In Cina si prepara la più grande quotazione in Borsa di sempre

Ant Group, il braccio finanziario di Alibaba, è un colosso dei pagamenti digitali e punta a entrare in Borsa con un’offerta tra i 30 e i 35 miliardi di dollari

Ant Group (foto Ant)Ant Group (foto Ant)

Alcuni lo definiscono il capolavoro di Jack Ma, l’imprenditore cinese creatore del gruppo Alibaba. Ant Group è il braccio finanziario di Alibaba. Sino a poco tempo fa conosciuto come Ant Financial, è il candidato per la più grande quotazione finanziaria di sempre.

L’ambizioso doppio debutto alle Borse di Shanghai e Hong Kong, la struttura del gruppo e le condizioni del mercato che stanno trasformando i pagamenti elettronici in un settore fiorente (grazie anche ai vari lockdown e soprattutto alla crescita dell’ecommerce) sono tutti elementi che congiurano per rendere storica la quotazione di Ant Group. E togliere così lo scettro della più grande offerta iniziale di pubblico acquisto (Ipo) al lancio di Saudi Aramco, la più grande compagnia petrolifera al mondo, avvenuta nel 2019 per un valore di 25,6 miliardi di dollari.

L’influenza delle elezioni americane

Con una quotazione tra 30 e 35 miliardi di dollari, secondo alcuni analisti, Ant Group potrebbe raggiungere una valutazione di 250 miliardi e la comunità finanziaria da settimane stava sperando che la quotazione avvenisse prima dell’election day americano, quel 3 novembre che secondo molti osservatori a prescindere dal risultato porterà una fortissima volatilità nel mercato e interrompere il processo di quotazione.

Invece, il percorso accelerato per la Ipo di Ant Group che comincia dopo il via libera dato dalla China Securities Regulatory Commission, mira ad anticipare l’election day. Le azioni verranno divise tra le due Borse (non è atipico avere doppie quotazioni in Borse che fanno riferimento a mercati di investitori diversi) con 1,67 miliardi di azioni riservati per ciascuna. In totale, l’11% delle azioni della società, secondo quanto indicato dal prospetto per gli investitori presentato in questi giorni a Shanghai. È possibile che ci sia anche un “greenshoe”, un altro collocamento straordinario, di non enorme entità, riservato alle banche.

Invece dal prospetto per la Borsa di Hong Kong risulta che Alibaba sottoscriverà 730 milioni di azioni nell’offerta di Shanghai attraverso la sussidiaria Tmall come forma di investimento strategico. Questo poterà il quantitativo di azioni che Alibaba controllerà in Ant Group a 9,6 miliardi di azioni. Jack Ma diventerà ancora più ricco: oggi è il più ricco della Cina, con 61 miliardi di dollari di patrimonio personale secondo Bloomberg. Diventeranno 78 miliardi, con tutta probabilità.

Il ruolo di Hong Kong e del fintech

A parte la quotazione principale di Shanghai, la cosa più interessante è la quotazione secondaria a Hong Kong, che sta cercando di riconfigurarsi per mantenere la sua centralità in Asia, compromessa dall’invadenza crescente delle autorità cinesi, come raccontiamo nell’ultimo numero di Wired dedicato proprio alla Cina. Mentre molte società occidentali spostano in Giappone o altrove i loro quartier generali regionali asiatici, la Borsa di Hong Kong sta attirando sempre più quotazioni di aziende internet e tech cinesi: inclusa Alibaba a anche NetEase e Jd-com. Una “fuga” di capitali da Shanghai che è accelerata negli ultimi 12 mesi.

Ant Group è forse la società più strategica per quanto riguarda i pagamenti e il fintech nel mondo. A parte l’enorme valutazione, quello che c’è dietro è non solo la tecnologia ma anche la velocità di espansione nel mondo: fuori dalla Cina Ant Group è arrivato in Europa (dove ha triplicato il numero di esercenti che accettano l’app Alipay) e negli Stati Uniti. Inoltre, Ant Group ha guidato una serie di alleanze strategiche con differenti borsellini elettronici. Tra gli altri: ePassi in FInlandia, Vipps in Norvegia, Momo in Spagna, Pagaqui in Portogallo e Bluecode in Austria e dopo aver acquistato per 700 milioni di dollari il fornitore di servizi di trasferimento fondi britannico WorldFirst. Invece il Dipartimento di Stato americano ha suggerito di inserire Ant Group nella lista della aziende cinesi ha cui è vietato fare affari in America o con società americane per ragioni di “sicurezza di Stato“.

Fonte : Wired