investimenti per la sanità pubblica. No alla speculazione dei privati sulla salute”. Con questo striscione sabato pomeriggio l’Unione sindacale di base ha protestato davanti all’ospedale San Giovanni per denunciare “le carenze e l’inefficienza del Servizio Sanitario regionale in piena seconda ondata”.

Secondo quanto riporta il sindacato “ogni giorno gli operatori sanitari, che non possono raccontare quanto sta accadendo, pena la sospensione del lavoro, raccontano di una situazione insostenibile nella quale ormai il contact tracing è saltato e non si riesce più ad effettuare tamponi a tutti”. Il presidio è quindi scattato per “mettere in evidenza quanto non si è fatto in questi quattro mesi”. In particolare Usb rivendica “più tamponi e più investimenti sulla medicina territoriale”. E più assunzioni: “In questi mesi sono stati assunti circa 3mila infermieri a tempo indeterminato e tutti gli altri, pur avendo passato un concorso pubblico, a tempo determinato per sei mesi”. Numeri che, per Usb, “non bastano”.

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Il sindacato denuncia inoltre che sabato pomeriggio alle 17 al drive-in alcune persone hanno dichiarato di essere in fila dalle 9 del mattino. “Nel pronto soccorso invece c’erano nove ambulanze ferme con dentro i pazienti”. Non solo. “Abbiamo trovato un ospedale militarizzato con presenza di polizia in borghese che, a quanto hanno dichiarato, piantona il presidio sanitario dal 15 agosto per sedare eventuale dissenso da parte di cittadini e cittadine”. Per il sindacato la fotografia di “una condizione che evidentemente rappresenta tutti i buchi non colmati del nostro Sistema sanitario regionale nei mesi in cui il virus aveva dato una tregua”. Per questi motivi si terrà il 30 ottobre sotto la regione Lazio si terrà una manifestazione alla quale hanno aderito diverse realtà del territorio. 

Fonte : Roma Today