Dolche presenta Exotic Diorama, inno LGBTQ+, per le donne, per la vita

Un album frutto di un intenso lavoro di ricerca che nasce dalla fusione di vari suoni creati dall’artista in studi e tempi distanti fra loro. Alla sua realizzazione hanno collaborato l’Audio Engineer Al Schmitt, Noah Georgeson per il mix, Emily Lazar per il mastering e professionisti quali il Producer Tobias Froberg, l’Audio Engineer Jad Rahbani. La totalità delle composizioni e degli arrangiamenti sono di Dolche. L’INTERVISTA

Dolche si prende il mondo. Con Exotic Diorama segna uno spartiacque, un prima e un dopo per la musica che si nutre del mondo. E’ un disco speciale che tratta importanti tematiche, da quella LGBTQ+ alla violenza sulle donne. A tenere uniti i temi è l’amore in tutte le sue forme. Ascoltarlo è come andare sull’altalena, le emozioni fluttuano e non si fermano mai.

Finalmente possiamo mettere lo sguardo nel tuo Exotic Diorama: soddisfatta?

Ci ho talmente sbattuto la testa su ogni virgola che sono davvero soddisfatta. Io studio tutto meticolosamente e si capisce perché ospita due anni e mezzo di lavoro. I testi sono scritti in precedenza sembrano attuali, quello che è successo in America per i diritti umani, la discesa del mondo in piazza. Una parte del mondo si è resa conto che gli umani hanno dei diritti e pur vivendo in paesi martoriati da una politica di ferro alzano la testa. Tutti vogliono il rispetto dei propri diritti e la cosa bella e che anche chi li ha scende in piazza per sostenere chi non li ha. Molti miei testi si prendono cura dell’essere umano.
Nell’intro musicale tu apri una casa senza segreti. Esistono momenti della tua vita che neanche con la musica sei riuscita a esorcizzare? E ci fai entrare anche nel tuo blindatissimo studio?
Il mio studio è sempre aperto mi ci chiudo solo per concentrarmi ma in realtà internet mi fa parlare con tantissimi artisti nel mondo come è accaduto per Exotic Diorama che mi ha portato a collaborare con tantissimi artisti. E’ chiuso da una porta ma aperto al mondo. Ora  c’è anche l’attrezzo per cambiare i pannolini visto che è in arrivo un figlio. Ce ne sono cose che non esorcizzo, le paure fanno parte dell’aspetto più fragile dell’essere umano, la mia paura è non riuscire a farcela, di non risolvere tutto.
Se la supernova diventasse una cometa dove si fermerebbe?
Si è da un po’ fermata nel cuore di Chiara. E’ è stata la mia supernova e la canzone è dedicata a mia moglie. Spero che ognuno trovi la sua, accompagnata da forze gigantesche controllate da amore, rispetto e tante altre cose belle.
Anatomie du Coeur: il tuo John Wayne che galoppa verso il tramonto dove è diretto?
Alla ricerca di se stessi, della semplicità di godere le piccole cose. Va dove la natura è rispettata, profumata e ricerca la verita dei sentimenti. E’ un cowboy figo il mio.
Big Man è un brano coraggioso: l’Italia è ancora tanto lontana dall’abbattimento dei muri sociali e ideologici?
Gli italiani sono pronti, siamo un popolo sensibile e comprensivo per quanto capisco che può anche essere un limito. Siamo pronti per diritti umani, degli omosessuali e delle donne. E’ la politica che non lo è non per ideologia ma per voti e utilizzo delle paure delle persone per vantaggi politici. Ne ho la certezza parlando con la gente, mai ricevuto brutte opinioni sulla mia vita, sulle mie scelte. Se una idea si spiega l’italiano comprende e ha empatia. Altre culture europee sono più chiuse. Ci spaventano i meccanismo politici.
Cantare in cinque lingue mi ricorda un sogno chiamato esperanto…come possiamo esorcizzare le nostre paure?
La non comunicazione ha già subito un processo di distruzione coi social che ci permettono di tradurre in tempo reale quello che c’è sotto. L’importante è parlarsi anche con un inglese mediocre. Le nuove generazioni le trove molto ben instradate in una direzione internazionale, sono più sagge.
Le sorelle donne sanno fare squadra?
Se ti riferisci a Sunday Mood ti dico che di solito sanno comprendere, sono state più spiegazzate nel tempo e dunque la sorellanza c’è. Io la ho sempre vissuta con quelle con cui ho lavorato ma nel mio settore sono poche, è un settore ancora da uomini. Nella difficoltà culturale si fatica a dinostrare la sorellanza, se le donne fossero serene e facessero il loro lavoro senza soggiacere a sistemi non scritti e pregiudizi culturali sarebbe un altro mondo.
L’amore è anche perdono oppure un errore non si perdona? L’amore è davvero due cani che si mordono ma non si abbandonano?
Penso di sì. Credo che il perdono sia da prendere in considerazione nelle relazioni che possono durare nel tempo. L’amore può cambiare e ha mille forme diverse. Prima di Chiara mi sono innamorate di altre persone ma l’amore vero si manifesta anche nel post amore: col mio ex marito l’amore e l’affetto rimangono al di là di quello che è successo nella vita.

Mi lascio sempre tentare sempre, non riesco a resistere. Sono devota alla bellezza in generale: natura, persone, intelligenza, mi innamoro di qualsiasi forma di vita umana o animale che abbia una qualità di bellezza, che si avvicina all’arte
Hai mai pensato a un intero album da soprano?
Ho studiato canto lirico, amo tutte le opere. Sono un soprano leggero. La musica lirica che adoro è lontana dalla mia produzione. C’è una piccola influenza che fa parte del mio background ma non è la mia strada.
Universal Gloria…sei credente?
Quel brano è un sudoku di armonie che cambia tonalità a ogni ritornello. Sono cresciuta in una famiglia contadina, cresciuta nei valori della chiesa cattolica e la mia famiglia è praticante. Ho suonato talvolta nella chiesa per aiutare a raccogliere fondi. Non sono praticante né credente nel senso stretto. Le religioni mi attirano e le rispetto anche se non credo in una sola pur arrivando da quella cattolica. La parte più rigida della chiesa sembra essere la prima a non seguire le regole base. Mi piace Papa Francesco che allarga al movimento LGBTQ+- Il mio sogno è una chiesa aperta come negli Usa sulle cui facciate sventolano la bandiera rainbow.
Come vivi l’assenza dei concerti?
Una parte di me vive di musica live, ricordo che a volte non tornavo a casa a lungo per i live tra Italie e Francia. Sul palco sono più me stessa, è il posto che più mi piace al mondo. Ma sono anche cosciente che la pandemia ci ha presi tutti alla sprovvista e bisogna stare in sicurezza. Sono disponibile a esibirmi anche per cinquanta persone ma la questione sono i costi che sono alti. Vanno ridisegnate le spese. Posso anche valutare più concerti in una sera ma bisogna capire come procedere per le sanificazioni, il virus rimane nell’aria. Nel mondo ideale sarebbe fantastico. Siamo pronti a trovare soluzioni ma occorre che il sistema ci aiuti.
Dolche e Chiara genitori a breve…
Questa esperienza mi porta a vedere le donne incinte come eroi, è un impegno non umanamente gestibile, è molto impegnativo, le donne hanno una forza in più e finora non me ne ero resa conto. La avevo vissuta per conto terzi, avevo seguito le gravidanze di parenti e amiche ma non immaginavo cosa significasse in concreto. Come lo chiamerete?
Come sai non abbiamo voluto sapere il sesso. Siccome questo 2020 è un hanno difficile vogliamo darli un nome forte: Arturo se è maschio; se è femmina sarà Eva.

Fonte : Sky Tg24