Nidi convenzionati, il Comune non ha ancora firmato il contratto: “Rischiamo chiusura e bambini a casa”

Migliaia di bambini rischiano di restare a casa. Lo scontro aperto tra asili nido convenzionati e Comune di Roma potrebbe finire con chiusure parziali delle strutture, le stesse che da mesi non percepiscono la retta dal Campidoglio. Parliamo di 200 asili che ospitano circa un terzo dei bambini tra 0 e 3 anni (quest’anno circa 5mila) del totale dei nidi presenti in città. Senza i convenzionati, il Comune non riuscirebbe a coprire la domanda con le sue solo strutture a gestione diretta. 

Per quale ragione rischiano una parziale chiusura? “Roma Capitale non ha ancora firmato il contratto, la convenzione che rinnovata ogni anno ci permette di stare aperte, accampano scuse di tipo burocratico che non hanno precedenti” spiega a RomaToday Flavia De Luca, esponente dell’associazione Onda Gialla, la più rappresentativa tra i titolari dei convenzionati. 

“Stiamo per comunicare alle famiglie che a partire dalla prossima settimana potremmo dover essere costretti a fare un part time per i bimbi, non ci stanno arrivando soldi, li stiamo mettendo di tasca nostra”. Già, un quadro drammatico dove pesa anche il periodo del lockdown, tra rette non pagate e nidi costretti a chiudere. E ora lavorare senza un contratto, e senza poter fatturare al Campidoglio i costi del servizio, tenuto aperto finora a fatica. Un incubo che sembra non finire più. 

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Eppure anche il Consiglio comunale ha chiesto all’unanimità alla sindaca di impegnarsi per il rinnovo dei contratti. Lo ha fatto con una mozione votata in aula. “Si tratta di una misura particolarmente urgente – dichiara in una nota la consigliera del Pd capitolino Valeria Baglio – visto il protrarsi e l’acuirsi dell’emergenza sanitaria. Queste strutture per poter dare seguito alla prosecuzione del servizio hanno necessità di avere una convenzione altrimenti si vedono costrette a sospendere il servizio. A quasi due mesi dalla ripresa delle attività educative i nidi in convenzione, circa 190, sono costretti ad operare senza contratto e senza corrispettivi delle rette, proprio come se lavorassero ‘in nero’. Senza rinnovo dei contratti e senza i pagamenti pregressi, i nidi non possono far fronte alle spese correnti, alle necessità fiscali e assicurative”. 
 

Fonte : Roma Today