Com’è stato il dibattito finale pre-Election Day tra Donald Trump e Joe Biden

L’ultimo faccia a faccia prima del 3 novembre ha messo in evidenza due visioni contrapposte, e si è svolto in modo molto più civile rispetto al precedente. Biden è stato efficace nel chiedere conto a Trump della sua gestione della pandemia

(foto: Tayfun Coskun/Anadolu Agency via Getty Images)

A meno di due settimane dall’Election Day del 3 novembre, il candidato repubblicano e attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden si sono scontrati nell’ultimo dibattito di questa campagna elettorale, nella serata americana di giovedì 22 ottobre. L’incontro televisivo è durato 90 minuti ed è stato moderato dalla giornalista della rete Nbc News Kristen Welker, che ha iniziato la serata invitando i due sfidanti a tenere un “comportamento civile” e in generale ha fatto una bella figura, riuscendo a tenere testa agli sfidanti dopo il disastro del primo dibattito. “Per favore”, ha chiesto Welker, “parlate uno alla volta”. I due questa volta ci sono riusciti – complice anche il fatto che la Commissione sui dibattiti presidenziali aveva imposto un pulsante per disattivare l’audio dei loro microfoni in caso di eccessiva confusione. 

Ci sono stati alcuni scambi di battute accesi, ma si sono viste anche molte meno interruzioni rabbiose e sovrapposizioni, che avevano reso il dibattito precedente quasi inguardabile. Il dibattito di ieri si è tenuto a Nashville ed è iniziato in modo relativamente tranquillo, con i candidati che hanno presentato le loro argomentazioni finali per queste elezioni presidenziali: argomentazioni che hanno confermato due visioni estremamente contrapposte per il futuro degli Stati Uniti. La posta in gioco era alta per entrambi, anche se sembra improbabile che il dibattito di ieri sera ridefinisca drasticamente i contorni di questa corsa presidenziale. Infatti, Biden sta mantenendo un costante vantaggio sull’incumbent Trump, secondo i sondaggi. Tra i temi centrali di confronto ci sono stati l’approccio alla pandemia di Covid-19 dell’amministrazione Trump, il futuro del sistema di assicurazione sanitaria della nazione, il cambiamento climatico, le politiche di immigrazione e le tensioni razziali.

La gestione della pandemia

Negli Stati Uniti la diffusione del Covid-19 ha già ucciso più di 220mila persone, infettandone più di 8 milioni (tra cui anche lo stesso Trump e famiglia). In parte a causa dell’emergenza, più di 40 milioni di cittadini hanno già votato in queste ultime settimane prima dell’Election Day, infrangendo qualsiasi record di affluenza durante l’early voting. La gestione della crisi sanitaria da parte dell’amministrazione Trump è da tempo oggetto di pesanti critiche (di cui l’ultima è arrivata da parte dell’ex presidente Barack Obama, proprio il giorno prima del dibattito finale), ed è finita al centro anche di quest’ultimo confronto fra Biden e Trump.

Biden ha criticato la gestione della pandemia da parte di Trump, che per tutta risposta ha continuato a minimizzare la gravità della crisi, difendendo il proprio operato e promettendo l’arrivo imminente di un vaccino (anche se i suoi stessi esperti di salute pubblica hanno affermato che probabilmente non sarà disponibile su larga scala per i cittadini fino alla prossima estate). “Andrà via”, ha dichiarato ottimisticamente Trump mentre una nuova ondata di contagi di Covid-19 si sta abbattendo sulla nazione. “Stiamo per voltare pagina”, ha aggiunto il presidente, ma nel frattempo bisogna “imparare a convivere” con il coronavirus perché “non possiamo tenere chiuso questo paese. Questo è un paese enorme con un’economia enorme”. Adottare nuove misure drastiche, secondo Trump, potrebbe solo aggravare la situazione: “Ci sono depressione, alcol, droghe a un livello che nessuno ha mai visto prima. La cura non può essere peggiore del problema stesso”. 

Al contrario, Biden ha riconosciuto il triste bilancio della pandemia negli Stati Uniti e ha avvertito che la nazione dovrà prepararsi a “un inverno buio. Il suo attacco contro Trump è stato frontale: “220.000 morti. Se non sentirai nient’altro di quello che dirò stasera, ascolta questo. Chiunque sia responsabile di così tante morti non dovrebbe rimanere presidente degli Stati Uniti”. Al contrario del presidente in carica, Biden ha promesso che la sua amministrazione si rimetterà al parere degli scienziati per combattere la pandemia e si assicurerà “di avere un piano” per porre fine alla crisi sanitaria.

Il sistema di assicurazione sanitaria

Trump ha detto dichiarato che vorrebbe “terminare” l’Affordable Care Act della precedente presidenza Obama, anche in mezzo a una pandemia, e inventare “una nuovissima e bellissima assistenza sanitaria” che garantisca la copertura per condizioni preesistenti. Biden ha ribattuto che il presidente parla da anni di fare una mossa del genere, ma “non ha mai escogitato un piano”.

La questione razziale e l’immigrazione

Biden ha sostenuto che il razzismo istituzionale esiste negli Stati Uniti e che la lotta alla disuguaglianza razziale sarebbe una priorità della sua amministrazione. Trump, ignorando queste affermazioni, ha aggredito il suo avversario per aver avuto un ruolo centrale nella redazione del disegno di legge sul crimine del 1994, che molti esperti e critici affermano abbia gettato le basi per un’incarcerazione di massa che ha colpito in modo sproporzionato le comunità afroamericane. 

Schermandosi gli occhi con la mano per scrutare il pubblico del dibattito e concludendo che era troppo buio per vedere bene, Trump ha detto che comunque era fiducioso di essere la “persona meno razzista in questa stanza”. Incredulo, Biden ha accusato Trump di essere “uno dei presidenti più razzisti che abbiamo avuto nella storia moderna e un leader che intenzionalmente “riversa benzina su ogni singolo fuoco razzista”, richiamando il precedente rifiuto del presidente di condannare i suprematisti bianchi e i suoi attacchi verso il movimento Black Lives Matter.

Il cambiamento climatico

Gli ultimi momenti del dibattito sono stati dedicati alla discussione sul cambiamento climatico. Biden ha sottolineato la necessità di espandere le fonti di energia rinnovabile, contestando ancora una volta l’affermazione di Trump secondo cui intendeva vietare il fracking, cosa che nei fatti non sta facendo. 

Quando Trump ha ripetutamente chiesto a Biden se voleva “chiudere l’industria petrolifera”, il candidato democratico ha detto che la sua amminstrazione “sarebbe passata dall’industria petrolifera” a delle energie rinnovabili “nel tempo”. Trump, facendo un appello diretto agli elettori negli stati produttori di energia come Texas e Pennsylvania, ha sottolineato l’osservazione del rivale come “una grande dichiarazione”. Mentre saliva sul proprio aereo privato dopo il dibattito, tuttavia, Biden ha puntualizzato che: “Non abbiamo intenzione di vietare i combustibili fossili. Ci sbarazzeremo dei sussidi dei combustibili fossili, ma non ci libereremo dei combustibili fossili per molto tempo”.

Fonte : Wired