L’Uomo Bicentenario, Chris Columbus ammise di non essere il regista adatto

Storia decisamente particolare quella de L’Uomo Bicentenario: il film di Chris Columbus ispirato al racconto di Isaac Asimov incassò un sonoro flop al botteghino e ricevette critiche abbastanza impietose da parte della critica, solo per poi diventare un piccolo cult alcuni anni dopo soprattutto grazie alla straordinaria prova di Robin Williams.

Le cause individuate dell’insuccesso furono ovviamente molteplici, con Robin Williams che accusò Disney per i tagli al budget in corso d’opera e il regista Chris Columbus che trovò invece più intellettualmente onesto accusare… Sé stesso!

Il povero Columbus, di fatti, non era né sarebbe successivamente diventato un regista di fantascienza (al massimo qualche concessione al fantasy, con i primi due Harry Potter e Percy Jackson): il regista aveva però una voglia matta di misurarsi con il genere, per cui non riuscì a resistere all’offerta di mettere le mani su un materiale dal potenziale indubbiamente alto.

Columbus, però, fece retromarcia davanti al clamoroso tonfo del film: successivamente all’uscita, infatti, il regista ammise che sarebbe stato più onesto da parte sua lasciar spazio a qualche collega con più esperienza del genere, che avrebbe probabilmente saputo gestire meglio la storia a disposizione.

Siete d’accordo con Columbus o, per voi, il film va bene così com’è? Diteci la vostra nei commenti! Qui, intanto, trovate una spassosa curiosità su Robin Williams e L’Uomo Bicentenario.

Fonte : Everyeye