5 motivi per leggere il fumetto di The Boys

Ad almeno un anno di distanza dall’arrivo della terza stagione (Covid permettendo), gli amanti del binge watching non possono che rassegnarsi a una lunga attesa. A meno di non passare al binge reading. Il fumetto di The Boys, infatti, è stato pubblicato negli Stati Uniti tra il 2006 e il 2012, ed è giunto alla conclusione con il numero 72, dando un bel po’ da leggere agli appassionati di comics e a chiunque fosse interessato a recuperarne i volumi. La storia editoriale la dice già lunga sul tono irriverente della storia, che non è andato giù agli editor Dc Comics. I primi 6 numeri, infatti, erano stati pubblicati da Wildstorm, etichetta alternativa della casa editrice di Batman, Superman & Co. Ma evidentemente la satira supereroistica di Garth Ennis si era spinta più in là di quanto la stessa Dc non avesse previsto, e così la serie fu cancellata bruscamente nel 2006 dopo una manciata di uscite. Per fortuna le pubblicazioni ripresero nel maggio dell’anno successivo, quando i diritti furono acquistati da Dynamite Entertainment Chi ha visto The Boys sarà rimasto colpito dall’esplicita violenza e dalle vicende grottesche che sono il marchio di fabbrica della serie tv. Ma non è niente in confronto a quel che accade nei fumetti. Evitando spoiler, anche una delle primissime scene shockanti dello show – la molestia ai danni di Starlight – è molto più brutale nel fumetto e rivela da subito la vera natura malvagia e ipocrita dei Sette. Il fumetto è un susseguirsi di trovate paradossali con cui gli autori Garth Ennis e Darick Robertson si divertono a spingere ogni volta il limite un po’ più in là, mostrando scene raccapriccianti che rendono ancora più goduriose le trovate dei Boys. A proposito del team guidato da Butcher, i “ragazzi” ritratti nei comic book sono molto meno passivi e indifesi contro i supereroi, ed elaborano ogni genere di piano per fermarli, senza disdegnare smembramenti e il ricorso ad armi contundenti. Complessivamente, però, gli showrunner hanno fatto un ottimo lavoro nel differenziare quanto basta la serie tv, rendendola una satira del mondo dei media, del marketing, delle star del cinema e della politica americana quasi più di quanto non sia una parodia dei supereroi tradizionali, soprattutto nella seconda stagione. Anche gli spettatori che hanno già visto tutti gli episodi disponibili avranno quindi modo di leggere i fumetti e ritrovarsi comunque divertiti, sorpresi e piacevolmente disgustati L’irlandese Garth Ennis è uno dei geni malati dei comic book, ed è pieno di contraddizioni. Odia i supereroi, eppure ha passato buona parte della propria carriera a scrivere di loro (non solo sulle pagine di The Boys, ma anche sul Punitore della Marvel e su John Constantine della Dc Comics). Scrive fumetti oltre i limiti della censura, eppure ha vinto un gran numero di premi mainstream, inclusi due Eisner Award e un Eagle Award. Chi lo avesse scoperto solo grazie alla serie tv di The Boys, dovrebbe sapere che c’è sempre lui dietro a un’altra trasposizione targata Amazon, altrettanto folle e irriverente: Preacher. Per chi ha lo stomaco forte e si è scoperto fan di Preacher, vale la pena recuperare i suoi fumetti, editi in Italia da Panini Comics I protagonisti indiscussi della serie tv sono i Seven, i Sette “supereroi” (per così dire) che rappresentano la parodia della Justice League. La presenza di altri eroi e cattivi minori è spesso accennata e diversi hanno fatto anche la loro apparizione (più o meno breve) nello show. Il mondo descritto nei fumetti, però, è articolato e pieno di eroi e cattivi, come si deve a un vero universo supereroistico. Incontreremo così i G-Men, ovvio riferimento agli X-Men, ma con segreti molto più oscuri (e guidati da uno dei leader più malvagi e depravati che si siano mai visti); i ribelli Teenage Kix, soliti festeggiare le loro vittorie sul campo di battaglia con una visita a una casa chiusa; il gruppo Fantastico, ovvio riferimento ai Fantastici Quattro; e tanti altri ancora. Ognuno di questi “eroi”, ovviamente, è animato da motivi egoistici e da un’etica depravata, e tutti (o quasi) impareranno presto che è molto meglio non attirare l’attenzione di Butcher e dei Boys, creando una varietà di situazioni grottesche ed esilaranti decisamente più sfrenata e meno lineare rispetto alla quella del telefilm In molti hanno apprezzato il cammeo di Terror nella seconda stagione della serie tv. Il rugoso bulldog è il compagno ideale di Butcher, e come spesso accade i due si assomigliano per aspetto e carattere. Peccato non averlo visto in azione al fianco del suo padrone, ma lo stesso showrunner Eric Kripke ha commentato la sua assenza affermando che “si tratta di uno show troppo complesso da realizzare” per complicare ulteriormente la situazione “portando sul set un animale con cui potrebbe essere difficile lavorare”. Nei fumetti, Terror ha un ruolo molto più visibile e lo si potrebbe definire un membro del team a tutti gli effetti, amato e benvoluto dai Boys. Ovviamente, però, non potrebbe essere un normale cagnolino domestico, e quindi è stato addestrato da Butcher per… molestare sessualmente chiunque o qualsiasi cosa a comando. Serve aggiungere altro?

Fonte : Wired