Open Fiber arruola gli smart glass per il collaudo da remoto della rete

Tecnologie di realtà aumentata aiutano gli operatori sul campo ad accelerare i cantieri per la connessione in banda ultralarga

Banda ultralarga, un tecnico di Open Fiber al lavoro con i nuovi smart glassBanda ultralarga, un tecnico di Open Fiber al lavoro con i nuovi smart glass

Nella corsa a ostacoli alla digitalizzazione del Paese (per cablare Roma servono circa 30mila autorizzazioni, per l’Italia 100mila) contano anche i dettagli. Piccole migliorie per non perdere l’appuntamento con il  futuro. E così, per ridurre i tempi di collaudo della banda ultralarga sul territorio e in particolare nelle cosiddette “aree bianche”, le più difficili da raggiungere e per questo antieconomiche, entrano in campo smart glass e realtà aumentata. Lo ha comunicato Open Fiber, società nata nel 2015 per realizzare l’installazione, la fornitura e l’esercizio della rete in fibra ottica ftth (fibra fino a casa, fiber to the home) su tutto il territorio nazionale.

Occhiali da riparazione

Intanto i cantieri procedono, con un’accelerazione, afferma Open Fiber, impressa dalla pandemia e, in particolare, dalle richieste per una svolta, che si fanno sempre più pressanti. Speciali occhiali dotati di visore consentiranno agli operatori in remoto di collegarsi con un tecnico di Infratel dislocato nel centro di controllo per le necessarie verifiche.

Il disco verde di Infratel, società in-house del ministero dello Sviluppo economico e attuataria della strategia banda ultralarga, è condizione preliminare per aprire la vendibilità agli operatori partner: Open Fiber opera come una sorta di  grossista che non si rivolge direttamente agli utenti finali. Riducendo i sopralluoghi, il processo di controllo delle operazioni diventerà più veloce e meno oneroso.

Avevamo l’esigenza di rendere le operazioni più veloci. Ma ogni controllo richiedeva l’invio di un tecnico che, dalla sede, viaggiava per circa una giornata e mezza – spiega a Wired  Antonio Spagnolo, program manager funzione gestione della concessione (progetto Bul) di Open Fiber. “Grazie agli smart glass riusciamo a evitare numerosi spostamenti, con un risparmio sia economico che in termini di ore lavorate. Inoltre, le persone coinvolte in ogni intervento si sono ridotte da dieci a cinque: il che aiuta a mantenere il distanziamento sociale nel rispetto dei protocolli anti-Covid“, aggiunge.

La realtà aumentata consentirà di sovrapporre informazioni multimediali a quanto si sta guardando sugli smart glass. L’operatore in campo, con le mani libere, interagirà con il collaudatore in ufficio tramite live streaming, una “diretta” che consentirà di seguire le procedure in tempo reale.

Il sistema – prosegue Spagnolo –  si compone di due moduli: una piattaforma web che consente al tecnico in ufficio di ricevere informazioni e guidare l’operatore sul campo, geolocalizzato tramite il sistema Gps-Galileo, e un’app dedicata caricata sugli smart glass indossati in remoto. Dall’ufficio sarà possibile vedere tutto ciò che l’operatore ha di fronte, guidando gli interventi tramite una mappa interattiva, ma anche catturare foto, video e inserire note testuali. Gli speciali occhiali consentiranno persino di contare i tubi e leggerne le etichette“.

Tutti i contenuti saranno salvati in triplice copia e sempre disponibili per essere recuperati agevolmente in caso di necessità. Smart collaudo, questo il nome della piattaforma, permetterà di produrre tutta la documentazione a corredo e generare la reportistica che certifichi l’attività svolta. “La nuova modalità  – precisa il manager – sarà applicabile a ogni fase della vita del progetto, dalla costruzione al collaudo fino alle operazioni di manutenzione della rete“.

L’implementazione di una conference call all’interno della piattaforma permetterà, inoltre, di comunicare agevolmente non solo al personale dell’ufficio e in campo, ma anche a tutti i soggetti interessati direttamente o indirettamente alle operazioni. Saranno 20 milioni le unità immobiliari cablate entro il 2023, la massima parte già nel 2022, promette l’azienda. A oggi le unità immobiliari raggiunte sono 9,5 milioni, quasi metà del piano.

Smart glass, il futuro è nel B2B

Introdotti agli inizi degli anni Dieci, gli smart glass erano attesi come una rivoluzione. In realtà, le vendite hanno ben presto deluso le aspettative: la risposta dei consumatori non c’è stata, e la tecnologia è stata praticamente accantonata, anche dalla stessa Google, che ha progressivamentre smesso di insistere. L’impiego professionale, di cui l’assistenza da remoto è un esempio tipico, è il canale attraverso cui il settore spera di rilanciarsi.  La disponibilità di connessioni ultraveloci e con latenze basse sta sviluppando un mercato che cresce in doppia cifra trainato proprio dalle applicazioni B2B: le stime parlando di un giro d’affari da 20,1 miliardi di dollari entro il 2025 (fonte: Energias Market Research). Tra le aziende italiane più promettenti del settore, la veneta Vision Lab Apps.

Fonte : Wired