Si spengono le luci sulla Festa del Cinema di Roma: “Così abbiamo abbattuto le distanze”

“Siamo partiti in un momento drammatico per il Paese, tuttavia siamo riusciti a presentare un progetto di alta qualità che è stato riconosciuto da tutti”. In attesa della proclamazione del film vincitore, in programma nella giornata di domani, si chiude con queste parole del direttore artistico Antonio Monda la Festa del Cinema di Roma 2020

Si chiude la Festa del Cinema di Roma 2020

Quella a cavallo tra il post lockdown e la paura per la risalita dei contagi. La pandemia da Coronavirus ha inevitabilmente condizionato anche la rassegna cinematografica della Capitale: niente pubblico al lato del red carpet; mascherine obbligatorie e distanziamento interpersonale; sale a capienza ridotta e l’accelerata del digitale con film ed eventi disponibili anche in streaming. 

Ma non per questo un’edizione sottotono. “Abbiamo avuto il piacere di avere tra noi circa 260 tra talents e ospiti di prima grandezza tra cui Pete Docter della Pixar, Steve McQueen da Londra, John Waters arrivato dagli USA quando nessuno lo pensava possibile; Thom Yorke” – ha sottolineato Monda. 

Una Festa che come sempre ha guardato anche alle donne, “con 17 film di registe scelti per la loro qualità”; all’ambiente e al futuro “con numerose opere prime”. Una rassegna cinematografica seguita e osservata anche oltre i confini nazionali: “Il film Francesco ad esempio ha rappresentato un momento storico, ed è nato proprio qui alla Festa del Cinema di Roma”. 

La Festa del Cinema in tutta la città e “concretamente vicina alle sale”

Anche quest’anno la kermesse si è aperta alla città: raggiungendo i pazienti del Policlinico Gemelli, i reclusi di Rebibbia, le librerie indipendenti dal centro storico alla periferia, ha rianimato l’Arena del Teatro di Tor Bella Monaca a 14 anni dal suo ultimo spettacolo.

“Un’edizione ancor più vicina all’industria del cinema, sostenuta con gesti concreti” – il riferimento è all’affitto di cinque sale nel distretto Fiume, “invece di costruire una tensostruttura ex novo”; e alla possibilità di proiettare il film di chiusura ‘Cosa sarà’ nelle sale cinematografiche due ore dopo l’anteprima, “sfruttando l’intero week end”. 

La Festa del Cinema post lockdown: red carpet “a distanza” e streaming

“Abbiamo capito che la sobrietà non è un limite ma aguzza l’ingegno, che gli eventi online non so una catastrofe ma possono essere un’opportunità” – si sofferma sulle trasformazioni in corso la presidente di Fondazione Cinema per Roma, Laura Delli Colli. “E’ chiaro però che bisogna riaffermare la centralità della sala, la condivisione”. E la Festa del Cinema di Roma, seppur nell’edizione del red carpet “a distanza” e delle sedute alternate, lo ha confermato: sale piene all’85%, sebbene i numeri non siano paragonabili alle precedenti rassegne. 

Questa è stata costellata di difficoltà. E, almeno all’Auditorium, non è tempo di cifre e numeri. “Sono state giornate non facili, piene di aggiustamenti continui nelle quali abbiamo anche pensato di non riuscire andare avanti. Invece siamo contenti di essere arrivati a questo punto. E’ stato grazie alla dedizione di tutti”. 

Un’edizione che traccia il solco con il passato, dando indicazioni per il futuro: non solo la necessità di sfruttare al meglio tecnologia e strumenti digitali. “Il cinema come gli eventi – sostiene Delli Colli – non sono più come quelli di prima, tutti dovremmo fermarci e capire come ripensare questo circo che ci coinvolge sempre. Credo che ai festival sia riservato un ruolo importante. Occorre abbassare steccati e lavorare su modelli diversi: meno spreco, ottimizzazione delle risorse; attenzione e collaborazione con chi partecipa”. Così è stata l’edizione della Festa del Cinema di Roma 2020. 
 

Fonte : Roma Today