L’effetto paura secondo Bassetti: “La gente è terrorizzata e corre in ospedale”

“Si è verificato esattamente quello che pensavo. La gente è terrorizzata e per la paura corre in ospedale, anche quando non ce ne sarebbe la necessita'”. Lo scrive su Facebook il direttore della Clinica di Malattie infettive e presidente della SITA, Matteo Bassetti. “Non ci sono protocolli per la gestione domiciliare. Non ci sono criteri nazionali condivisi per chi ricoverare. Risultato? – prosegue l’infettivologo – I nostri ospedali e i nostri pronto soccorso sono allo stremo perché si mischiano i casi di chi ha veramente bisogno dell’Ospedale con quelli che potrebbero essere seguiti a casa. Ci sono casi gravi e impegnativi, ma rispetto a marzo sono la minoranza. Speriamo – conclude – che qualcuno mi ascolti”.

Oggi sul suo profilo Facebook Basetti cita un suo articolo del 27 agosto 2020: “Siamo perfettamente organizzati per trattare tutti i ricoverati al meglio. Occorre spiegare alla gente che il Covid e’ oggi una malattia più gestibile per la quale abbiamo imparato molto. Bisognerebbe sviluppare protocolli di trattamento domiciliare e stabilire i criteri unici su tutto il territorio nazionale per il ricovero in ospedale. La maggioranza dei casi dovrebbero essere gestiti al di fuori degli ospedali. Invito tutti a rispettare il sistema sanitario nei prossimi mesi. Se avete dei sintomi bisogna rimanere a casa e non andare in ospedale”. Eravamo ad agosto”.

Ho continuato a ripeterlo per tre mesi. Mi hanno dato del negazionista per averlo sostenuto. Mi hanno insultato dicendo che bisognava terrorizzare la gente per fargli capire l’importanza della malattia.

Vi rendete conto? Oggi quelle parole risuonano forte in chi non ha voluto e saputo ascoltarle.

Bassetti: “La politica della paura non serve a nessuno”

Nei mesi estivi andava spiegato alla gente che l’infezione da covid, nella stragrande maggioranza dei casi, decorre in maniera lieve e si poteva gestire a casa. Questo non è stato fatto e i risultati si vedono nei nostri ospedali” diceva solo ieri il medico.

A Genova c’è stato un vero e proprio assalto agli ospedali, con pazienti in attesa. Proprio sulla base di questi numeri Bassetti tornava ieri a spiegare: “Si è detto alle persone che il covid era sempre una malattia devastante, che dava sempre complicazioni perpetue e che buona parte dei contagiati sarebbe finito intubato o morto, così, non appena qualcuno ha un sintomo, corre in ospedale a farsi curare e ricoverare per paura di non avere cure adeguate a casa- sottolinea Bassetti -. Altro che dirmi (come fa qualcuno in malafede…e sono tanti) che non dovevo dire che la malattia era più gestibile. Che siano loro a farsi un esame di coscienza e a pensare che disastro hanno combinato. I danni rischiano di essere devastanti. La politica della paura non serve a nessuno” .

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L’ipotesi del lockdown solo per gli anziani

Ieri aveva detto anche altro il medico tra i più presenti su radio, tv e giornali: il divieto di uscita per le persone oltre una certa età se le cose non migliorano? “Questa, ahimé, potrebbe esser una soluzione, visto che questa malattia colpisce particolarmente le persone anziane e fragili” sosteneva Bassetti, ospite pure a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. A quale età potrebbe scattare questo provvedimento? “Oggi c’è già una campagna vaccinale per gli over 65, per le persone immunodepresse e con malattie respiratorie: queste sono le persone a cui dovrebbe indirizzarsi”. Quindi se non funzionasse il coprifuoco il prossimo passo prima del lockdown potrebbe prevedere il tenere in casa chi ha più di 65 anni? “Potrebbe esser una soluzione per evitare la chiusura totale”.

Dove sono finiti quelli del coronavirus indebolito?

Fonte : Today